Coldiretti Bologna News - Coldiretti Bologna http://www.bologna.coldiretti.it/ Tue, 16 Jul 2019 16:38:30 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.bologna.coldiretti.it/ 60 ZUCCHERO: COLDIRETTI E-R, STRANIERI 4 PACCHI SU 5, SOS MADE IN ITALY     Oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto dei Paesi del Mercosur che nell’ambito dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea hanno ottenuto maggiori concessioni con il dazio zero sul contingente di 180mila tonnellate. È l’allarme lanciato da Coldiretti Emilia Romagna in riferimento all’incontro del Consiglio Agricoltura della Ue che si terrà a Bruxelles il 15 luglio durante il quale il commissario all’Agricoltura Phil Hogan riferirà ai ministri sulle conclusioni dei lavori del gruppo ad alto livello, composto dai rappresentanti degli Stati membri e dell’Esecutivo Ue, per evitare ulteriori ridimensionamenti produttivi in Italia e a livello europeo del settore. Un rischio aggravato dalla Brexit poiché l'Unione Europea è un esportatore netto di zucchero nel Regno Unito che in mancanza di accordo ha annunciato l’applicazione di tariffe all’importazione sullo zucchero bianco (euro 150 / tonnellata) che ridurrebbe o eliminerebbe l'attuale surplus commerciale netto con effetti pesanti sul mercato comunitario. C’ è il rischio concreto di un peggioramento della situazione e pertanto – conclude Coldiretti Emilia Romagna – la Commissione deve agire rapidamente con interventi urgenti per il settore dello zucchero. http://www.bologna.coldiretti.it/zucchero-coldiretti-e-r-stranieri-4-pacchi-su-5-sos-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=134268213 Tue, 16 Jul 2019 16:38:30 GMT REVISIONI TRATTORI: RINVIATE SCADENZE Slittano le revisioni dei trattori. Per le macchine agricole e operatrici immatricolate entro il 31 dicembre 1983 la revisione è fissata entro il 30 giugno 2021, per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1983 al 31 dicembre 1995 la scadenza è entro il 30 giugno 2022, per quelli dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018 revisione entro il 30 giugno 2023 e infine per le immatricolazioni dopo il 1° gennaio 2019 la revisione deve avvenire al quinto anno entro la fine del mese di prima immatricolazione. Lo comunica Coldiretti Bologna nel rendere noto il nuovo calendario stabilito dal decreto del ministero delle Infrastrutture di concerto con il Mipaaft pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 giugno relativo alla revisione periodica delle macchine agricole e operatrici secondo quanto fissato dal decreto legislativo 285 del 1992. Il decreto ricorda che dal 2016 è scattata la revisione obbligatoria delle macchine agricole e operatrice, ma che essendo necessaria una particolare disciplina tecnica la cui normativa tecnica ha evidenziato difficoltà ed essendo scaduti i tempi sono state fissate nuove date per evitare che scattassero sanzioni per il mancato rispetto dei termini. “È importante aver ottenuto il rinvio delle scadenze – ha commentato Valentina Borghi, presidente di Coldiretti Bologna – anche per evitare che arrivassero dei verbali agli imprenditori in assenza del previsto decreto tecnico necessario per effettuare le revisioni”. Ora Coldiretti garantisce l’impegno nella messa a punto del decreto per rendere “possibile” la revisione di macchine agricole anche molto vecchie ma che sono ancora particolarmente utili alle imprese agricole associate. http://www.bologna.coldiretti.it/revisioni-trattori-rinviate-scadenze.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133754221 Mon, 01 Jul 2019 15:39:17 GMT FRODI: COLDIRETTI E-R, BIO PER 6 ITALIANI SU 10, SERVE LOGO MADE IN ITALY Con più di 6 italiani su 10 (64%) che acquistano regolarmente o qualche volta prodotti biologici è importante garantire la trasparenza in un settore che nel 2018 ha visto un incremento delle vendite del 10%. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nell’esprimere apprezzamento per l’operazione Bad Juice condotta dall’Ispettorato centrale per la repressione delle frodi (Icqrf) e diretta dalla Procura della Repubblica di Pisa, con la collaborazione di Eurojust, che ha scoperto una maxi frode con il sequestro di 1.411 tonnellate di prodotto extracomunitario adulterato e falsamente designato "biologico" tra succhi, confetture e conserve alimentari. Con l’aumento dell’interesse per il biologico infatti è cresciuto anche il rischio truffe con le notizie di reato che sono quintuplicate rispetto all’anno precedente secondo un’analisi di Coldiretti Emilia Romagna su dati Icqrf, con 88 casi nel 2018 rispetto ai 19 nel 2017, in molti casi proprio inerenti a falsi prodotti biologici importati dall’estero, come nel caso del succo di mela. In Emilia Romagna le imprese che coltivano biologico sono oltre 5.000 su 150.000 ettari di terreno. L’importante attività di vigilanza e controllo va ora sostenuta – conclude Coldiretti Emilia Romagna – con la definizione di un vero e proprio marchio per il biologico Made in Italy che garantisca una piena trasparenza ai consumatori rispetto a quanto portano in tavola in un settore che negli ultimi anni ha visto un costante incremento in doppia cifra dei consumi.     http://www.bologna.coldiretti.it/frodi-coldiretti-e-r-bio-per-6-italiani-su-10-serve-logo-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133595376 Thu, 27 Jun 2019 09:44:06 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI E-R, GRANDINATA METTE AGRICOLTURA IN GINOCCHIO Danni ingenti a vigneti, grano e frutteti. Il giorno dopo la tempesta di grandine, pioggia e vento che si è abbattuta sulle province di Modena, Bologna e Ravenna nelle prime ore del pomeriggio di ieri,  le aziende agricole della regione iniziano la conta dei danni. Nel modenese - informa Coldiretti Emilia Romagna - sono stati colpiti soprattutto i vigneti,  completamente imbiancati dalla grandine, caduta in taluni casi con chicchi più grandi di una pallina da golf. Danni si registrano anche sui pereti - continua Coldiretti Emilia Romagna - con alberi spogliati e frutti caduti, sul frumento che è stato allettato proprio all’inizio della mietitura e su mais e sorgo che sono stati completamente defogliati. Problemi anche nel bolognese - prosegue Coldiretti Emilia Romagna - nelle zone di San Giovanni in Persiceto e Medicina con danni diffusi su sementi,  carote, cipolle, patate e bietoloni. Nel ravennate - continua Coldiretti regionale - le più colpite sono state le pesche di varietà Royal glory, colpite dalla grandine e staccate dalle piante dalle fortissime raffiche di vento, così come le susine. Anche in Romagna il forte vento ha allettato campi di grano pronto alla mietitura. Secondo un’analisi di Coldiretti, quest’anno in Italia sono state rilevate fino ad ora 124 grandinate violente pari a quasi il doppio di quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (+88%). Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-e-r-grandinata-mette-agricoltura-in-ginocchio.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133503086 Mon, 24 Jun 2019 17:53:39 GMT CALDO: COLDIRETTI E-R, DA API A CIMICI, INVASE CITTÀ E CAMPAGNE Non solo le api nel centro di Bologna, con il caldo improvviso si sta verificando una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nelle province di Modena e di Ferrara. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna segnalando che, per quanto non sia ancora possibile una stima dei danni, la presenza di questi insetti nel modenese è dieci volte più grande di quella dell’anno scorso, mentre nel ferrarese ormai non si tratta più di un fenomeno sporadico, ma di una presenza fissa e sono già stati segnalati danni agli impianti delle pere Williams. La “cimice marmorata asiatica” – fa sapere Coldiretti regionale – è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. La diffusione improvvisa di questi insetti che non hanno nemici naturali – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è stata favorita dalle alte temperature. La lotta in campagna per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti a difesa delle colture. Per contrastare la proliferazione dell’insetto alieno è importante proseguire a marcia spedita con la ricerca per interventi a basso impatto ambientale, attività già avviata con importanti centri universitari. La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all'unanimità ad aprile una risoluzione contro l'invasione della cimice asiatica che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l'immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell'iter per autorizzare l'uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale della cimice. Coldiretti Emilia Romagna pertanto chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell'iter di autorizzazione in modo da consentire l'azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019. Se le cimici provocano vere stragi delle coltivazioni, per l’uomo, oltre al fastidio provocato dagli sciami che si posano su porte, mura delle case e parabrezza delle auto, l’unico pericolo è quello di restare vittima del cattivo odore che gli insetti emanano se schiacciati. Il nome scientifico è Halyomorpha halys, o cimice marmorata ed è un insetto originario dall`Asia orientale, in particolare di Taiwan, Cina, Giappone. Gli studiosi la definiscono una varietà estremamente polifaga che si nutre di un’ampia varietà di specie coltivate e spontanee. La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte – conclude Coldiretti Emilia Romagna – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura. http://www.bologna.coldiretti.it/caldo-coldiretti-e-r-da-api-a-cimici-invase-citta-e-campagne.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=133019735 Wed, 12 Jun 2019 10:10:18 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI ER, - 70% PERE IN EMILIA ROMAGNA La siccità prima, l’eccesso di pioggia dopo, assieme al repentino calo della temperatura, hanno portato a una perdita del 70% delle pere di varietà Abate e Kaiser in Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti regionale al termine di un monitoraggio sui frutti di stagione che stanno subendo il contraccolpo  della primavera anomala. E se le perdite per le Decana e le Williams si attestano attorno al 40% va sottolineato come la raccolta di ciliegie risulti pressochè azzerata per le varietà precoci non protette dai teli antipioggia (- 90%), mentre i danni sono più contenuti per le varietà coperte. I danni si estendono inoltre alle fragole nei campi allagati della Romagna e alle albicocche. Il risultato è un calo atteso dell’offerta di prodotti con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni. In queste condizioni – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio di Coldiretti regionale è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”. In un momento di grande difficoltà – conclude Coldiretti Emilia Romagna – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-er-70-pere-in-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132241186 Tue, 21 May 2019 15:59:38 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI, FARE SISTEMA PER AIUTARE SUBITO CHI HA PERSO TUTTO Raccolti di ciliegie andati in rovina, con le varietà precoci perdute a causa delle piogge incessanti. Cereali in fase di spigatura allettati dal forte vento e il primo taglio  di erba medica danneggiato appena prima del raccolto. L’ondata di maltempo che ha travolto l’Emilia Romagna ha segnato pesantemente il bolognese. Ma mentre si fa la conta dei danni – fa sapere Coldiretti Bologna – è necessario intervenire tempestivamente a favore delle aziende che hanno subito delle perdite gravissime. “Le imprese agricole non possono aspettare i tempi lunghissimi della legge di solidarietà nazionale, che viene attivata nel caso di avversità/calamità atmosferiche, diventi operativa”, ha detto la presidente di Coldiretti Bologna Valentina Borghi. “Si tratta di una legge ormai non più adatta a far fronte alle esigenze dell’agricoltura moderna”. “È necessario – ha proseguito la Borghi – che i Comuni, gli istituti di credito e i consorzi fidi facciano rete e mettano in campo iniziative per far fronte alla mancanza liquidità che le imprese dovranno affrontare”. Inoltre – fa sapere Coldiretti Bologna – le piogge abbondanti hanno reso evidente la scarsa manutenzione degli alvei dei nostri corsi d’acqua che in alcuni casi hanno esondato. Un piano con la Regione e l’autorità di bacino che hanno competenza in questi casi è necessario, in quanto prevenire è sempre più economico che rifondere dei danni. Di questi e di altri temi si discuterà lunedì 20 maggio alle 20.30 presso la Sala Comunale di piazza della Libertà 2 a Monteveglio, in un incontro con gli imprenditori della zona. