Coldiretti Bologna News - Coldiretti Bologna http://www.bologna.coldiretti.it/ Tue, 22 Jan 2019 09:13:54 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.bologna.coldiretti.it/ 60 DL SEMPLIFICAZIONE: EMILIA ROMAGNA, BENE PER 20 MILA AZIENDE ORTOFRUTTA Più garanzie per i circa 20 mila produttori di ortofrutta emiliano romagnola destinata alla trasformazione in succhi e ortaggi in scatola e anche per le aziende che fanno zucchero e per gli imprenditori che in Emilia Romagna allevano animali le cui carni sono destinati alla trasformazione in salumi e insaccati che non siano a denominazione d’origine. Così Coldiretti Emilia Romagna commenta il decreto legge “Semplificazione” che contiene la norma con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per made in Italy. Si tratta di un provvedimento che, siamo certi – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – estende a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti. In questo modo diventeranno “trasparenti” anche tutti quei prodotti per i quali oggi non è prevista l’etichettatura obbligatoria dell’origine della materia agricola, come i succhi di frutta, le marmellate, i piselli e i fagioli in scatola, le verdure in busta, ma anche alimenti come i salumi che non sono ricompresi nelle Dop e Ig, il pane e lo zucchero italiano prodotto da 7.000 aziende agricole tra Emilia e Veneto e lavorato dalla cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). L’obiettivo del decreto, oltre a dare al consumatore la possibilità di conoscere l’origine di ciò che porta in tavola – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è anche quello di difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, riso e pomodoro. L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. Si tratta di una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. http://www.bologna.coldiretti.it/dl-semplificazione-emilia-romagna-bene-per-20-mila-aziende-ortofrutta-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127254605 Tue, 22 Jan 2019 09:13:54 GMT MALAVITA: RITORNANO I FURTI NELLA CAMPAGNE BOLOGNESI Ripartono i furti nelle aziende agricole tra le province di Bologna e di Modena. Lo comunica Coldiretti Bologna, sottolineando che sono state prese di mira in particolare le campagne di Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, dove nell’ultima settimana è stato rubato un trattore da 115 cavalli nell’azienda di Romolo Cristofori (Crevalcore) e sono stati tentati furti nelle aziende di Luigi Ricchi e Annamaria Castaldini (entrambi di Crevalcore) e nell’azienda “il Giglio” di San Giovanni in Parsiceto. In queste tre aziende il tentativo di furto è stato sventato grazie all’entrata in funzione degli allarmi anti-intrusione o di sistemi anti-accensione che i titolari avevano fatto installare sui loro mezzi dopo il dilagare dei furti di trattori sempre in questa zona due anni fa. Sembrava che l’arresto da parte dei carabinieri della banda di ladri composta da italiani e albanesi a fine 2016 – commenta Coldiretti Bologna – avesse azzerato i furti più gravi che oltre ai trattori colpiscono anche il gasolio, pezzi di ricambio e altre attrezzature meccaniche. L’avvicinarsi dei lavori primaverili nei campi – sostiene Coldiretti – ha evidentemente risvegliato gli appetiti di nuovi ladri. Anche in questo caso – ipotizza Coldiretti Bologna – potrebbe trattarsi di  furti di trattori da esportare, come avveniva due anni fa, all’estero attraverso i porti di Ancona e Bari. Per questo Coldiretti Bologna ha chiesto un incontro con il comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto per valutare le possibili azioni per contrastare la recrudescenza dei furti. Contemporaneamente gli imprenditori agricoli hanno riattivato a pieno regime il gruppo Whatsapp costituito negli anni scorsi per segnalare l’avvistamento di auto o persone sospette. http://www.bologna.coldiretti.it/malavita-ritornano-i-furti-nella-campagne-bolognesi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127213916 Mon, 21 Jan 2019 10:22:03 GMT MADE IN ITALY: EMILIA ROMAGNA, CRESCONO (+16%) INVESTIMENTI GRANO DURO Il crollo delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi 9 mesi del 2018 è un importante segnale per i 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna. È quando afferma Coldiretti Emilia Romagna alla luce del calo del 78% delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi nove mesi del 2018. Il calo – ricorda Coldiretti regionale – è dovuto all’utilizzo in Canada in fase di pre-raccolta del glifosato, un diserbante che in Italia è vietato per questo uso. In Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti 4,2 milioni di quintali di grano duro, pari circa al 10% della produzione nazionale. La richiesta delle garanzie sull’italianità della pasta da parte dei consumatori italiani – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha portato alla crescita di accordi di filiera tra agricoltori e primarie industrie di pasta italiana con la proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato, dalla romagnola pasta Ghigi a De Sortis, da Sgambaro a Divella, fino a Voiello; che fa capo a Barilla,. Sotto la spinta del crescente interesse per la pasta 100% di grano italiano e grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, la produzione del grano duro e in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, è cresciuta negli ultimi otto anni del 16% passando dai 3,6 milioni di quintali del 2010 agli attuali 4,2 milioni, che colloca la nostra regione al terzo posto dopo Puglia e Sicilia. Intanto – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è boom in Italia anche per la pasta di grani antichi come il Cappelli, un grano oggi selezionato in purezza dalla bolognese Sis (Società italiana Sementi), le cui semine sono aumentate del 400% raggiungendo nel 2018 i 5000 ettari. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-emilia-romagna-crescono-16-investimenti-grano-duro.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126861513 Fri, 11 Jan 2019 14:57:27 GMT RIDUZIONE COSAP PER MERCATI DI VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI Il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta del 20/12/2018, ha deliberato alcune modifiche del Regolamento Cosap del Comune di Bologna che prevedono, tra gli altri, l’introduzione di agevolazioni nella disciplina del canone per l’occupazione di suolo pubblico, al fine di promuovere la diffusione e lo svolgimento di “mercati di vendita diretta di prodotti agricoli”, in virtù del loro valore sociale, culturale, economico, ambientale e territoriale. Nello specifico viene riconosciuta la richiesta di Coldiretti Bologna di riduzione della tariffa di occupazione di suolo pubblico nella misura del 75% per le attività di mercato e l’esenzione dal pagamento del canone per le attività correlate e complementari, allo scopo di favorire la contestuale organizzazione di iniziative culturali, didattiche e dimostrative http://www.bologna.coldiretti.it/riduzione-cosap-per-mercati-di-vendita-diretta-di-prodotti-agricoli.