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-fare-sistema-per-aiutare-subito-chi-ha-perso-tutto.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=132241158 Tue, 21 May 2019 15:58:02 GMT LE PRIME ARACHIDI 100% ITALIANE Dopo più di 40 anni tornano le arachidi 100% italiane. Le prime arachidi da seme certificate coltivate in Italia sono state presentate in anteprima ieri allo stand di Coldiretti Emilia Romagna. Le noccioline americane di nome, ma tricolori d’origine, entreranno in produzione a partire dall’anno prossimo, commercializzate dalla SIS, Società Italiana Sementi. “È solo l’inizio di un processo di recupero di diverse varietà di arachidi – ha commentato Mauro Tonello, presidente di SIS – che la Società Italiana Sementi sta mettendo in campo per il recupero di sapori che rischiano di andare perduti”. Si tratta anche di un’opportunità produttiva per i nostri territori che possono così far tornare sulle tavole degli Italiani prodotti che erano caduti nel dimenticatoio e che ricompaiono grazie al lavoro delle nostre aziende, in prima linea quando si tratta di tutelare la biodiversità, vero patrimonio dell’agroalimentare tricolore. “Un ritorno importante quello delle arachidi – sottolinea Nicola Bertinelli presidente di Coldiretti Emilia Romagna – sia perché aumentano i prodotti della filiera tutta italiana, sia per i consumatori che potranno scegliere un prodotto certificato e salubre, a differenza delle arachidi provenienti da Cina ed Egitto che Coldiretti ha già incluso nella black list dei cibi più pericolosi a causa della presenza di aflatossine”. La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta infatti l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale. Basti pensare che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. In altre parole – precisa Coldiretti Emilia Romagna – i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti. http://www.bologna.coldiretti.it/le-prime-arachidi-100-italiane.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=131839389 Fri, 10 May 2019 09:53:02 GMT MACFRUT: ORTOFRUTTA MADE IN ITALY, innovazione, consumi e politiche L’ortofrutta Made in Italy con le innovazioni, l’andamento della domanda in Italia e all’estero e le necessarie politiche di sostegno alla crescita, ma anche le sinergie con nuove alleanze, sono al centro dell’appuntamento promosso dalla Coldiretti mercoledì prossimo 8 maggio 2019 alle ore 14,30 al MACFRUT 2019 nella Sala Neri 2, Expo Center di Rimini.   Sarà presentato l’accordo tra Coldiretti e Unaproa, l'Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio.   All’incontro partecipano, tra gli altri, il presidente della Coldiretti di Rimini Guido Cardelli Masini, Mattia Noberasco della Noberasco Spa, Felice Adinolfi, dell’Università degli Studi di Bologna, Paolo De Castro Primo Vice presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e il vice presidente di Unaproa Felice Poli con le conclusioni del Presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini. http://www.bologna.coldiretti.it/macfrut-ortofrutta-made-in-italy-innovazione-consumi-e-politiche-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=131693706 Mon, 06 May 2019 11:37:13 GMT LAVORO: COLDIRETTI, I RAGAZZI DEL SERPIERI A SCUOLA DI FILIERA Nell’era delle manifestazioni a favore della Terra e dell’ambiente abbiamo la possibilità di potenziare e motivare la generazione che nella pratica potrà ogni giorno fare la differenza, creando non cibo sintetico, ma vero e buono da mangiare”. Con queste parole la presidente di Coldiretti Bologna Valentina Borghi, ha commentato la conclusione del percorso di nove incontri lungo i quali i rappresentanti del mondo Coldiretti hanno fatto conoscere da vicino la realtà delle aziende agricole a 15 studenti di quattro classi dell’Istituto tecnico agrario “Arrigo Serpieri”. In 50 ore di lezioni, laboratori e visite in azienda gli addetti dell’associazione hanno affrontato con i ragazzi tutti i temi che riguardano la realizzazione completa della filiera agricola, dalla produzione alla vendita diretta. Il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti ha condiviso la sua esperienza dell’avviamento di un’azienda, il responsabile della sicurezza alimentare di Coldiretti regionale, Dennis Calanca, ha illustrato agli studenti i contratti di filiera e il progetto Filiera Italia, l’ufficio legislativo ha trattato il tema della Legge di Orientamento e i ragazzi hanno poi avuto modo di visitare quattro aziende, Bonifiche Ferraresi, l’azienda Caretti, l’azienda Maccaferri e l’azienda Funghi Valentina. Al termine degli incontri ai ragazzi è stato assegnato il compito di realizzare un business plan per l’apertura di un’azienda agricola e lungo la mattinata di sabato 4 maggio verranno presentati i risultati dei lavori svolti. Sarà inoltre possibile firmare la petizione Stop cibo anonimo promossa da Coldiretti e Campagna Amica per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione ed estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti nell’Unione Europea. “Quella con il Serpieri è una collaborazione importante – ha proseguito la Borghi – perché permette di mostrare concretamente i le difficoltà, i risultati e le soddisfazioni del lavoro in azienda ai protagonisti dell’agricoltura di domani”. Sono complessivamente 3.300 giovani che in Emilia Romagna hanno investito in agricoltura, settore in cui l’occupazione giovanile risulta in costante crescita, con le nuove generazioni sempre più disposte a sognare un futuro in campagna. La rinnovata attrattività della campagna per i giovani – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo. Non a caso secondo un’analisi Coldiretti/Censis, oltre otto italiani su dieci (82,1%) sarebbero contenti se il proprio figlio lavorasse in agricoltura con la percentuale che sale addirittura all’86,2% se si considerano i soli genitori laureati, dalla quale emerge anche che appena il 5,4% delle mamme e dei papà sarebbe contrario a vedere il figlio in campagna. http://www.bologna.coldiretti.it/lavoro-coldiretti-i-ragazzi-del-serpieri-a-scuola-di-filiera-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=131693581 Mon, 06 May 2019 11:34:31 GMT EMERGENZA CINGHIALI: COLDIRETTI, ORA SI FA SUL SERIO  “La Regione ha finalmente riconosciuto che i cinghiali non sono più un problema solo per il comparto agricolo, ma anche una minaccia per l’ambiente e per i cittadini”. Commenta così Coldiretti Emilia Romagna l’attuazione della delibera 552 del piano faunistico venatorio che prevede non ci siano limiti all’abbattimento di questi ungulati nelle zone di pianura e collina in tutta l’Emilia Romagna. “I danni dei cinghiali in campagna superano i 150.000 euro all’anno – continua Coldiretti regionale – e questi selvatici sono una minaccia concreta per la cittadinanza, con oltre 1000 incidenti stradali causati ogni anno dai selvatici. A tutto questo – continua Coldiretti Emilia Romagna – va aggiunto che il cinghiale è il principale portatore in Europa della peste suina africana”. La delibera, che esce anche grazie alla grande pressione di Coldiretti Emilia Romagna sulla Regione, arriva assieme a un altro importante risultato per gli agricoltori: il risarcimento per i danni da fauna selvatica, subiti o prevenuti, passa dall’80 al 100%. Anche per gli allevatori, spesso vittime degli attacchi da parte di cani selvatici e lupi. Infine, dal 14 marzo, gli aiuti de minims per gli agricoltori sono passati da 15.000 a 20.000 euro ogni tre anni. “Sono passi avanti importanti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – e siamo contenti di aver dato il nostro contributo alla giusta tutela del lavoro di chi si guadagna da vivere in campagna. L’obiettivo ora è che la semplificazione dei processi burocratici permetta ai risarcimenti di arrivare sempre più in fretta”. http://www.bologna.coldiretti.it/emergenza-cinghiali-coldiretti-ora-si-fa-sul-serio.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=131078236 Mon, 15 Apr 2019 18:20:17 GMT VINITALY: COLDIRETTI, SOLO VINI “SOVRANISTI” IN TOP TEN CONSUMI A spingere il successo del vino italiano sono le etichette “sovraniste” che occupano tutti i primi dieci posti della bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore durante l’anno, dal Lugana lombardo (+24%) al Grignolino piemontese (+7%). E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census, in occasione del Vinitaly di Verona dove ha presentato la prima mostra delle terre italiane del vino, con l’esposizione dei diversi tipi di terreni dai quali nascono i 405 vini Doc e Docg che danno al Belpaese il primato in termini di biodiversità, a Casa Coldiretti di fronte all’ingresso principale della fiera di Verona (Ingresso Cangrande). La speciale top ten evidenzia risultati sorprendenti con un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che – sottolinea la Coldiretti – premiano anche negli acquisti di vino le produzioni legate al territorio. Nella classifica dei primi dieci vini che nel 2018 in Italia hanno fatto registrare il maggior incremento delle vendite, infatti, nessuno è internazionale. Nel tempo della globalizzazione gli italiani – precisa la Coldiretti – bevono “patriottico” come dimostra il fatto che al secondo posto c’è il Primitivo pugliese (+21%), seguito dalla Ribolla del Friuli Venezia Giulia (+15%) al terzo, dal Negroamaro pugliese al quarto con un aumento del 15%, e dalla Passerina delle Marche, al quinto, con un +14%. Il Cerasuolo (Sicilia) conquista la sesta posizione con un +10% seguito dal Valpolicella Ripasso del Veneto (+9%), dal Riesling Italico del Veneto che cresce anch’esso del 9% all’ottavo posto e dal Valpolicella veneto (+9%) al nono. Chiude la top ten il Grignolino del Piemonte con un +7%. Si tratta della conferma – sottolinea la Coldiretti – della alta qualità offerta lungo tutta la Penisola grazie alla biodiversità e alla tradizione millenaria della viticoltura tricolore. Sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – ci sono 545 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi (quasi il doppio) a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.  “Il futuro dell’agricoltura italiana ed europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione”, ha affermato Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, nel sottolineare che la “biodiversita” è un patrimonio del Made in Italy che va valorizzato e difeso anche a livello internazionale”. Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia nel 2018 – ricorda la Coldiretti – è cresciuto del 3% e ha raggiunto il valore record di oltre 11 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo di sempre a 6,2 miliardi (+3%) mentre sono risultate in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale pari a circa a 4,8 miliardi, per effetto anche dell’aumento dei consumi interni (+4%). Il Vigneto Italia garantisce occupazione a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio per un totale di ben 20 settori. La produzione italiana nel 2018 è stata pari a circa 48,5 milioni di ettolitri, in aumento rispetto alla scorsa annata che per la grave siccità è stata tra le più scarse dal dopoguerra. Si tratta di un risultato praticamente in linea con la media dell’ultimo decennio che – sottolinea la Coldiretti – garantisce all’Italia il primato mondiale davanti alla Francia, dove la produzione dovrebbe aggirarsi sui 46 milioni di ettolitri, e alla Spagna con 41 milioni di ettolitri.   LA TOP TEN DEI VINI PER CRESCITA CONSUMI IN VALORE NEL 2018 Vino                                       Regioni                                             Variazione % Lugana                                 (Lombardia)                                     +24% Primitivo                                (Puglia)                                             +21% Ribolla                                  (Friuli Venezia Giulia)                   +15% Negroamaro                         (Puglia)                                             +15% Passerina                             (Marche)                                           +14% Cerasuolo                            (Sicilia)                                             +10%. Valpolicella Ripasso          (Veneto)                                           +9% Riesling Italico                     (Veneto)                                           +9% Valpolicella                          (Veneto)                                           +9% Grignolino                            (Piemonte)                                       +7%   http://www.bologna.coldiretti.it/vinitaly-coldiretti-solo-vini-sovranisti-in-top-ten-consumi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130795428 Mon, 08 Apr 2019 09:50:42 GMT UE: PRANDINI (COLDIRETTI): AGRICOLTURA NON PAGHI CONTO BREXIT Non può essere l’agricoltura a pagare il conto della Brexit nella ripartizione delle risorse europee. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in relazione al vertice a Lonato (Brescia) con il Commissario Europeo dell’Agricoltura Phil Hogan e l’eurodeputata Lara Comi sugli scenari futuri dell’Unione. Al centro del confronto temi di stringente attualità: dalla Brexit alla nuova Politica Agricola Comune, dagli accordi internazionali alla trasparenza verso i consumatori con la battaglia per l’etichettatura d’origine obbligatoria su tutti i prodotti agroalimentari.  Con riferimento alla riforma della Politica Agricola Comune (Pac) il Presidente della Coldiretti evidenzia la necessità di garantire all’agricoltura le risorse necessarie per continuare a rappresentare un motore di sviluppo sostenibile per l’Italia  e l’Europa oltre ad applicare soluzioni che prevedano correttivi basati su variabili diverse dalla superficie, per attuare una redistribuzione esterna più equa dei sostegni Pac tra Paesi, rispetto al rapporto tra i redditi medi agricoli aziendali e i redditi medi percepiti dalle altre attività economiche.   Indebolire l’agricoltura che è l’unico settore realmente integrato dell’Unione significa – afferma Prandini – minare le fondamenta della stessa Ue in un momento particolarmente critico per il suo futuro. “Occorre rafforzare nella Pac tutte le misure che escludono la “rendita”, premiando invece chi vive di agricoltura per puntare su un’assegnazione di risorse che consideri anche il contributo alla sostenibilità ambientale sociale e all’occupazione da parte delle imprese agricole” aggiunge il presidente della Coldiretti nel sostenere l’esigenza di “valorizzare la distintività delle produzioni di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato”.   Prandini sottolinea anche la necessità di un maggiore coinvolgimento delle principali organizzazioni di rappresentanza dei settori economici durante le negoziazioni e in sede di applicazione degli accordi commerciali internazionali, per valutarne il reale impatto economico. Sull’accordo di libero scambio con il Canada, Ceta, le maggiori preoccupazioni riguardano la tutela delle indicazioni geografiche e la necessità di massimizzare le possibilità offerte dal sistema istituzionale di riconoscimento delle IG creato in Canada e la necessità di rivedere, attraverso i meccanismi previsti nell’accordo Ceta, il sistema di gestione delle quote di importazione di formaggi in Canada, ad oggi fortemente sbilanciato a favore dei produttori canadesi. Coldiretti ha sottolineato anche il ruolo chiave del capitolo relativo alle misure fitosanitarie negli accordi internazionali per superare i problemi che gli Stati membri che incontrano nelle esportazioni come nel caso, ad esempio, del “Pomodoro di Pachino” IGP, per il quale è importante trovare la soluzione più opportuna con il Canada per liberalizzarne definitivamente l’export.   Per quanto riguarda il commercio internazionale – precisa la Coldiretti – bisogna poi procedere nella difesa delle produzioni europee dalla concorrenza sleale e dalle importazioni extracomunitarie che non rispettano gli stessi standard su ambiente, diritti dei lavoratori, infezioni da parassiti, residui fitosanitari e sicurezza alimentare come evidenziato dalla Corte dei Conti Ue. Ma il vertice di Prandini con Hogan è anche l’occasione per fare il punto sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti agricoli impiegati  che pone l’Italia all’avanguardia in Europa grazie alle norme contenute nella legge sulla semplificazione con la campagna della Coldiretti che in Europa ha promosso, insieme ad altre nove organizzazioni di diversi Paesi, l’Iniziativa Europea dei Cittadini “EatORIGINal – Unmask your food” per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018. L’obiettivo – conclude Coldiretti è assicurare le stesse garanzie di trasparenza dell’informazione sui cibi in tutta l’Unione Europea dove rischiano di entrare in vigore nell’aprile 2020 norme fortemente ingannevoli per i consumatori. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-prandini-coldiretti-agricoltura-non-paghi-conto-brexit.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130795321 Mon, 08 Apr 2019 09:47:17 GMT RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI CAMPAGNA 2019/2020 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di Giunta Regionale che approva le nuove disposizioni relative alle domande di contributo della misura ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2019/2020 Un bando da 15 milioni di euro rivolto alle imprese agricole emiliano-romagnole per la ristrutturazione e la riconversione di vigneti, adatti alla produzione di vini Doc e Igp, valorizzando i vini di qualità legati al territorio. ·         Possono accedere al bando Gli imprenditori agricoli singoli o associati, i conduttori di superfici vitate o chi possiede un’autorizzazione al reimpianto. ·         Previsti diversi tipi di interventi: dalla riconversione varietale, cioè il reimpianto di una varietà di vite di maggior pregio enologico o commerciale o il sovrainnesto su impianti esistenti, alla ristrutturazione, come la ricollocazione del vigneto in una posizione più favorevole o il reimpianto con modifiche al tipo di allevamento, fino al passaggio a tecniche di gestione più efficaci, quali l’introduzione di impianti irrigui o la modifica della forma di allevamento. ·         Superficie minima dell’intervento 3000 mq. ·         I lavori di ristrutturazione e riconversione vigneti, per i quali è richiesto il contributo dovranno iniziare solo in data successiva alla presentazione della domanda e terminare entro il 3 giugno 2020. ·         Le domande possono essere presentate, tramite il CAA, sulla piattaforma Siag di AGREA  fino al prossimo 31 maggio. Invitiamo Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale,  dove troverete una consulenza puntuale da parte di nostri tecnici qualificati , al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di contributo . http://www.bologna.coldiretti.it/ristrutturazione-e-riconversione-vigneti-campagna-2019-2020.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130646604 Thu, 04 Apr 2019 15:43:39 GMT QATAR: COLDIRETTI, RECORD CIBO EMILIA ROMAGNA, +666% IN 10 ANNI Record delle esportazioni agroalimentari emiliano romagnole in Qatar cresciute di oltre il 666% (666,05%) negli ultimi dieci anni. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna su dati Istat in relazione alla visita del premier Conte nell’ipermercato della catena Lulu del Paese arabo, dove per la prima volta si trovano in vendita prodotti degli agricoltori italiani a marchio Fai “Firmato dagli agricoltori italiani” con un intero spazio a loro dedicato. “La ricerca di nuovi mercati è essenziale – precisa Coldiretti Emilia Romagna – per permettere di crescere al nostro agroalimentare d’eccellenza, che vanta, unico in Europa, 44 prodotti certificati Dop e Igp”. I prodotti agricoli italiani – spiega Coldiretti regionale – sono esportati in Qatar con il logo “Firmato dagli agricoltori italiani” grazie alla collaborazione con “Lulu group” che è una delle principali catene di distribuzione che opera in 31 paesi situati in Asia, Stati Uniti, Europa e Medio Oriente compreso il Qatar, con un fatturato annuo del valore di 7,4 miliardi di dollari, 48.450 addetti e sede ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. Un’iniziativa per far conoscere il vero Made in Italy è combattere le imitazioni che si stanno diffondendo anche nel mondo arabo, dal parmesan alla pasta bolognese. Se le esportazioni agroalimentari dei prodotti emiliano romagnoli nel mondo hanno raggiunto il valore di 6,57 miliardi di euro – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sale però a oltre 12 miliardi il valore dei falsi agroalimentari della nostra regione a livello planetario con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale. http://www.bologna.coldiretti.it/qatar-coldiretti-record-cibo-emilia-romagna-666-in-10-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130571746 Tue, 02 Apr 2019 17:21:19 GMT NUOVI VIGNETI, DOMANDE ENTRO FINE MESE Scadenza imminente per i viticoltori. Devono essere presentate entro il 31 marzo le domande per l’autorizzazione nuovi impianti vigneti per l’anno 2019. A ricordare la data è Coldiretti Bologna: la domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica dal portale SIAN e l’associazione è a disposizione degli interessati per espletare le pratiche.  