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126743974 Wed, 09 Jan 2019 10:15:50 GMT ANNATA AGRARIA: E-R, IN 4 ANNI AUMENTO 20% VALORE PRODUZIONE AGRICOLA La produzione lorda vendibile (Plv) agricola dell’Emilia Romagna nel 2018 è cresciuta di circa il 2% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei primi mesi del 2019, quando saranno completati i dati di alcune importanti produzioni soprattutto nel settore zootecnico. Anche se è un aumento più moderato rispetto agli ultimi anni, si tratta del quarto anno consecutivo di crescita della Plv – ricorda Coldiretti regionale – che in quattro anni è aumentata di oltre un quinto (20,5%) passando dai 4.094 milioni di euro del 2014 ai 4.935 del 2018, una crescita importante – commenta Coldiretti – che però non si è trasformata in reddito per le aziende. L’aumento di Plv per il 2018 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è dovuto da una combinazione tra minor produzione e aumento dei prezzi, un dato che è più evidente sul fronte della frutta dove pesche e nettarine hanno fatto registrare rispettivamente un calo produttivo rispettivamente del 3,8 e del 5,9 per cento con prezzi soddisfacenti e in rialzo rispetto all’anno scorso. Ancora più marcati i cali produttivi delle ciliegie (–18,2%), penalizzate dalla pioggia di giugno, e delle susine (–12,2%) che hanno ottenuto un buon risultato sul mercato. In calo anche il kiwi (–12,4%) con una partenza dei prezzi al ribasso per l’aumento della produzione nazionale e per la contemporanea presenza sul mercato di prodotti neozelandese. Inatteso l’andamento su mercato delle albicocche che, dopo la massiccia produzione del 2017 è tornata a livelli produttivi notevolmente più bassi (–41,5%) senza arrivare però a spuntare i prezzi sperati. Pere e mele hanno fatto registrare un leggero aumento (+3,3% le prime, +4,2% le seconde), con risultati diversi sul mercato: le pere pur con risultati in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni, hanno spuntato un prezzo discreto, mentre le mele dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto arrivato dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato in aumento tutte le previsioni di produzione. Sul fronte delle colture industriali, annata difficile per le barbabietole per la scarsa resa in zucchero nonostante l’aumento di produzione delle radici (+16,7%), aggravata dal crollo dei prezzi mondiali a causa dell’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa e della concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche allo zucchero italiano prodotto ormai quasi esclusivamente dalla cooperativa bolognese Coprob. Produzione scarsa per il pomodoro (–12%) con prezzi insoddisfacenti per la contrattazione interprofessionale ormai inadeguata a valorizzare la qualità del prodotto italiano. Buoni risultati sul mercato delle patate non solo per il calo produttivo dell’Emilia Romagna (–5,2%), ma anche per la scarsa produzione delle patate europee. Sul fronte dei cereali, calano frumento tenero e duro (entrambi attorno al –5,5%), l’orzo (–11%) e il riso (–13%), crescono invece mais (+10,3%) e sorgo (+30%), con prezzi che nei primi mesi di mercato hanno mandato segnali positivi per il frumento tenero, per il mais e il riso e mercato pesante per il frumento duro. Dopo il crollo produttivo del 2017, dovuto all’anomalo andamento meteorologico, il 2018 ha segnato il ritorno alla normalità produttiva con un recupero medio del 20% di produzione e con un’ottima qualità. Sul fronte zootecnico all’aumento di produzione del 2% del Parmigiano Reggiano, che assorbe l’80% del mercato del latte bovino regionale, si accompagna la crescita del 3,1% dei consumi nei primi undici mesi del 2018. Cresce in termini produttivi e di prezzi anche il mercato delle carni bovine e suine e discreto anche il settore ovino. L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Coldiretti Emilia Romagna – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di tutta la filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una parificazione senza distinzione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quello del prodotto nazionale di qualità. La nostra organizzazione – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione della produzioni italiane, a partire da accordi di filiera attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano prodotti e strutture emiliano romagnoli a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, le Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana, passando per l’accordo tra il Consorzio Produttori Burro e Formaggio e l’azienda Montanari e Gruzza per il burro alta qualità ottenuto da panna da latte biologico e no-Ogm destinato al Parmigiano Reggiano, che utilizzerà il marchio ValParma su licenza del Consorzio Agrario di Parma. Contemporaneamente, Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza e la tradizionale battaglia dell’organizzazione per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo si è esteso a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco dell’Italiana Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo).   http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-e-r-in-4-anni-aumento-20-valore-produzione-agricola-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126000654 Fri, 21 Dec 2018 15:10:34 GMT MADE IN ITALY: FALSO “DOC” SALE A 100 MLD, PIU’ DEL VERO Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del Rapporto Ismea – Qualivita 2018 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 822 specialità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 15,2 miliardi con un aumento del 2,6% su base annua.   Il cosiddetto “Italian sounding” – sottolinea la Coldiretti – colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà – precisa la Coldiretti – a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti.   “Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma a preoccupare  è anche la nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada (Ceta)”. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-falso-doc-sale-a-100-mld-piu-del-vero.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125832069 Mon, 17 Dec 2018 13:38:00 GMT MANOVRA: EMILIA ROMAGNA, TAGLIO ACCISE PER 117 BIRRIFICI ARTIGIANALI A spingere la nascita di nuove attività è un consumo che – spiega Coldiretti regionale – è diventato negli anni sempre più raffinato. In Emilia Romagna – informa Coldiretti sulla base dei dati dell’osservatorio regionale del Commercio – la birra viene consumata soprattutto a cena ed è preferita dal 33,4 per cento dei consumatori, subito dopo vino (40%), ma prima di quelli che bevono bevande analcoliche (13,2%) o solo acqua (10,1%). A pranzo invece solo il 21,8% beve birra, il 41,4% beve vino, il 17,4% bevande analcoliche e il 17,2% solo acqua.         http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-emilia-romagna-taglio-accise-per-117-birrifici-artigianali.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585919 Mon, 10 Dec 2018 09:58:41 GMT MANOVRA: COLDIRETTI A SALVINI, AUTOREVOLEZZA IN CONFRONTO CON UE Serve decisione e autorevolezza nel confronto in Europa sulla manovra per non indebolire l’Italia in una fase delicata del futuro dell’Unione Europea con le scelte sul bilancio comunitario dal quale dipenderanno molte delle opportunità di sviluppo per il Paese fino al 2027. E’ quanto ha affermato Ettore Prandini presidente della Coldiretti invitata al tavolo del Governo convocato dal vicepremier Matteo Salvini per discutere i temi della competitività dell’agroalimentare Made in Italy.   Un nuovo protagonismo in Europa è necessario per cambiare una situazione in cui l’ultima relazione della Corte dei Conti ha evidenziato – ha sottolineato Prandini - come l’Italia sia contributore netto del bilancio Ue con un disavanzo di 4,4 miliardi nel 2016, che diventano 37,7 miliardi di euro se si prende in esame il periodo 2010-2016. In sostanza l’Italia paga 15,7 miliardi l’anno ma ne riceve indietro solo il 72%. “Il nostro Paese si deve battere contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza”. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – ha spiegato Prandini – che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea.   