È importante sottolineare che è possibile presentare una sola domanda nella quale indicare una o più regioni su cui si intenda chiedere le autorizzazioni. Il limite massimo per domanda di assegnazione di una nuova autorizzazione nella Regione Emilia-Romagna è stato ridotto rispetto lo scorso anno da 5 a 3 ettari. L’unico criterio di priorità riconosciuto è riservato a viticoltori che al momento della presentazione della richiesta abbiano applicato le norme relative alla produzione biologica all’intera superficie vitata delle loro aziende per almeno 5 anni prima della presentazione della richiesta di nuove assegnazioni. Le autorizzazioni saranno rilasciate non prima del primo giugno 2019 e solo a partire dalla data di assegnazione sarà possibile utilizzarle nel limite della superficie assegnata. Le autorizzazioni concesse non possono essere trasferite a un altro produttore e devono essere utilizzate entro i tre anni successivi dalla loro assegnazione e quindi entro la primavera 2022. Sulla base delle superfici richieste, la Regione potrà applicare una superficie minima garantita a tutti i richiedenti. “Considerato – commenta Coldiretti Bologna – che al 31 luglio 2018 la  superficie a vigneto in Regione Emilia-Romagna è risultata essere 50.846 ettari ci aspettiamo che la superficie che sarà messa a disposizione per le domande sarà di circa 508 ettari, ovvero l’1% della superficie vitata regionale, limite definito dal Regolamento 1308/2013”. Coldiretti Bologna ricorda infine che le autorizzazioni che erano state concesse nell’anno 2016 sono in scadenza entro il prossimo 26 maggio, termine ultimo per mettere a dimora le barbatelle per le superfici assegnate, pena la sanzione, la perdita dell’autorizzazione e la decadenza per 3 anni dalle misure dell'OCM vino. Gli uffici di Coldiretti Bologna sono a disposizione dei soci per l’espletamento delle pratiche. http://www.bologna.coldiretti.it/nuovi-vigneti-domande-entro-fine-mese.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130383060 Fri, 29 Mar 2019 09:16:55 GMT CAMPAGNA AMICA: -75% TASSA SUI RIFIUTI PER I FARMER’S MARKET Meno 75% di tassa sui rifiuti giornalieri (TARIG) per le aziende dei mercati di Campagna Amica. È quanto riporta Coldiretti Bologna in riferimento alla della delibera con la quale il Consiglio Comunale di Bologna ha deciso di tagliare ¾ della precedente imposta per le aziende che fanno vendita diretta di prodotti agricoli, “a condizione che...gli operatori effettivamente pongano in essere azioni che assicurano la mancata produzione di rifiuti (“rifiuti zero”) o il pieno recupero degli stessi”, si legge nel documento. “Un importante riconoscimento all’importanza dell’attività svolta dai nostri produttori – ha commentato la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – e una soddisfazione per Coldiretti che, con un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni ha ottenuto un risultato importantissimo”. Nel Comune – informa Coldiretti Bologna – sono presenti 5 mercati di Campagna Amica, in Piazza XX settembre, in via Po, davanti al Centro Commerciale Navile, a Cadriano e in piazza don Gavinelli. Da dieci anni – ricorda Coldiretti Bologna – sui banchi dei mercati di Campagna Amica i bolognesi sanno di poter trovare frutta, ortaggi di stagione, confetture, pane, prodotti lattiero caseari, conserve, pasta, farine, cereali, latte, succhi di frutta, miele, olio, salumi, vino e birre con un solo denominatore comune che ne esalta la qualità: prodotti rigorosamente made in Italy provenienti da aziende agricole per garantire al consumatore origine, sicurezza alimentare, tracciabilità, qualità e sostenibilità ambientale. http://www.bologna.coldiretti.it/campagna-amica-75-tassa-sui-rifiuti-per-i-farmer-s-market.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129509863 Wed, 13 Mar 2019 13:04:34 GMT CINGHIALI: DANNI IN VALSAMOGGIA, BUROCRAZIA FRENA SOLUZIONE Buche nei terreni da coltivare, radici rovinate, erba medica inquinata dalla terra: i danni dei cinghiali nelle aziende agricole della Valsamoggia sono in costante aumento e non solo penalizzano i produttori nell’immediato, ma anche in prospettiva, poiché le giovani radici dei cereali rovinate ora daranno un minor raccolto in seguito e il foraggio contaminato dalla terra smossa dagli ungulati rovina l’alimentazione per il bestiame che, in una zona di produzione del Parmigiano Reggiano, porterà a un di latte di qualità inferiore. Coldiretti Bologna ricorda come il nuovo piano faunistico venatorio preveda già degli interventi per la riduzione del numero di questi animali ma denuncia il fatto che fino a quando i consigli degli ATC (ambiti territoriali di caccia) non verranno rinnovati, il piano non può venir reso operativo. “Siamo in un limbo assurdo da mesi – afferma Coldiretti Bologna – dato che le procedure per il rinnovo dei cda degli ATC sono avviate da settembre, ma la Regione non ha fatto le delibere per le nuove nomine. Intanto i danni da fauna selvatica si moltiplicano e a rimetterci sono sempre i produttori” http://www.bologna.coldiretti.it/cinghiali-danni-in-valsamoggia-burocrazia-frena-soluzione.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128485234 Fri, 22 Feb 2019 15:17:29 GMT ESONDAZIONE RENO: COLDIRETTI, RIMBORSI SUBITO SEMPLIFICANDO BUROCRAZIA Censire le aziende danneggiate, chiedere l’attivazione delle leggi per un pieno rimborso e azzerare le complicazioni burocratiche in favore di una soluzione rapida ed efficace. A meno di due settimane dall’esondazione del fiume Reno che ha causato oltre 10 milioni di danni alle aziende agricole colpite, Coldiretti Bologna incontra i propri soci per fare il punto della situazione e intervenire operativamente per fare sì che la procedura di rimborso si attivi il più in fretta possibile. “È importante attivare le procedure per quantificare al più presto i danni subiti dalle aziende” ha detto la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi, “in modo da arrivare al più presto a un rimborso del 100% che non venga rallentato da lungaggini amministrative”. http://www.bologna.coldiretti.it/esondazione-reno-coldiretti-rimborsi-subito-semplificando-burocrazia-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128156935 Wed, 13 Feb 2019 16:20:37 GMT DL SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA MADE IN ITALY DIVENTA LEGGE DL SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA MADE IN ITALY DIVENTA LEGGE OBBLIGO INDICAZIONE D’ORIGINE ATTESO DA 96% CONSUMATORI ITALIANI   Con l’approvazione del Dl Semplificazioni diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti in commercio, come richiesto dal 96% dei consumatori italiani. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione del varo definitivo da parte della Camera della norma contenuta nel decreto legge che estende a tutti i prodotti alimentari l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica. “E’ una nostra grande vittoria che consentirà di valorizzare la produzione nazionale, garantire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini e combattere il falso Made in Italy” commenta il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che l’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nella battaglia per la trasparenza dell’informazione”. Grazie all’obbligo dell’indicazione in etichetta – spiega la Coldiretti – sarà possibile conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. La norma - sottolinea la Coldiretti – affida a disposizioni nazionali l’attuazione dell’obbligo che, sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, tiene conto della necessità di assicurare la tutela della salute pubblica e dei consumatori, di prevenire frodi e di consentire il corretto svolgimento delle attività d’impresa sulla base di una corretta concorrenza. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto costituisca reato. Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni – conclude Coldiretti - dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. http://www.bologna.coldiretti.it/-dl-semplificazioni-coldiretti-etichetta-made-in-italy-diventa-legge.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127967469 Fri, 08 Feb 2019 18:07:21 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI, IN EMILIA UNA COLTRE DI FANGO SUI CAMPI Una coltre di fango su campi, capannoni, macchinari e cantine per il vino con oltre 200 ettari di terreni investiti dalla furia delle acque con danni per milioni di euro nelle campagne del bolognese devastate dall’esondazione del Reno. È il primo bilancio tracciato dalla Coldiretti che sta raccogliendo nei suoi uffici le segnalazioni dei propri associati per poi trasmetterle alla Regione al fine di attivare lo stato di calamità per l’agricoltura. Il rischio maggiore – sottolinea la Coldiretti - è che le temperature dell’inverno facciano ghiacciare tutto trasformando il fango in una lapide per i piccoli germogli di grano che stavano cominciando a spuntare, mentre nella cantina di Argelato l’acqua sporca ha invaso l’area di imbottigliamento dei preziosi vini Pignoletto di Pianura e Montoni, investendo anche le macchine per la pressatura delle uve. Adesso – continua la Coldiretti – si sta lavorando per togliere il fango, ripristinare i macchinari e far asciugare i campi grazie alla manutenzione dei canali di scolo da parte degli agricoltori e alla rete dei consorzi di bonifica che hanno evitato danni maggiori funzionando come un “airbag” anti alluvione assorbendo la prima onda d’urto della piena e smorzandone la violenza che in caso contrario avrebbe potuto essere molto più devastante. La svolta climatica che ha investito il nord – precisa la Coldiretti – arriva dopo un lungo periodo di siccità per assenza di precipitazioni con terreni aridi e bacini a secco. L’andamento anomalo – conclude la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo con danni all’agricoltura nazionale che nel 2018 hanno superato 1,5 miliardi di euro. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-in-emilia-una-coltre-di-fango-sui-campi-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127793665 Mon, 04 Feb 2019 10:34:42 GMT BUROCRAZIA: E-R, MOBILITAZIONE COLDIRETTI CONTRO RITARDI REGIONE Oltre 200 nuove aziende di giovani imprenditori rimaste prive di fondi per gli investimenti, una malaburocrazia che ruba agli agricoltori 100 giorni all’anno dell’attività in azienda, 300 mila animali e 5.000 allevamenti in meno in 10 anni. Coldiretti Emilia Romagna si mobilita contro il ritardo della Regione nel portare a compimento interventi fondamentali per la competitività dell’agricoltura regionale. Il consiglio direttivo dell’organizzazione, guidato dal presidente regionale di Coldiretti, Nicola Bertinelli che lunedì 4 febbraio incontrerà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, è pronto a chiamare a raccolta gli associati per denunciare ritardi e inadempienze delle istituzioni regionali su interventi e normative che stanno zavorrando uno dei settori fiore all’occhiello della nostra economia in termini di occupazione e di produzione di ricchezza. Non sono stati mantenuti – afferma Coldiretti Emilia Romagna – gli impegni assunti dalla Regione nei nostri confronti per valorizzare l’agricoltura regionale. Sul fronte delle imprese giovanili – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – l’agricoltura emiliano romagnola è l’unico settore con segno positivo in termini di occupazione e di nuove aziende (+3,2% a settembre 2018 rispetto all’anno precedente), ma mancano 15 milioni nei bandi del Piano di Sviluppo rurale per sostenere gli investimenti delle aziende che costituiscono il futuro dell’agricoltura. Nel settore degli allevamenti, che contribuiscono a formare la metà dei 4,5 miliardi di Produzione lorda vendibile regionale, la Regione, un tempo all’avanguardia, oggi si limita al trasferimento di fondi nazionali ed europei – afferma Coldiretti Emilia Romagna – mentre occorre che, tramite il sistema sano ed efficiente dell’Associazione regionale Allevatori, la stessa Regione intervenga con risorse proprie sul fronte dell’assistenza tecnica, del miglioramento genetico, della sperimentazione e divulgazione, fondamentali per restare competitivi. Ad aggravare la situazione degli allevamenti è la mancanza di 18 milioni di euro per finanziare progetti di filiera di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in comparti chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Ritardi anche sul fronte creditizio dove Coldiretti denuncia il continuo procrastinare dell’approvazione in Assemblea regionale del progetto di legge per la riforma della Legge regionale 43/97 che consentirà l’accesso ai finanziamenti anche a strutture specializzate nel settore agricolo e agroalimentare come Creditagri Italia. Dopo l’approvazione in Giunta regionale – sottolinea l’organizzazione dei produttori – il progetto è impantanato da quasi un anno in attesa di essere discusso dall’Assemblea. Gli interventi promessi e non ancora realizzati – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono tanti, dalle aziende vitivinicole non finanziate al problema dei danni da animali selvatici, dall’Istituzione dei distretti rurali e agroalimentari  di qualità (o distretti del cibo) ai progetti della vendita diretta, ma certamente uno dei più gravi e quello sulla semplificazione della burocrazia: assistiamo – denuncia Coldiretti regionale – ad una lentezza defatigante nell’approvazione delle delibere applicative, con continue dichiarazioni di principio che vengono poi nella pratica disattese e che stanno portando la nostra Regione tra i fanalini di coda in Italia per capacità di snellimento delle pratiche. Per evitare che le aziende affondino nelle palude della malaburocrazia – afferma Coldiretti Emilia Romagna – bisogna arrivare alla piena applicazione dell’istituto del silenzio-assenso attraverso i Centri di Assistenza Agricola, prevedendo l’applicazione nei principali settori, compresi i permessi per costruire fabbricati agricoli al servizio delle aziende secondo le e regole della nuova legge urbanistica regionale. Occorre – conclude Coldiretti Emilia Romagna – che la Regione dimostri di saper andare oltre le promesse e le dichiarazioni di intento e per dimostrare con i fatti la volontà di investire nel futuro dell’agricoltura eliminando la burocrazia e sostenendo gli investimenti virtuosi. http://www.bologna.coldiretti.it/burocrazia-e-r-mobilitazione-coldiretti-contro-ritardi-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127707170 Fri, 01 Feb 2019 15:26:33 GMT VIABILITÀ: BOLOGNA, ACCORDO COLDIRETTI – RENO GALLIERA PORTA A 282 KM LE CICLABILI È in arrivo un aumento del 15% per le piste ciclabili di Bologna che passeranno dagli attuali 246 km a 282. Lo annuncia sulla base dei dati della Città Metropolitana, Coldiretti Bologna dopo aver firmato con l’Unione Reno Galliera un accordo che tutelerà le aziende agricole che verranno interessate dalla realizzazione di una pista ciclo pedonale di 36 chilometri che unirà i comuni dell’Unione. L’accordo garantisce un basso impatto sulle attività delle aziende e una realizzazione della pista che permetterà il transito ai mezzi agricoli senza rischi. Saliranno quindi a 282 i km di piste ciclabili dell’area metropolitana di Bologna, grazie alla collaborazione fra le istituzioni e il mondo agricolo che, rinunciando a parte dei suoi terreni, aiuta concretamente lo sviluppo di una mobilità più sostenibile. Soddisfazione di Coldiretti Bologna che ha ottenuto, inoltre, la possibilità per gli agricoltori di effettuare le normali pratiche agricole anche nelle vicinanze della pista ciclabile, purché chi transita sia informato attraverso una chiara segnaletica che riporti anche la durata dell’attività.  “L’accordo raggiunto” – ha detto la Presidentessa di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – “è la dimostrazione di come con il dialogo e la condivisione degli intenti le esigenze infrastrutturali urbane e quelle del comparto agricolo possano convivere dando luogo a soluzioni sostenibili e vantaggiose per tutte le parti”. http://www.bologna.coldiretti.it/viabilita-bologna-accordo-coldiretti-reno-galliera-porta-a-282-km-le-ciclabili-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127707061 Fri, 01 Feb 2019 15:23:04 GMT SEMENTI BIO, LA BANCA DATI PASSA AL SIAN: COLDIRETTI BOLOGNA OFFRE ASSISTENZA COMPLETA Dal 1° gennaio 2019 è operativa la nuova Banca Dati Sementi Biologiche (BDSB per l’inserimento delle disponibilità di sementi e materiale di propagazione biologico. A comunicarlo è stato il MIPAAFT con la nota n. 92642 rilasciata il 28 Dicembre 2018.  Le aziende possono procedere alla registrazione autonomamente oppure tramite il CAA di Coldiretti Bologna che offre supporto e assistenza completa. Il 1° febbraio 2019 il sistema CREA-DC non sarà più operativo e quindi si dovranno inserire anche le richieste di deroga nella nuova Banca Dati, raggiungibile al seguente link https://www.sian.it/conSpeBio/index.xhtml Passa così al portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) del Mipaaf e in particolare al Sib (Sistema informativo sul biologico) la banca dati sementi biologiche, che dal 2003, sempre su incarico del ministero, era gestita dall’Ense, ora Crea Scs. Per quanto riguarda le specie per le quali la commercializzazione  delle sementi e del materiale di propagazione è soggetta alla registrazione delle varietà, la nuova banca dati prevede un collegamento automatico con l’apposita sezione del portale SIAN (specie iscritte o in corso di iscrizione al registro nazionale, incluse le varietà da conservazione).  Per fruttiferi e vite, l’aggiornamento delle varietà sarà effettuato dai programmatori su indicazione di CREA-DC. La banca dati deve essere consultata per verificare la disponibilità sul mercato delle sementi bio. Qualora una determinata varietà non fosse presente in banca dati, nel biologico il sistema di deroghe consente di utilizzare sementi ottenute con la tecnica convenzionale, purché queste non siano state trattate con prodotti non ammessi nel biologico. Gli uffici di Coldiretti Bologna sono quindi a disposizione per offrire tutto il supporto necessario. Infine , Coldiretti comunica che è stato prorogato al  15 maggio 2019 il termine di presentazione dei programmi annuali di produzione (PAP) per gli operatori del biologico (Decreto Ministeriale 5658 del 25 gennaio). http://www.bologna.coldiretti.it/sementi-bio-la-banca-dati-passa-al-sian-coldiretti-bologna-offre-assistenza-completa.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127607896 Wed, 30 Jan 2019 09:48:26 GMT SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA ATTESA DA 96% CONSUMATORI La norma consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ed è attesa dal 96 % degli italiani che hanno partecipato all’ultima consultazione pubblica del Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la conferma dell'obbligo di etichettatura dei prodotti alimentari Made in Italy nel passaggio parlamentare del decreto semplificazioni. E’ una grande vittoria per agricoltori e consumatori – sottolinea la Coldiretti - per valorizzare la produzione nazionale, consentire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini e combattere il falso Made in Italy. L’obiettivo – spiega la Coldiretti – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti in una situazione in cui ad oggi grazie alla mobilitazione della Coldiretti sono stati fatti molti passi in avanti nella trasparenza dell’informazione ai consumatori ma purtroppo ancora 1/4 della spesa degli italiani resta anonima” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nella battaglia per la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.   http://www.bologna.coldiretti.it/semplificazioni-coldiretti-etichetta-attesa-da-96-consumatori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127568088 Tue, 29 Jan 2019 09:25:54 GMT LAVORO: COLDIRETTI, VERONICA BARBATI LEADER GIOVANI AGRICOLTORI E’ Veronica Barbati il nuovo leader dei giovani agricoltori italiani. Trent'anni, campana di Avellino, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, è stata eletta dall’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, composta da rappresentanti provenienti dalle campagne di tutte le Province e Regioni italiane, in rappresentanza di oltre 70mila giovani. Dal 2010 è titolare di un’azienda situata sulle verdi colline di Roccabascerana in provincia di Avellino che rappresenta un eccellente esempio di multifunzionalità. Nella sua azienda - spiega Coldiretti - oltre all’agriturismo è presente un caseificio aziendale per la trasformazione del latte prodotto, una macelleria agricola, un laboratorio per la produzione di confetture e ortaggi sott’olio e, infine, una cantina dove trasforma le proprie uve in vino e organizza degustazioni. In azienda, da Veronica, tutto è improntato sul rispetto della natura. Non solo si gustano i piatti della antica tradizione contadina, rivisitati e riproposti in chiave attuale, ma si tocca con mano la vera essenza della vita di campagna, dalla produzione alla trasformazione fino ai golosi assaggi. E infatti è anche una bravissima Agrichef, cuoca contadina, nuova figura di Coldiretti che in cucina presta la massima attenzione alla valorizzazione dei prodotti del territorio e delle ricette tradizionali. Veronica Barbati, che raccoglie il testimone di Maria Letizia Gardoni, ora presidente della Coldiretti Marche e componente della Giunta Nazionale. “Occorre creare le condizioni per realizzare il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”, afferma la nuova leader dei giovani della Coldiretti che aggiunge “abbiamo un patrimonio immenso da difendere e far crescere in un Paese come l’Italia che può contare sul primato dell’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5056 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%). http://www.bologna.coldiretti.it/lavoro-coldiretti-veronica-barbati-leader-giovani-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127423244 Fri, 25 Jan 2019 17:57:32 GMT DL SEMPLIFICAZIONE: EMILIA ROMAGNA, BENE PER 20 MILA AZIENDE ORTOFRUTTA Più garanzie per i circa 20 mila produttori di ortofrutta emiliano romagnola destinata alla trasformazione in succhi e ortaggi in scatola e anche per le aziende che fanno zucchero e per gli imprenditori che in Emilia Romagna allevano animali le cui carni sono destinati alla trasformazione in salumi e insaccati che non siano a denominazione d’origine. Così Coldiretti Emilia Romagna commenta il decreto legge “Semplificazione” che contiene la norma con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per made in Italy. Si tratta di un