Per sostenere le imprese occorre anche metter mano ai ritardi strutturali del nostro Paese che frenano la competitività e per questo servono trasporti merci efficienti, considerato che oggi ben l’86% avviene su gomma rispetto alla media europea del 76%, con effetti sui costi, sull’inquinamento ambientale e sul consumo di suolo che - ha ricordato Prandini - ha raggiunto livelli insostenibili di 2 metri quadrati al secondo nel 2017. L’Italia – ha precisato Prandini - ha bisogno pero’ anche e soprattutto di reti immateriali valorizzando l’impegno sul piano economico di sostegno alle esportazioni Made in Italy delle Ambasciate italiane all’estero in sinergia con l’Ice.   Il rapporto con l’Europa nell’agroalimentare – ha continuato Prandini - si gioca anche sul piano della trasparenza delle informazioni ai consumatori con un atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. In questo contesto l’Italia che è leader europeo nella sicurezza alimentare ha la responsabilità secondo Prandini - di svolgere un ruolo di leader nelle politiche comunitarie a tutela della qualità a difesa dei produttori e dei consumatori.   Una necessità – ha continuato Prandini - per sostenere la crescita del Made in Italy agroalimentare sulle tavole straniere dove nel 2018 ha fatto registrare il record storico con un aumento del 3% dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017. Ma a crescere è purtroppo – ha concluso Prandini - è anche il falso made in italy agroalimentare vale 100 miliardi di euro in forte aumento rispetto ai 60 miliardi di cinque anni anche sotto la spinta degli accordi di libero scambio come il Ceta tra Unione Europea e Canada che ha di fatto legittimato il falso Made in Italy e che giustamente il Governo ha scelto di non ratificare. http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-coldiretti-a-salvini-autorevolezza-in-confronto-con-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585794 Mon, 10 Dec 2018 09:54:00 GMT AMBIENTE: LA PIÙ GRANDE AZIENDA AGRICOLA D’ITALIA A CASA DEGLI AGRICOLTORI   Con Bonifiche Ferraresi consulenza e innovazione alle imprese per ridurre l’uso dei concimi L’esperienza e il know how della più grande aziende agricola d’Italia messi al servizio di singole aziende dell’Emilia Romagna per una agricoltura che utilizza i satelliti artificiali per coltivare il terreno con metodi sempre più rispettosi del suolo e dell’ambiente. È una iniziativa promossa da Coldiretti regionale, attraverso la sua società di servizi Impresa Verde Emilia Romagna Srl, che ha realizzato un progetto di consulenza tramite le attività formative del Catalogo Verde finanziate dal Piano di Sviluppo rurale 2014-2020. Ne dà notizia la stessa Coldiretti regionale che ha messo a punto il progetto coinvolgendo nella realizzazione Ibf Servizi, società costituita da Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana con 6.500 ettari di terreno, e da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). L’Ibf Servizi – informa Coldiretti Emilia Romagna – è la prima società che eroga servizi di agricoltura di precisione. Con il progetto di Coldiretti Emilia Romagna, Ibf Servizi mette a disposizione di aziende agricole di cinque province emiliano romagnole (Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna) le sue competenze nella cosiddetta agricoltura di precisione (precision farming) e gli agricoltori interessati al servizio riceveranno la consulenza direttamente in azienda. Tramite il telerilevamento da satelliti e il campionamento e monitoraggio sul campo, le aziende agricole avranno a diposizione mappe aziendali e sistemi computerizzati che consentiranno di concimare e irrigare il terreno secondo le reali necessità, evitando distribuire quantitativi di concime e di acqua in eccesso, riducendo così anche i rischi di eventuali inquinamento da nitrati. Il progetto di consulenza – spiega Coldiretti Emilia Romagna – riguarda in particolare la coltivazione del grano e costituisce una sorta di “tutoraggio” verso aziende di diverse estensioni, che potranno avvalersi dell’esperienza applicata su un’azienda di grandi dimensioni che ha già sperimentato le innovazioni più avanzate dell’agricoltura di precisione. Bonifiche Ferraresi – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si avvale, infatti, da un lato della partecipazione di un ente pubblico come Ismea, esperta in competitività aziendale, e dall’altro della collaborazione di partner accademici e scientifici che supportano le finalità di IBF Servizi con la loro attività di ricerca, sperimentazione e diffusione dei metodi dell'agricoltura di precisione. L’obiettivo – conclude Coldiretti regionale – è consentire ad un numero vasto di aziende di accedere a servizi per il miglioramento della competitività, l'incremento della qualità, la riduzione dei costi, la sostenibilità degli impatti ambientali. http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-la-piu-grande-azienda-agricola-d-italia-a-casa-degli-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125295863 Mon, 03 Dec 2018 08:42:45 GMT UE: PRANDINI (COLDIRETTI), RIFORMA PAC SIA VOTATA DA NUOVO PARLAMENTO Con tredicimila emendamenti alla proposta della Commissione, per consentire una discussione adeguata è necessario che a votare la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) sia il nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle urne a maggio 2019. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro su “Brexit, bilancio dell’Unione e agricoltura” nel sottolineare la necessità che l’attuale Assemblea crei ora i presupposti affinchè le risorse assegnate al settore non subiscano riduzioni con l’importante impegno del Presidente del Parlamento Antonio Tajani. Un appuntamento elettorale strategico per l’agroalimentare Made in Italy che richiede – sostiene Prandini – anche una responsabilizzazione di partiti e movimenti nel scegliere la migliore classe dirigente per la difesa degli interessi del Paese. L’agroalimentare che è diventato una risorsa strategica del made in Italy è infatti anche – precisa Prandini - l’unico settore che dipende integralmente da Bruxelles per le scelte politiche e le risorse disponibili. E’ necessario che il nostro Paese si batta contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto del nostro Paese” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – spiega Prandini - che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare della Ue e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea. Secondo Prandini “vanno ribaltati anche gli attuali parametri per l’assegnazione delle risorse. L’Italia dovrebbe incassare di più se si tiene conto della ricchezza prodotta per ettaro con il valore aggiunto per ettaro nazionale che è più del doppio della media UE28, oltre il triplo di Germania e Regno Unito, il 58% in più rispetto al valore aggiunto spagnolo e il 153% in più dei cugini francesi”. La maggiore flessibilità prevista dalla proposta di riforma Pac dovrebbe favorire – spiega il presidente della Coldiretti – una strategia a livello nazionale che risarcisca quei settori che finora non hanno visto un cent. Per la Coldiretti oltre al mantenimento del budget, con la nuova Pac la Ue deve puntare su nuovi criteri per tener conto della capacità dell’azienda agricola di creare occupazione e mantenere vitale l’economia nei territori rurali, investire sui giovani e rendere più efficaci ed efficienti gli strumenti per affrontare le crisi, migliorare la lotta alle pratiche commerciali sleali. Una Pac infine che – conclude Prandini - deve vincere l’omologazione e valorizzare la qualità e la distintività dell’agroalimentare. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-prandini-coldiretti-riforma-pac-sia-votata-da-nuovo-parlamento.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124674680 Thu, 15 Nov 2018 08:25:23 GMT ONU: ALLARME TASSE SU MADE IN ITALY, DA PARMIGIANO A PROSCIUTTO PARMA COLDIRETTI: CON BOLLINO NERO A RISCHIO 41,03 MILIARDI DI EXPORT No a bollini allarmistici o a tasse per dissuadere il consumo di alimenti come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma che, dal Sudamerica all’Europa, con l'ultima adesione anche della Spagna, rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli e politiche fiscali che sostengono modelli alimentari sbagliati. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che la nostra regione e l’Italia intera devono difendere i primati di qualità e distintività del proprio sistema produttivo, in riferimento alla presentazione lunedì 13 novembre alla seconda commissione dell’Assemblea generale dell’Onu a New York della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri”. La proposta sarà ora discussa – spiega Coldiretti regionale – nel corso di una serie di negoziati per cercare di trovare una posizione comune in vista del 14 dicembre prossimo, data dell’ultima convocazione dell’anno per la seconda commissione Onu. Dall’andamento delle trattative dipenderà la possibilità o meno che la risoluzione venga presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Si tratta – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – di una iniziativa promossa da Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia che contraddice il documento approvato il 27 settembre scorso al Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui – sottolinea la Coldiretti – grazie al pressing esercitato dall’Italia non sono stati menzionati strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande. Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010. Se passasse la risoluzione dei sette Paesi – afferma Coldiretti Emilia Romagna – il rischio è che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove le si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi e le esportazioni del made in Italy agroalimentare sono crollate del 12% nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo la Coldiretti. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che – precisa Coldiretti - finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. http://www.bologna.coldiretti.it/onu-allarme-tasse-su-made-in-italy-da-parmigiano-a-prosciutto-parma.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124619015 Tue, 13 Nov 2018 15:17:50 GMT SCATTA L’OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, ECCO COME METTERSI IN REGOLA Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore per tutte le imprese, comprese quelle agricole, l’obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta, in pratica, di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee.   Come emettere le fatture dal 1° gennaio Per agevolare il passaggio e mettersi in regola il Portale del Socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it mette a disposizione il servizio “Fatturazione digitale”. Tale servizio offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. Dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del tuo cliente da indicare in fattura per il corretto recapito della stessa. Un’altra possibilità è quella di recarsi negli uffici Coldiretti di Impresa Verde che erogherà il servizio di emissione (e conseguentemente la conservazione) delle fatture attive. Anche in tal caso dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del proprio cliente da indicare in fattura. L’operatore di Impresa Verde effettuerà l’invio della fattura al Sistema di interscambio (il cosiddetto Sdi). La contabilizzazione sarà sempre a cura di Impresa Verde.   Come ricevere le fatture elettroniche Per garantirti, invece, la ricezione delle fatture elettroniche, puoi delegare Impresa Verde alla gestione per tuo conto delle stesse. In tal caso le fatture emesse dai tuoi fornitori verranno recapitate direttamente sulla piattaforma gestita da Impresa Verde grazie al codice destinatario telematico che è già disponibile (5W4A8J1) e che tutti i soci che aderiscono al servizio dovranno comunicare ai loro fornitori al fine della ricezione della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019. Impresa Verde non appena riceverà le fatture passive ne darà comunicazione ai soci secondo modalità da concordare.   Come registrarsi al Portale del Socio Coldiretti Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale.   http://www.bologna.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-della-fatturazione-elettronica-ecco-come-mettersi-in-regola.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124618862 Tue, 13 Nov 2018 15:11:23 GMT UE: BOLOGNA, ARCIVESCO ZUPPI E GOVERNATORE BONACCINIFIRMANO PETIZIONE EUROPEA COLDIRETTI CONTRO CIBO FALSO   L’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini hanno firmato la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia. Lo comunica Coldiretti Bologna, informando che Mons Zuppi e Bonaccini hanno firmato la petizione in piazza VIII agosto a Bologna, su invito della presidente e del direttore di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi e Marco Allaria Olivieri, nell’ambito della Giornata del Ringraziamento organizzata da Coldiretti al termine dell’annata agraria. La petizione per dire stop al cibo anonimo – informa Coldiretti Bologna – è una raccolta firme internazionale, che riguarda anche altri Paesi europei ed ha l’obiettivo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. All’incontro tra i dirigenti di Coldiretti Bologna e il presidente della Regione Bonaccini – ricorda Coldiretti Bologna – si è parlato in particolare dei problemi dello zucchero italiano, ormai prodotto solo dalla cooperativa bolognese Coprob, che deve far fronte alla concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche, e dei problemi delle aree montane, dove i danni provocati dagli animali selvatici stanno facendo chiudere le aziende agricole con i conseguenti problemi di dissesto idrogeologico. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-bologna-arcivesco-zuppi-e-governatore-bonaccinifirmano-petizione-europea-coldiretti-contro-cibo-f.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573488 Mon, 12 Nov 2018 15:29:07 GMT ANNATA AGRARIA: BOLOGNA, +1% PLV, STOP DA 5 ANNI REDDITO DELLE AZIENDE VALENTINA BORGHI: CREARE UN’ALLEANZA TRA TUTTI I SOGGETTI DELLA FILIERA Cresce dell’1% la produzione lorda vendibile (Plv) dell’agricoltura bolognese, ma per il quinto anno consecutivo i redditi delle aziende restano al palo. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Bologna divulgata in occasione della Giornata provinciale del Ringraziamento, celebrata il oggi a Bologna nella cattedrale di San Pietro con la Messa officiata dall’arcivescovo Mons. Matteo Maria Zuppi. L’11 novembre, giorno di San Marrino – ricorda Coldiretti Bologna – segna tradizionalmente la fine dell’annata agraria e l’inizio di un nuovo ciclo colturale, ed è il giorno dei bilanci per l’agricoltura. Dopo un 2017 segnato da una grande siccità e da un calo generalizzato delle produzioni, il 2018 – informa Coldiretti provinciale – ha segnato il ritorno alla normalità produttiva, con qualche eccezione. Sul fronte dei seminativi, che con 79 mila ettari costituisce la maggiore coltura della provincia, l’andamento climatico di fine maggio, con bombe d’acqua, vento e grandine, ha ridotto i quantitativi prodotti di grano duro e tenero e di orzo. Per quanto riguarda i prezzi, sono buoni quelli del grano tenero e dell’orzo, mentre sono inspiegabilmente bassi quelli del grano duro, nonostante la minor produzione. Per mais e sorgo c’è stata una contrazione delle semine con una produzione di alta qualità, soprattutto per il mais, che però non viene adeguatamente remunerata dal mercato. La soia ha recuperato in termini produttivi rispetto al 2017, ma i prezzi sul mercato sono bassi. Annata pesante, secondo Coldiretti Bologna, per la barbabietola (quasi 8 mila ettari coltivati in provincia di Bologna) a causa di una scarsa resa in termini di zucchero, aggravata dal crollo mondiale dei prezzi, per l’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa, e dalla concorrenza con vendite sottocosto che multinazionali francesi e tedesche fanno allo zucchero italiano che viene prodotto quasi esclusivamente dalla cooperativa Bolognese Coprob di Minerbio. Un settore quello saccarifero – commenta Coldiretti Bologna – dove si rende necessaria una chiara etichettatura di origine obbligatoria e la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero. Anche per questo Coldiretti Bologna sostiene la proposta di sgravi fiscali per chi utilizza zucchero italiano e nell’ambito della Giornata del Ringraziamento ha organizzato la vendita del panettone Giorgione, il primo panettone fatto con grano, burro e zucchero 100% italiani, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, Coprob, cooperativa bieticolo-saccarifera bolognese, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Al contrario dello zucchero, la scarsa produzione di patate europee – afferma Coldiretti Bologna – consente una buona valorizzazione della patata di Bologna con produzione e prezzi in rialzo rispetto al siccitoso 2017. In ripresa anche la produzioni di meloni e cocomeri, ma con prezzi non sempre soddisfacenti. La frutta, coltivata a Bologna su oltre 7.500 ettari, si è difesa secondo Coldiretti provinciale, abbastanza bene: le ciliegie, penalizzate dalla pioggia di giugno hanno avuto una produzione in calo (–20%) rispetto al già scarso 2017, ma i prezzi sono stati remunerativi. Buona la produzione di susine e buono il mercato. Produzione nella media per pesche e nettarine con prezzi tra il discreto e il buono, grazie anche all’export. Produzione nella media per le pere, con un mercato in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni; in difficoltà invece le mele, che dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto che arriva dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato tutte le previsioni di produzione. Con l’arrivo di produzioni estere, Coldiretti Bologna raccomanda attenzione alle etichette d’origine (che per la frutta fresca è obbligatoria) e consiglia acquisti direttamente dagli agricoltori. Per il kiwi, dopo la scarsa produzione del 2017, per Coldiretti siamo tornati nella media, con prezzi in ribasso, non solo per la maggior produzione nazionale, ma anche per la presenza sul mercato di prodotto neozelandese. I vigneti (5.700 ettari) hanno dato uve per produrre vini di alta qualità, con un calo produttivo del 10-15% per i rossi e un leggero aumento per i bianchi. Il trend positivo del Parmigiano Reggiano (+3,1% i consumi nei primi 11 mesi del 2018) ha sostenuto anche gli allevamenti della sinistra Reno. “Purtroppo – ha commentato la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – la crescita della Plv non sempre si trasforma in reddito per le aziende, bloccato ormai da cinque anni. Per cercare di rimettere in moto il volano del reddito, la nostra organizzazione – conclude la Borghi – da un lato è impegnata a creare un’alleanza tra tutti i soggetti dell’agroalimentare per una più equa redistribuzione del valore aggiunto lungo la filiera, dall’altro è alla ricerca di strumenti per valorizzare servizi che le aziende agricole possono svolgere in settori nuovi come ad esempio quello dei servizi alla collettività, dalla manutenzione dei fossi e canali di scolo alla salvaguardia ambientale, dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale”. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-bologna-1-plv-stop-da-5-anni-reddito-delle-aziende.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573386 Mon, 12 Nov 2018 10:02:49 GMT GIORNATA PROVINCIALE DEL RINGRAZIAMENTO CON LA MESSA CELEBRATA DA S.E. MONS. MATTEO MARIA ZUPPI                                   Domenica 11 novembre 2018, festa di san Martino. Chiesa Cattedrale di San Pietro Bologna via indipendenza 9 Nell’occasione Coldiretti presenterà il primo bilancio dell’annata agraria a Bologna Arriva il panettone che aiuta lo zucchero italiano e raccoglie fondi per Fan  Domenica 11 novembre verrà celebrata a Bologna la Giornata provinciale del Ringraziamento, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata da Coldiretti in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie del raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori. Momento centrale della giornata sarà alle ore 12.00 la Messa nella cattedrale di San Pietro, via Indipendenza 9, celebrata dall’arcivescovo, mons. Matteo Maria Zuppi. Prima della Messa, alle ore 11.00, mons. Zuppi in piazza VIII agosto benedirà gli agricoltori, i prodotti e gli animali presenti. Per l’appuntamento sono state organizzate una serie di iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutta la giornata. Dalle 9.00 alle 18.00, in piazza VIII Agosto ci sarà la mostra-mercato di Campagna Amica con i prodotti tipici del territorio bolognese e sarà allestita la fattoria degli animali da cortile (galline, papere, anatre, conigli). Nella stessa piazza si svolgeranno una serie di laboratori didattici che daranno modo a grandi e bambini di assistere in diretta alle attività di un tempo nelle fattorie: dalla preparazione del formaggio con il latte di mucca alla preparazione dei tortellini, fino alla preparazione della salamoia bolognese, con momenti di animazione specifica per bambini. Nell’ambito del mercato di Campagna Amica, Coldiretti raccoglierà fondi per Fanep  (Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica), vendendo il panettone Giorgione che aiuta lo zucchero italiano. Si tratta del primo panettone fatto con grano, burro e zucchero 100% italiani frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, che ha prodotto il grano Giorgione, Coprob, cooperativa bieticolo-saccarifera bolognese, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Nell’occasione Coldiretti porterà i piazza VIII agosto anche un campanile mobile per un concerto di campane a cura dell’Associazione “Campane in concerto” di Decima di Persiceto. Durante tutta la giornata saranno inoltre raccolte le firme “Stop al cibo anonimo” per chiedere all’Unione Europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti. Si tratta di una petizione europea “Eat original! Unmask your food” (“Mangia originale, smaschera il tuo cibo”) che ha avuto il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco di Coldiretti: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde a Gaia (associazione degli agricoltori greci). L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/giornata-provinciale-del-ringraziamento-con-la-messa-celebrata-da-s-e-mons-matteo-maria-zuppi-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124471574 Fri, 09 Nov 2018 12:08:43 GMT COLDIRETTI: L’EMILIANO NICOLA BERTINELLI VICEPRESIDENTE NAZIONALE                                                           ELETTO DALL’ASSEMBLEA INSIEME CON ETTORE PRANDINI NUOVO PRESIDENTE Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli di Medesano (Parma), è stato eletto alla vice presidenza nazionale della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che Bertinelli, parmigiano di 45 anni, è stato eletto dall’assemblea dei delegati di tutte le regioni che ha eletto alla presidenza Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. Nel nuovo incarico Bertinelli affiancherà il neopresidente nazionale Ettore Prandini, laureato in giurisprudenza, che guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Oltre a Nicola Bertinelli, nel suo mandati Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta da altri due vice presidenti, David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.                                               