provvedimento che, siamo certi – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – estende a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti. In questo modo diventeranno “trasparenti” anche tutti quei prodotti per i quali oggi non è prevista l’etichettatura obbligatoria dell’origine della materia agricola, come i succhi di frutta, le marmellate, i piselli e i fagioli in scatola, le verdure in busta, ma anche alimenti come i salumi che non sono ricompresi nelle Dop e Ig, il pane e lo zucchero italiano prodotto da 7.000 aziende agricole tra Emilia e Veneto e lavorato dalla cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). L’obiettivo del decreto, oltre a dare al consumatore la possibilità di conoscere l’origine di ciò che porta in tavola – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è anche quello di difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, riso e pomodoro. L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. Si tratta di una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. http://www.bologna.coldiretti.it/dl-semplificazione-emilia-romagna-bene-per-20-mila-aziende-ortofrutta-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127254605 Tue, 22 Jan 2019 09:13:54 GMT MALAVITA: RITORNANO I FURTI NELLA CAMPAGNE BOLOGNESI Ripartono i furti nelle aziende agricole tra le province di Bologna e di Modena. Lo comunica Coldiretti Bologna, sottolineando che sono state prese di mira in particolare le campagne di Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, dove nell’ultima settimana è stato rubato un trattore da 115 cavalli nell’azienda di Romolo Cristofori (Crevalcore) e sono stati tentati furti nelle aziende di Luigi Ricchi e Annamaria Castaldini (entrambi di Crevalcore) e nell’azienda “il Giglio” di San Giovanni in Parsiceto. In queste tre aziende il tentativo di furto è stato sventato grazie all’entrata in funzione degli allarmi anti-intrusione o di sistemi anti-accensione che i titolari avevano fatto installare sui loro mezzi dopo il dilagare dei furti di trattori sempre in questa zona due anni fa. Sembrava che l’arresto da parte dei carabinieri della banda di ladri composta da italiani e albanesi a fine 2016 – commenta Coldiretti Bologna – avesse azzerato i furti più gravi che oltre ai trattori colpiscono anche il gasolio, pezzi di ricambio e altre attrezzature meccaniche. L’avvicinarsi dei lavori primaverili nei campi – sostiene Coldiretti – ha evidentemente risvegliato gli appetiti di nuovi ladri. Anche in questo caso – ipotizza Coldiretti Bologna – potrebbe trattarsi di  furti di trattori da esportare, come avveniva due anni fa, all’estero attraverso i porti di Ancona e Bari. Per questo Coldiretti Bologna ha chiesto un incontro con il comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto per valutare le possibili azioni per contrastare la recrudescenza dei furti. Contemporaneamente gli imprenditori agricoli hanno riattivato a pieno regime il gruppo Whatsapp costituito negli anni scorsi per segnalare l’avvistamento di auto o persone sospette. http://www.bologna.coldiretti.it/malavita-ritornano-i-furti-nella-campagne-bolognesi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127213916 Mon, 21 Jan 2019 10:22:03 GMT MADE IN ITALY: EMILIA ROMAGNA, CRESCONO (+16%) INVESTIMENTI GRANO DURO Il crollo delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi 9 mesi del 2018 è un importante segnale per i 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna. È quando afferma Coldiretti Emilia Romagna alla luce del calo del 78% delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi nove mesi del 2018. Il calo – ricorda Coldiretti regionale – è dovuto all’utilizzo in Canada in fase di pre-raccolta del glifosato, un diserbante che in Italia è vietato per questo uso. In Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti 4,2 milioni di quintali di grano duro, pari circa al 10% della produzione nazionale. La richiesta delle garanzie sull’italianità della pasta da parte dei consumatori italiani – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha portato alla crescita di accordi di filiera tra agricoltori e primarie industrie di pasta italiana con la proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato, dalla romagnola pasta Ghigi a De Sortis, da Sgambaro a Divella, fino a Voiello; che fa capo a Barilla,. Sotto la spinta del crescente interesse per la pasta 100% di grano italiano e grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, la produzione del grano duro e in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, è cresciuta negli ultimi otto anni del 16% passando dai 3,6 milioni di quintali del 2010 agli attuali 4,2 milioni, che colloca la nostra regione al terzo posto dopo Puglia e Sicilia. Intanto – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è boom in Italia anche per la pasta di grani antichi come il Cappelli, un grano oggi selezionato in purezza dalla bolognese Sis (Società italiana Sementi), le cui semine sono aumentate del 400% raggiungendo nel 2018 i 5000 ettari. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-emilia-romagna-crescono-16-investimenti-grano-duro.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126861513 Fri, 11 Jan 2019 14:57:27 GMT RIDUZIONE COSAP PER MERCATI DI VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI Il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta del 20/12/2018, ha deliberato alcune modifiche del Regolamento Cosap del Comune di Bologna che prevedono, tra gli altri, l’introduzione di agevolazioni nella disciplina del canone per l’occupazione di suolo pubblico, al fine di promuovere la diffusione e lo svolgimento di “mercati di vendita diretta di prodotti agricoli”, in virtù del loro valore sociale, culturale, economico, ambientale e territoriale. Nello specifico viene riconosciuta la richiesta di Coldiretti Bologna di riduzione della tariffa di occupazione di suolo pubblico nella misura del 75% per le attività di mercato e l’esenzione dal pagamento del canone per le attività correlate e complementari, allo scopo di favorire la contestuale organizzazione di iniziative culturali, didattiche e dimostrative http://www.bologna.coldiretti.it/riduzione-cosap-per-mercati-di-vendita-diretta-di-prodotti-agricoli.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126743974 Wed, 09 Jan 2019 10:15:50 GMT ANNATA AGRARIA: E-R, IN 4 ANNI AUMENTO 20% VALORE PRODUZIONE AGRICOLA La produzione lorda vendibile (Plv) agricola dell’Emilia Romagna nel 2018 è cresciuta di circa il 2% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei primi mesi del 2019, quando saranno completati i dati di alcune importanti produzioni soprattutto nel settore zootecnico. Anche se è un aumento più moderato rispetto agli ultimi anni, si tratta del quarto anno consecutivo di crescita della Plv – ricorda Coldiretti regionale – che in quattro anni è aumentata di oltre un quinto (20,5%) passando dai 4.094 milioni di euro del 2014 ai 4.935 del 2018, una crescita importante – commenta Coldiretti – che però non si è trasformata in reddito per le aziende. L’aumento di Plv per il 2018 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è dovuto da una combinazione tra minor produzione e aumento dei prezzi, un dato che è più evidente sul fronte della frutta dove pesche e nettarine hanno fatto registrare rispettivamente un calo produttivo rispettivamente del 3,8 e del 5,9 per cento con prezzi soddisfacenti e in rialzo rispetto all’anno scorso. Ancora più marcati i cali produttivi delle ciliegie (–18,2%), penalizzate dalla pioggia di giugno, e delle susine (–12,2%) che hanno ottenuto un buon risultato sul mercato. In calo anche il kiwi (–12,4%) con una partenza dei prezzi al ribasso per l’aumento della produzione nazionale e per la contemporanea presenza sul mercato di prodotti neozelandese. Inatteso l’andamento su mercato delle albicocche che, dopo la massiccia produzione del 2017 è tornata a livelli produttivi notevolmente più bassi (–41,5%) senza arrivare però a spuntare i prezzi sperati. Pere e mele hanno fatto registrare un leggero aumento (+3,3% le prime, +4,2% le seconde), con risultati diversi sul mercato: le pere pur con risultati in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni, hanno spuntato un prezzo discreto, mentre le mele dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto arrivato dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato in aumento tutte le previsioni di produzione. Sul fronte delle colture industriali, annata difficile per le barbabietole per la scarsa resa in zucchero nonostante l’aumento di produzione delle radici (+16,7%), aggravata dal crollo dei prezzi mondiali a causa dell’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa e della concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche allo zucchero italiano prodotto ormai quasi esclusivamente dalla cooperativa bolognese Coprob. Produzione scarsa per il pomodoro (–12%) con prezzi insoddisfacenti per la contrattazione interprofessionale ormai inadeguata a valorizzare la qualità del prodotto italiano. Buoni risultati sul mercato delle patate non solo per il calo produttivo dell’Emilia Romagna (–5,2%), ma anche per la scarsa produzione delle patate europee. Sul fronte dei cereali, calano frumento tenero e duro (entrambi attorno al –5,5%), l’orzo (–11%) e il riso (–13%), crescono invece mais (+10,3%) e sorgo (+30%), con prezzi che nei primi mesi di mercato hanno mandato segnali positivi per il frumento tenero, per il mais e il riso e mercato pesante per il frumento duro. Dopo il crollo produttivo del 2017, dovuto all’anomalo andamento meteorologico, il 2018 ha segnato il ritorno alla normalità produttiva con un recupero medio del 20% di produzione e con un’ottima qualità. Sul fronte zootecnico all’aumento di produzione del 2% del Parmigiano Reggiano, che assorbe l’80% del mercato del latte bovino regionale, si accompagna la crescita del 3,1% dei consumi nei primi undici mesi del 2018. Cresce in termini produttivi e di prezzi anche il mercato delle carni bovine e suine e discreto anche il settore ovino. L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Coldiretti Emilia Romagna – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di tutta la filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una parificazione senza distinzione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quello del prodotto nazionale di qualità. La nostra organizzazione – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione della produzioni italiane, a partire da accordi di filiera attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano prodotti e strutture emiliano romagnoli a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, le Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana, passando per l’accordo tra il Consorzio Produttori Burro e Formaggio e l’azienda Montanari e Gruzza per il burro alta qualità ottenuto da panna da latte biologico e no-Ogm destinato al Parmigiano Reggiano, che utilizzerà il marchio ValParma su licenza del Consorzio Agrario di Parma. Contemporaneamente, Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza e la tradizionale battaglia dell’organizzazione per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo si è esteso a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco dell’Italiana Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo).   