http://www.bologna.coldiretti.it/coldiretti-l-emiliano-nicola-bertinelli-vicepresidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124403154 Wed, 07 Nov 2018 15:05:26 GMT COLDIRETTI: ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE                                                                      “Agricoltura e Made in Italy risorse strategiche per il Paese” Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita. Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.                                                               http://www.bologna.coldiretti.it/coldiretti-ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124403386 Wed, 07 Nov 2018 15:04:26 GMT CACCIA: FINALMENTE APPROVATO PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI OLTRE 2 ANNI COLDIRETTI, PIANO RISCHIA DI RESTARE SOLO SULLA CARTA SENZA NUOVA LEGGE Finalmente, dopo oltre due anni di attesa, la Regione Emilia Romagna ha approvato il Piano Faunistico-Venatorio: ora è necessario che il piano passi velocemente dalla carta all’applicazione pratica sul territorio. Così Coldiretti regionale commenta l’approvazione del Piano Faunistico-Venatorio sottolineando la necessità che diventi operativo al più presto. Secondo Coldiretti infatti il piano potrà essere realmente applicato solo dopo l’adeguamento della legge regionale nr. 8 della caccia che risale al 1994 e al regolamento nr.1 del 2008. Senza la riforma di questi strumenti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – il nuovo Piano ha le armi spuntate per ottenere i risultati che si prefigge, a partire dal controllo dei cinghiali. Le attuali norme legislative nella parte che riguarda gli Atc (Ambiti territoriali di Caccia) – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – risalgono al periodo in cui c’erano ancora le Province, quando si redigevano ben nove piani Faunistico-Venatori, e sono quindi decisamente inadeguate a coordinare e rendere più efficace l’azione di controllo degli animali selvatici da parte degli Atc, sia in termini di tutela dei redditi degli agricoltori, falcidiati dal libero scorrazzare dei cinghiali nei campi agricoli, sia in termini di riduzione del rischio che questi animali rappresentano per tutti i cittadini sulle strade. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono stati superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. http://www.bologna.coldiretti.it/caccia-finalmente-approvato-piano-faunisto-in-ritardo-di-oltre-2-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124399430 Wed, 07 Nov 2018 14:48:36 GMT TASSE RIFIUTI: EMILIA ROMAGNA, SOSTEGNO ALL’AGRITURISMO   MENTRE CRESCE IL TURISMO, LA REGIONE ACCOGLIE LA RICHIESTA COLDIRETTI Sostenere la multifunzionalità delle imprese e incentivare l’agriturismo in un momento di crescita della domanda turistica in Emilia Romagna (+5,1% gli arrivi totali nei primi otto mesi del 2018). È l’obiettivo di un provvedimento della Regione Emilia Romagna pubblicato sul Bollettino ufficiale di oggi, che ha accolto la richiesta di Coldiretti Emilia Romagna di modificare e ridurre la tassa dei rifiuti per gli agriturismi tenendo conto delle peculiarità di questa attività che non si svolge tutti i giorni per tutto l’anno e non produce rifiuti in tutti i locali aziendali, ma ha una minor produzione di scarti grazie alla filiera corta in quanto gli alimenti sono prodotti direttamente in azienda, senza confezioni da smaltire. Il provvedimento accoglie le richieste di Coldiretti sia per quanto riguarda le aziende agricole in generale, esonerando le serre non aperte al pubblico, sia sul piano degli agriturismi, parificando questi ultimi ai chioschi stagionali. In pratica agli agriturismi verranno applicate le stesse riduzioni previste per locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale e non continuativo, ma ricorrente. Pertanto l’attività agrituristica potrà beneficiare di un tassazione ridotta. Si tratta di un intervento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che per le imprese agrituristiche significa risparmiare migliaia di euro di tasse ogni anno (le tasse sui rifiuti secondo stime Coldiretti incidono dal 2 al 5 per cento dei costi dell’agriturismo), liberando risorse per gli investimenti e l’occupazione, favorendo l’ampliamento delle offerte aziendali e migliorando i servizi a disposizione degli utenti. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – operano 1.167 agriturismi con quasi 10 mila posti letto e 30 mila coperti per la ristorazione e oltre 500 piazzole di sosta per camper e roulottes. http://www.bologna.coldiretti.it/tasse-rifiuti-emilia-romagna-sostegno-all-agriturismo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124343171 Mon, 05 Nov 2018 11:50:26 GMT INVESTIMENTI: EMILIA ROMAGNA, MANCANO 18 MILIONI PER LATTE E FORMAGGI BERTINELLI (COLDIRETTI) SETTORI FONDAMENTALI PER OCCUPAZIONE E SVILUPPO Trovare le risorse per evitare che la filiera del latte e dei formaggi in Emilia Romagna perda la possibilità di investimenti previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr). È la richiesta che Coldiretti Emilia Romagna fa alla Regione dopo aver rilevato che su 19 progetti di filiera ammessi a finanziamento, ci sono risorse per finanziarne solo 11. “Mancano – spiega il presidente di Coldiretti regionale, Nicola Bertinelli – 18 milioni per finanziare progetti di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in quanto interessa cooperative e privati in settori chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Reperire i fondi mancanti, recuperandoli da altre misure non completamente utilizzate del Psr o da altre fonti, significherebbe attivare un volano economico di oltre 50 milioni di euro di investimenti che contribuirebbero a generare una ricaduta positiva in un settore di eccellenza della nostra regione, favorendo l’occupazione e un beneficio sociale ed economico per tutto il territorio da Piacenza a Rimini, in particolare per le aree di montagna dove sono presenti molti allevamenti e strutture di lavorazione e trasformazione”. Se non venissero trovate le risorse necessarie – spiega Coldiretti Regionale – il settore lattiero caseario, che rappresenta in termini di produzione agricola quasi un terzo della Plv dell’Emilia Romagna, sarebbe l’unica filiera agroalimentare regionale finanziata a metà, in quanto per tutte le altre filiere, dall’ortofrutticola alla cerealicola, dalle carni suine al vitivinicolo, sono stati finanziati tutti i progetti ammissibili. “I finanziamenti mancanti – ha concluso Bertinelli – diventano fondamentali per favorire l’ammodernamento delle aziende agricole e dei caseifici, incrementandone la redditività attraverso l’innovazione per una maggiore coesione di filiera e sviluppando contemporaneamente anche l’indotto”. http://www.bologna.coldiretti.it/investimenti-emilia-romagna-mancano-18-milioni-per-latte-e-formaggi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123828384 Mon, 05 Nov 2018 11:46:57 GMT CONSUMI: PREMIARE LE AZIENDE CHE UTILIZZANO ZUCCHERO NAZIONALE  COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA PROPONE SGRAVI FISCALI AL MINISTRO CENTINAIO Premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano per contrastare le multinazionali francesi e tedesche che puntano ad azzerare la produzione saccarifera italiana con vendite sottocosto del loro prodotto. L’idea è di Coldiretti Emilia Romagna che al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ha proposto al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di adottare sgravi fiscali per tutti quegli operatori, industrie e artigiani che utilizzano lo zucchero nazionale nei loro prodotti. Dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – sono necessari interventi per contrastare lo strapotere delle cinque grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto saccarifero nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. A rischio – afferma Coldiretti regionale – c’è l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. A difendere la produzione italiana di zucchero – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero. Da parte sua, il ministro Centiniaio a Cernobbio ha assicurato che “l’Italia tonerà alla carica presso l’Unione europea per dare risposte al settore”. http://www.bologna.coldiretti.it/consumi-premiare-le-aziende-che-utilizzano-zucchero-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124343027 Mon, 05 Nov 2018 11:45:54 GMT ZUCCHERO: A RISCHIO 7.000 AZIENDE E 25.000 POSTI TRA EMILIA E VENETO  IN ITALIA STRANIERI 4 PACCHI SU 5, MA CONSUMATORE NON LO SA A rischio l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE. A difendere la produzione italiana di zucchero – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Ad un anno dalla fine del regime delle quote si registra come le aziende produttrici di zucchero e conseguentemente gli agricoltori della filiera abbiano totalmente perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della GDO. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti regionale – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. In pratica – rileva Coldiretti – in Italia oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. Per difendere la produzione italiana – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero. La produzione di zucchero 100% italiano – sottolinea la Coldiretti – è una priorità strategica per sventare incrementi ingiustificati dei prezzi a causa di un sempre maggiore oligopolio straniero, per evitare rischi di carenze di scorte del prodotto per l’industria agroalimentare italiana considerato che a livello internazionale il consumo è previsto in aumento a tassi compresi tra il 2% e il 3% all'anno per i prossimi 10 anni e – conclude Coldiretti – permette di conservare la quota di Pil generato dalla filiera evitandone trasferimento a favore di altri Paesi in un momento storico in cui l’Italia ha necessità di ricorrere a tutte le proprie risorse per ricominciare a correre sulla strada dello sviluppo economico. http://www.bologna.coldiretti.it/zucchero-a-rischio-7-000-aziende-e-25-000-posti-tra-emilia-e-veneto.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123737714 Tue, 16 Oct 2018 12:54:42 GMT INCARICHI: COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA, NICOLA BERTINELLI NUOVO PRESIDENTE  STORICO CAMBIO DELLA GUARDIA, MAURO TONELLO LASCIA DOPO 20 ANNI Storico cambio della guardia alla presidenza di Coldiretti Emilia Romagna. Dopo vent’anni, Mauro Tonello lascia la guida della maggiore organizzazione agricola regionale e al suo posto subentra Nicola Bertinelli, 45 anni, imprenditore agricolo di Medesano (PR). Lo hanno eletto i delegati all’assemblea regionale di Coldiretti in rappresentanza delle 48 mila aziende associate. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. L’azienda lavora 160 ettari di terreno dove si producono i foraggi freschi per gli oltre 700 capi di razza Frisona, Vacca Rossa reggiana e Vacca Bruna, che danno il latte di alta qualità necessario per la produzione di Parmigiano Reggiano. Oggi l'azienda Bertinelli è un modello di azienda multifunzionale che copre l'intera filiera produttiva del “Re dei Formaggi”, dalla produzione di foraggi all'allevamento di bovine, dal latte alla trasformazione in caseificio, fino alla stagionatura e vendita diretta. Dall'aprile del 2017 Bertinelli è anche presidente del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano. Dopo l’elezione, il neo-presidente ha ringraziato l'assemblea per la fiducia accordatagli e si è detto "onorato di esser stato eletto nel nuovo incarico e di sentirsi profondamente impegnato a rispondere alle aspettative riposte in lui. Durante il mio mandato – ha detto Bertinelli – lavorerò in squadra con tutta la giunta, il consiglio direttivo e il direttore Marco Allaria Olivieri per valorizzare le nostre produzioni agricole al fine di incrementare il reddito delle imprese". Al momento del passaggio di consegne con il predecessore Mauro Tonello, Bertinelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. “Nei vent’anni della sua presidenza – ha detto – ha guidato l’organizzazione in un momento di cambiamento epocale, in cui l’agricoltura regionale e nazionale è diventata protagonista dell’economia italiana avviando un nuovo rapporto con il mercato, aprendosi alla multifunzionalità e alla valorizzazione della sua distintività, portando le eccellenze alimentari al centro dell’attenzione del consumatore e rivalutando il grande ruolo di tutela dell’ambiente e della sicurezza alimentare”. “L’Emilia Romagna – ha detto Bertinelli – ha una grande responsabilità: è una delle principali agricolture italiane, con 70 mila imprese agricole e con prodotti agroalimentari di fama mondiale, come i 44 prodotti Dop e Igp e i 393 iscritti all’albo dei prodotti tradizionali. Essere alla guida di Coldiretti è un onore, ma anche una grande responsabilità. Sull’identità che ci siamo costruiti presso la società e i consumatori – ha detto il nuovo presidente – dobbiamo creare valore per dare nuova redditività agli imprenditori agricoli, rafforzando i rapporti tra impresa e mercato, da un lato stimolando una ulteriore crescita della multifunzionalità, con le aziende agricole che valorizzano il loro prodotto cercando nuove opportunità sul fronte dell’agriturismo, della vendita diretta e dei mercati contadini. Dall’altro aprendo sempre di più alla filiera con accordi che riequilibrino il rapporto di forza tra aziende agricole, trasformazione e distribuzione, per redistribuire il valore del prodotto in modo equo lungo tutto il percorso dal campo alla tavola. Si tratta – ha proseguito Bertinelli – di una strada già intrapresa da Coldiretti con Campagna Amica per quanto riguarda la multifunzionalità e con gli accordi di filiera nei vari settori, dai cereali alla carne, al burro. Il tutto con la garanzia dell’etichettatura dell’origine del prodotto agricolo che, grazie al costante impegno di Coldiretti, negli ultimi anni è diventato obbligatorio per una larga parte di prodotti, dai derivati di pomodoro alla pasta, dal latte e i formaggi, dalla carne bovina e di pollo alla frutta e verdura freschi. Lavoreremo perché si possa arrivare alla trasparenza anche per gli altri alimenti privi di etichetta d’origine come i salumi, la carne e la frutta trasformate, il pane. Non mancheremo poi all’appuntamento con le problematiche ambientali: l’attività agricola è un vero presidio per il territorio, contro il dissesto idrogeologico e contro gli incendi, per la salvaguardia del suolo. Sarà nostra cura operare per assicurare la presenza degli agricoltori nelle zone collinari e montane e mantenerle vive e vitali. Chiediamo ovviamente che la collettività e le istituzioni facciano la loro parte, assicurando un maggiore controllo della presenza degli animali selvatici in queste aree”. “Il territorio – ha concluso il neo-presidente – deve diventare la nostra casa e la nostra impresa, in una visione a tutto tondo, con sinergie tra tutti i settori produttivi e commerciali per cui le eccellenze che ci caratterizzano, dalla food valley alla motor valley, fino alle città d’arte diventino non solo un luogo da visitare, ma un territorio in cui investire attirando anche capitali esteri. Così si creerà valore aggiunto e quindi reddito e posti di lavoro, realizzando un modello sostenibile basato sulla qualità dell’ambiente e qualità della vita”. Nella sua attività il nuovo presidente sarà affiancato dal nuovo consiglio direttivo che sarà composto dai presidenti provinciali di Coldiretti: Valentina Borghi (Bologna - vicepresidente), Nicola Dalmonte (Ravenna - vicepresidente), Floriano Tassinari (Ferrara), Massimiliano Bernabini (Forlì-Cesena), Luca Borsari (Modena), Nicola Bertinelli (Parma), Marco Crotti (Piacenza), Guido Cardelli Masini Palazzi (Rimini); dai consiglieri Marco Bianchi, Paolo Cavazzuti, Luca Cotti, Andrea Ferrini, Marco Gambi, Luigi Maccaferri, Andrea Minardi; Gianni Paganini. Del consiglio direttivo fanno parte di diritto i responsabili dei movimenti: Luciana Pedroni (Donne Impresa), Paolo Monari (pensionati) e Andrea Degli Esposti (Giovani Impresa). In Emilia Romagna Coldiretti rappresenta 48.000 imprese agricole per un totale di oltre 100 mila associati ed è capillarmente presente sul territorio attraverso 9 Federazioni provinciali, oltre 60 uffici zona, 340 sezioni comunali, 200 recapiti. http://www.bologna.coldiretti.it/incarichi-coldiretti-emilia-romagna-nicola-bertinelli-nuovo-presidente.