http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-e-r-in-4-anni-aumento-20-valore-produzione-agricola-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126000654 Fri, 21 Dec 2018 15:10:34 GMT MADE IN ITALY: FALSO “DOC” SALE A 100 MLD, PIU’ DEL VERO Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del Rapporto Ismea – Qualivita 2018 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 822 specialità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 15,2 miliardi con un aumento del 2,6% su base annua.   Il cosiddetto “Italian sounding” – sottolinea la Coldiretti – colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà – precisa la Coldiretti – a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti.   “Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma a preoccupare  è anche la nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada (Ceta)”. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-falso-doc-sale-a-100-mld-piu-del-vero.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125832069 Mon, 17 Dec 2018 13:38:00 GMT MANOVRA: EMILIA ROMAGNA, TAGLIO ACCISE PER 117 BIRRIFICI ARTIGIANALI A spingere la nascita di nuove attività è un consumo che – spiega Coldiretti regionale – è diventato negli anni sempre più raffinato. In Emilia Romagna – informa Coldiretti sulla base dei dati dell’osservatorio regionale del Commercio – la birra viene consumata soprattutto a cena ed è preferita dal 33,4 per cento dei consumatori, subito dopo vino (40%), ma prima di quelli che bevono bevande analcoliche (13,2%) o solo acqua (10,1%). A pranzo invece solo il 21,8% beve birra, il 41,4% beve vino, il 17,4% bevande analcoliche e il 17,2% solo acqua.         http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-emilia-romagna-taglio-accise-per-117-birrifici-artigianali.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585919 Mon, 10 Dec 2018 09:58:41 GMT MANOVRA: COLDIRETTI A SALVINI, AUTOREVOLEZZA IN CONFRONTO CON UE Serve decisione e autorevolezza nel confronto in Europa sulla manovra per non indebolire l’Italia in una fase delicata del futuro dell’Unione Europea con le scelte sul bilancio comunitario dal quale dipenderanno molte delle opportunità di sviluppo per il Paese fino al 2027. E’ quanto ha affermato Ettore Prandini presidente della Coldiretti invitata al tavolo del Governo convocato dal vicepremier Matteo Salvini per discutere i temi della competitività dell’agroalimentare Made in Italy.   Un nuovo protagonismo in Europa è necessario per cambiare una situazione in cui l’ultima relazione della Corte dei Conti ha evidenziato – ha sottolineato Prandini - come l’Italia sia contributore netto del bilancio Ue con un disavanzo di 4,4 miliardi nel 2016, che diventano 37,7 miliardi di euro se si prende in esame il periodo 2010-2016. In sostanza l’Italia paga 15,7 miliardi l’anno ma ne riceve indietro solo il 72%. “Il nostro Paese si deve battere contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza”. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – ha spiegato Prandini – che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea.   Per sostenere le imprese occorre anche metter mano ai ritardi strutturali del nostro Paese che frenano la competitività e per questo servono trasporti merci efficienti, considerato che oggi ben l’86% avviene su gomma rispetto alla media europea del 76%, con effetti sui costi, sull’inquinamento ambientale e sul consumo di suolo che - ha ricordato Prandini - ha raggiunto livelli insostenibili di 2 metri quadrati al secondo nel 2017. L’Italia – ha precisato Prandini - ha bisogno pero’ anche e soprattutto di reti immateriali valorizzando l’impegno sul piano economico di sostegno alle esportazioni Made in Italy delle Ambasciate italiane all’estero in sinergia con l’Ice.   Il rapporto con l’Europa nell’agroalimentare – ha continuato Prandini - si gioca anche sul piano della trasparenza delle informazioni ai consumatori con un atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. In questo contesto l’Italia che è leader europeo nella sicurezza alimentare ha la responsabilità secondo Prandini - di svolgere un ruolo di leader nelle politiche comunitarie a tutela della qualità a difesa dei produttori e dei consumatori.   Una necessità – ha continuato Prandini - per sostenere la crescita del Made in Italy agroalimentare sulle tavole straniere dove nel 2018 ha fatto registrare il record storico con un aumento del 3% dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017. Ma a crescere è purtroppo – ha concluso Prandini - è anche il falso made in italy agroalimentare vale 100 miliardi di euro in forte aumento rispetto ai 60 miliardi di cinque anni anche sotto la spinta degli accordi di libero scambio come il Ceta tra Unione Europea e Canada che ha di fatto legittimato il falso Made in Italy e che giustamente il Governo ha scelto di non ratificare. http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-coldiretti-a-salvini-autorevolezza-in-confronto-con-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585794 Mon, 10 Dec 2018 09:54:00 GMT AMBIENTE: LA PIÙ GRANDE AZIENDA AGRICOLA D’ITALIA A CASA DEGLI AGRICOLTORI   Con Bonifiche Ferraresi consulenza e innovazione alle imprese per ridurre l’uso dei concimi L’esperienza e il know how della più grande aziende agricola d’Italia messi al servizio di singole aziende dell’Emilia Romagna per una agricoltura che utilizza i satelliti artificiali per coltivare il terreno con metodi sempre più rispettosi del suolo e dell’ambiente. È una iniziativa promossa da Coldiretti regionale, attraverso la sua società di servizi Impresa Verde Emilia Romagna Srl, che ha realizzato un progetto di consulenza tramite le attività formative del Catalogo Verde finanziate dal Piano di Sviluppo rurale 2014-2020. Ne dà notizia la stessa Coldiretti regionale che ha messo a punto il progetto coinvolgendo nella realizzazione Ibf Servizi, società costituita da Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana con 6.500 ettari di terreno, e da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). L’Ibf Servizi – informa Coldiretti Emilia Romagna – è la prima società che eroga servizi di agricoltura di precisione. Con il progetto di Coldiretti Emilia Romagna, Ibf Servizi mette a disposizione di aziende agricole di cinque province emiliano romagnole (Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna) le sue competenze nella cosiddetta agricoltura di precisione (precision farming) e gli agricoltori interessati al servizio riceveranno la consulenza direttamente in azienda. Tramite il telerilevamento da satelliti e il campionamento e monitoraggio sul campo, le aziende agricole avranno a diposizione mappe aziendali e sistemi computerizzati che consentiranno di concimare e irrigare il terreno secondo le reali necessità, evitando distribuire quantitativi di concime e di acqua in eccesso, riducendo così anche i rischi di eventuali inquinamento da nitrati. Il progetto di consulenza – spiega Coldiretti Emilia Romagna – riguarda in particolare la coltivazione del grano e costituisce una sorta di “tutoraggio” verso aziende di diverse estensioni, che potranno avvalersi dell’esperienza applicata su un’azienda di grandi dimensioni che ha già sperimentato le innovazioni più avanzate dell’agricoltura di precisione. Bonifiche Ferraresi – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si avvale, infatti, da un lato della partecipazione di un ente pubblico come Ismea, esperta in competitività aziendale, e dall’altro della collaborazione di partner accademici e scientifici che supportano le finalità di IBF Servizi con la loro attività di ricerca, sperimentazione e diffusione dei metodi dell'agricoltura di precisione. L’obiettivo – conclude Coldiretti regionale – è consentire ad un numero vasto di aziende di accedere a servizi per il miglioramento della competitività, l'incremento della qualità, la riduzione dei costi, la sostenibilità degli impatti ambientali. http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-la-piu-grande-azienda-agricola-d-italia-a-casa-degli-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125295863 Mon, 03 Dec 2018 08:42:45 GMT UE: PRANDINI (COLDIRETTI), RIFORMA PAC SIA VOTATA DA NUOVO PARLAMENTO Con tredicimila emendamenti alla proposta della Commissione, per consentire una discussione adeguata è necessario che a votare la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) sia il nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle urne a maggio 2019. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro su “Brexit, bilancio dell’Unione e agricoltura” nel sottolineare la necessità che l’attuale Assemblea crei ora i presupposti affinchè le risorse assegnate al settore non subiscano riduzioni con l’importante impegno del Presidente del Parlamento Antonio Tajani. Un appuntamento elettorale strategico per l’agroalimentare Made in Italy che richiede – sostiene Prandini – anche una responsabilizzazione di partiti e movimenti nel scegliere la migliore classe dirigente per la difesa degli interessi del Paese. L’agroalimentare che è diventato una risorsa strategica del made in Italy è infatti anche – precisa Prandini - l’unico settore che dipende integralmente da Bruxelles per le scelte politiche e le risorse disponibili. E’ necessario che il nostro Paese si batta contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto del nostro Paese” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – spiega Prandini - che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare della Ue e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea. Secondo Prandini “vanno ribaltati anche gli attuali parametri per l’assegnazione delle risorse. L’Italia dovrebbe incassare di più se si tiene conto della ricchezza prodotta per ettaro con il valore aggiunto per ettaro nazionale che è più del doppio della media UE28, oltre il triplo di Germania e Regno Unito, il 58% in più rispetto al valore aggiunto spagnolo e il 153% in più dei cugini francesi”. La maggiore flessibilità prevista dalla proposta di riforma Pac dovrebbe favorire – spiega il presidente della Coldiretti – una strategia a livello nazionale che risarcisca quei settori che finora non hanno visto un cent. Per la Coldiretti oltre al mantenimento del budget, con la nuova Pac la Ue deve puntare su nuovi criteri per tener conto della capacità dell’azienda agricola di creare occupazione e mantenere vitale l’economia nei territori rurali, investire sui giovani e rendere più efficaci ed efficienti gli strumenti per affrontare le crisi, migliorare la lotta alle pratiche commerciali sleali. Una Pac infine che – conclude Prandini - deve vincere l’omologazione e valorizzare la qualità e la distintività dell’agroalimentare. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-prandini-coldiretti-riforma-pac-sia-votata-da-nuovo-parlamento.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124674680 Thu, 15 Nov 2018 08:25:23 GMT ONU: ALLARME TASSE SU MADE IN ITALY, DA PARMIGIANO A PROSCIUTTO PARMA COLDIRETTI: CON BOLLINO NERO A RISCHIO 41,03 MILIARDI DI EXPORT No a bollini allarmistici o a tasse per dissuadere il consumo di alimenti come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma che, dal Sudamerica all’Europa, con l'ultima adesione anche della Spagna, rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli e politiche fiscali che sostengono modelli alimentari sbagliati. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che la nostra regione e l’Italia intera devono difendere i primati di qualità e distintività del proprio sistema produttivo, in riferimento alla presentazione lunedì 13 novembre alla seconda commissione dell’Assemblea generale dell’Onu a New York della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri”. La proposta sarà ora discussa – spiega Coldiretti regionale – nel corso di una serie di negoziati per cercare di trovare una posizione comune in vista del 14 dicembre prossimo, data dell’ultima convocazione dell’anno per la seconda commissione Onu. Dall’andamento delle trattative dipenderà la possibilità o meno che la risoluzione venga presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Si tratta – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – di una iniziativa promossa da Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia che contraddice il documento approvato il 27 settembre scorso al Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui – sottolinea la Coldiretti – grazie al pressing esercitato dall’Italia non sono stati menzionati strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande. Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010. Se passasse la risoluzione dei sette Paesi – afferma Coldiretti Emilia Romagna – il rischio è che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove le si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi e le esportazioni del made in Italy agroalimentare sono crollate del 12% nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo la Coldiretti. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che – precisa Coldiretti - finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. http://www.bologna.coldiretti.it/onu-allarme-tasse-su-made-in-italy-da-parmigiano-a-prosciutto-parma.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124619015 Tue, 13 Nov 2018 15:17:50 GMT SCATTA L’OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, ECCO COME METTERSI IN REGOLA Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore per tutte le imprese, comprese quelle agricole, l’obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta, in pratica, di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee.   Come emettere le fatture dal 1° gennaio Per agevolare il passaggio e mettersi in regola il Portale del Socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it mette a disposizione il servizio “Fatturazione digitale”. Tale servizio offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. Dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del tuo cliente da indicare in fattura per il corretto recapito della stessa. Un’altra possibilità è quella di recarsi negli uffici Coldiretti di Impresa Verde che erogherà il servizio di emissione (e conseguentemente la conservazione) delle fatture attive. Anche in tal caso dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del proprio cliente da indicare in fattura. L’operatore di Impresa Verde effettuerà l’invio della fattura al Sistema di interscambio (il cosiddetto Sdi). La contabilizzazione sarà sempre a cura di Impresa Verde.   Come ricevere le fatture elettroniche Per garantirti, invece, la ricezione delle fatture elettroniche, puoi delegare Impresa Verde alla gestione per tuo conto delle stesse. In tal caso le fatture emesse dai tuoi fornitori verranno recapitate direttamente sulla piattaforma gestita da Impresa Verde grazie al codice destinatario telematico che è già disponibile (5W4A8J1) e che tutti i soci che aderiscono al servizio dovranno comunicare ai loro fornitori al fine della ricezione della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019. Impresa Verde non appena riceverà le fatture passive ne darà comunicazione ai soci secondo modalità da concordare.   Come registrarsi al Portale del Socio Coldiretti Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale.   http://www.bologna.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-della-fatturazione-elettronica-ecco-come-mettersi-in-regola.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124618862 Tue, 13 Nov 2018 15:11:23 GMT UE: BOLOGNA, ARCIVESCO ZUPPI E GOVERNATORE BONACCINIFIRMANO PETIZIONE EUROPEA COLDIRETTI CONTRO CIBO FALSO   L’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini hanno firmato la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia. Lo comunica Coldiretti Bologna, informando che Mons Zuppi e Bonaccini hanno firmato la petizione in piazza VIII agosto a Bologna, su invito della presidente e del direttore di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi e Marco Allaria Olivieri, nell’ambito della Giornata del Ringraziamento organizzata da Coldiretti al termine dell’annata agraria. La petizione per dire stop al cibo anonimo – informa Coldiretti Bologna – è una raccolta firme internazionale, che riguarda anche altri Paesi europei ed ha l’obiettivo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. All’incontro tra i dirigenti di Coldiretti Bologna e il presidente della Regione Bonaccini – ricorda Coldiretti Bologna – si è parlato in particolare dei problemi dello zucchero italiano, ormai prodotto solo dalla cooperativa bolognese Coprob, che deve far fronte alla concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche, e dei problemi delle aree montane, dove i danni provocati dagli animali selvatici stanno facendo chiudere le aziende agricole con i conseguenti problemi di dissesto idrogeologico. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-bologna-arcivesco-zuppi-e-governatore-bonaccinifirmano-petizione-europea-coldiretti-contro-cibo-f.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573488 Mon, 12 Nov 2018 15:29:07 GMT ANNATA AGRARIA: BOLOGNA, +1% PLV, STOP DA 5 ANNI REDDITO DELLE AZIENDE VALENTINA BORGHI: CREARE UN’ALLEANZA TRA TUTTI I SOGGETTI DELLA FILIERA Cresce dell’1% la produzione lorda vendibile (Plv) dell’agricoltura bolognese, ma per il quinto anno consecutivo i redditi delle aziende restano al palo. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Bologna divulgata in occasione della Giornata provinciale del Ringraziamento, celebrata il oggi a Bologna nella cattedrale di San Pietro con la Messa officiata dall’arcivescovo Mons. Matteo Maria Zuppi. L’11 novembre, giorno di San Marrino – ricorda Coldiretti Bologna – segna tradizionalmente la fine dell’annata agraria e l’inizio di un nuovo ciclo colturale, ed è il giorno dei bilanci per l’agricoltura. Dopo un 2017 segnato da una grande siccità e da un calo generalizzato delle produzioni, il 2018 – informa Coldiretti provinciale – ha segnato il ritorno alla normalità produttiva, con qualche eccezione. Sul fronte dei seminativi, che con 79 mila ettari costituisce la maggiore coltura della provincia, l’andamento climatico di fine maggio, con bombe d’acqua, vento e grandine, ha ridotto i quantitativi prodotti di grano duro e tenero e di orzo. Per quanto riguarda i prezzi, sono buoni quelli del grano tenero e dell’orzo, mentre sono inspiegabilmente bassi quelli del grano duro, nonostante la minor produzione. Per mais e sorgo c’è stata una contrazione delle semine con una produzione di alta qualità, soprattutto per il mais, che però non viene adeguatamente remunerata dal mercato. La soia ha recuperato in termini produttivi rispetto al 2017, ma i prezzi sul mercato sono bassi. Annata pesante, secondo Coldiretti Bologna, per la barbabietola (quasi 8 mila ettari coltivati in provincia di Bologna) a causa di una scarsa resa in termini di zucchero, aggravata dal crollo mondiale dei prezzi, per l’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa, e dalla concorrenza con vendite sottocosto che multinazionali francesi e tedesche fanno allo zucchero italiano che viene prodotto quasi esclusivamente dalla cooperativa Bolognese Coprob di Minerbio. Un settore quello saccarifero – commenta Coldiretti Bologna – dove si rende necessaria una chiara etichettatura di origine obbligatoria e la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero. Anche per questo Coldiretti Bologna sostiene la proposta di sgravi fiscali per chi utilizza zucchero italiano e nell’ambito della Giornata del Ringraziamento ha organizzato la vendita del panettone Giorgione, il primo panettone fatto con grano, burro e zucchero 100% italiani, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, Coprob, cooperativa bieticolo-saccarifera bolognese, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Al contrario dello zucchero, la scarsa produzione di patate europee – afferma Coldiretti Bologna – consente una buona valorizzazione della patata di Bologna con produzione e prezzi in rialzo rispetto al siccitoso 2017. In ripresa anche la produzioni di meloni e cocomeri, ma con prezzi non sempre soddisfacenti. La frutta, coltivata a Bologna su oltre 7.500 ettari, si è difesa secondo Coldiretti provinciale, abbastanza bene: le ciliegie, penalizzate dalla pioggia di giugno hanno avuto una produzione in calo (–20%) rispetto al già scarso 2017, ma i prezzi sono stati remunerativi. Buona la produzione di susine e buono il mercato. Produzione nella media per pesche e nettarine con prezzi tra il discreto e il buono, grazie anche all’export. Produzione nella media per le pere, con un mercato in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni; in difficoltà invece le mele, che dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto che arriva dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato tutte le previsioni di produzione. Con l’arrivo di produzioni estere, Coldiretti Bologna raccomanda attenzione alle etichette d’origine (che per la frutta fresca è obbligatoria) e consiglia acquisti direttamente dagli agricoltori. Per il kiwi, dopo la scarsa produzione del 2017, per Coldiretti siamo tornati nella media, con prezzi in ribasso, non solo per la maggior produzione nazionale, ma anche per la presenza sul mercato di prodotto neozelandese. I vigneti (5.700 ettari) hanno dato uve per produrre vini di alta qualità, con un calo produttivo del 10-15% per i rossi e un leggero aumento per i bianchi. Il trend positivo del Parmigiano Reggiano (+3,1% i consumi nei primi 11 mesi del 2018) ha sostenuto anche gli allevamenti della sinistra Reno. “Purtroppo – ha commentato la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – la crescita della Plv non sempre si trasforma in reddito per le aziende, bloccato ormai da cinque anni. Per cercare di rimettere in moto il volano del reddito, la nostra organizzazione – conclude la Borghi – da un lato è impegnata a creare un’alleanza tra tutti i soggetti dell’agroalimentare per una più equa redistribuzione del valore aggiunto lungo la filiera, dall’altro è alla ricerca di strumenti per valorizzare servizi che le aziende agricole possono svolgere in settori nuovi come ad esempio quello dei servizi alla collettività, dalla manutenzione dei fossi e canali di scolo alla salvaguardia ambientale, dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale”. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-bologna-1-plv-stop-da-5-anni-reddito-delle-aziende.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573386 Mon, 12 Nov 2018 10:02:49 GMT