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123616924 Fri, 12 Oct 2018 16:57:46 GMT IL VILLAGGIO CONTADINO DELLA COLDIRETTI Da Venerdì 5 a Domenica 7 Ottobre dalle ore 8,00 al Circo Massimo di Roma Ingresso stampa via dell’Ara massima di Ercole IL VILLAGGIO CONTADINO DELLA COLDIRETTI #stocoicontadini Per la prima volta la grande bellezza delle mille campagne italiane conquista la Capitale con il Villaggio della Coldiretti su 80mila metri quadrati per vivere un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, tra gli uccelli per imparare l’antica arte del falconiere, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, nella capanna dei pastori o nelle fattorie didattiche dove i bambini possono imparare a pigiare l’uva, a impastare il pane o a fare l’orto (su www.coldiretti.it il programma). L’appuntamento è a Roma al Circo Massimo dove accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni a partire dalle ore 8,00 di Venerdì 5 Ottobre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy, per tutto il week end. Alla tre giorni in rappresentanza delle istituzioni parteciperanno tra gli altri i Vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Sindaco di Roma Virginia Raggi insieme al Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Segretario Generale Vincenzo Gesmundo. Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica che presenterà la piu’ grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia. Dalla capra Valdostana con le lunghissime corna alla pecora Comisana dalla testa rossa, ci saranno esemplari sopravvissuti lungo tutta la Penisola come la mucca Agerolese dal mantello nero dalla quale si ottiene il latte per il gustoso provolone del monaco o il Mucco Pisano, ma anche il maiale di nero dei monti Lepini considerata una razza “reliquia” e quello di Cinta senese dalla curiosa fascia bianca sul manto scuro e i cavalli Persano, Maremmano, Tolfetano e i simpatici Haflinger altotesini dalla folta e setosa criniera di colore chiaro, insieme a decine di altre razze in pericolo anche di oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana. Simbolo della giornata è pero’ l’asino italiano che dopo aver rischiato l’estinzione è tornato prepotentemente nelle diverse razze da quello dell’Amiata, a quello dell’Asinara, da quello sardo a quello d Martina Franca e molti altri. Ma sarà possibile conoscere i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati”, dai fagioli del Purgatorio di Gradoli alla patata Cojonaria del Friuli, dalla pera Angelica di Serrungarina al barattiere che, consumato acerbo, trova spazio in insalate o senza condimento e ricorda un po’ il cetriolo, dal Conciato Romano, formaggio dell’antichità ancora prodotto in anfore, al formaggio Ainuzzi, plasmato in forme di animali come cervi, daini e capre e strettamente legato alle tradizioni religiose di Agrigento e molti altri. E gli antichi mestieri con intagliatori, lanai, cappellai e ceramisti. #STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, dalla carne servita nelle bracerie ai galletti, dagli arrosticini abruzzesi all’abbacchio (fritto) Igp del Lazio, ma sarà possibile gustare i più pregiati salumi e formaggi italiani o scoprire le differenze tra le patate fritte rosse di Colfiorito Igp e quelle dell’Alto viterbese Igp o del Fucino Igp. Una occasione unica per assaggiare nei diversi gusti la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, ma anche lo street food green, dalle olive all’ascolana al pesce al cartoccio, dalla torta al testo e prosciutto alla pizza bianca con la mortadella. Tra i dolci la crema fritta al gelato di latte d’asina, i babà, i cannoli e i maritozzi con la panna 100% italiana. E ancora degustazione guidata dei vini nelle enoteche, dell'olio nell'oleoteca e di birre agricole, ma anche la possibilità di assistere dal vivo al miracolo della trasformazione delle olive in extravergine, del grano in focaccia e dell’orzo in birra o di seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna. Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove o acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri con aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli. Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio ma ci sarà anche pompieropoli con un coinvolgente percorso per i piu’ piccoli con tuffi sul telo, ponte tibetano, trave basculante, parete da arrampicata, teleferica e azioni antincendio, anche per imparare a rispettare e a difendere il bosco italiano. Saranno presenti esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti. http://www.bologna.coldiretti.it/il-villaggio-contadino-della-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123410635 Fri, 05 Oct 2018 15:38:06 GMT CARICHE: COMPLETATA LA SQUADRA DI GOVERNO DI COLDIRETTI BOLOGNA ELETTA LA GIUNTA, LUIGI MACCAFERRI E ANDREA DEGLI ESPOSTI VICEPRESIDENTI Completata la squadra di governo di Coldiretti Bologna. Dopo l’elezione del neo-presidente Valentina Borghi, prima donna alla guida dell’organizzazione bolognese, il consiglio ha eletto i nuovi vice-presidenti. L’incarico è andato a Luigi Maccaferri, imprenditore agricolo di Crevalcore, che conduce un’azienda a indirizzo estensivo e colture da seme, e Andrea Degli Esposti, delegato di Coldiretti Giovani Impresa a livello provinciale e regionale, titolare di una azienda multifunzionale a Monghidoro, con allevamento bovino, colture cerealicole e agriturismo. A completare la giunta direttiva sono stati eletti gli imprenditori Gabriele Cristofori di Casteguelfo, Antonio Ferro di Imola, Alberto Rodeghiero di Baricella, Aldo Rizzoglio di Castenaso. Astro Turrini di Casalfiumanese, Andrea Menetti di Loiano. Oltre al presidente e ai due vicepresidenti fanno parte di diritto della giunta la responsabile di Coldiretti donne imprese Fabiola Zoffoli (Imola) e il presidente dell’associazione pensionati Paolo Monari (Dozza). “Dal completamento della governance – ha detto il direttore di Coldiretti Bologna, Marco Allaria Olivieri – emerge una organizzazione che ha dato spazio ai giovani, come dimostra l’età media dei dirigenti che è passata dai 52 ai 44 anni, ed è pronta a raccogliere le sfide più importanti per l’agricoltura: dalla valorizzazione delle produzioni con l’etichettatura obbligatoria dell’origine degli alimenti alla realizzazione di accordi di filiera, dalla crescita della multifunzionalità alla semplificazione della burocrazia”. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/cariche-completata-la-squadra-di-governo-di-coldiretti-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123410521 Fri, 05 Oct 2018 15:34:28 GMT CAMBIO AL VERTICE DI COLDIRETTI BOLOGNA, VALENTINA BORGHI PRESIDENTE PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA GUIDA LA MAGGIORE ORGANIZZAZIONE AGRICOLA Cambio al vertice di Coldiretti Bologna. Valentina Borghi, imprenditrice agricola di Minerbio è la prima donna eletta alla presidenza della maggior organizzazione agricola provinciale dall’assemblea dei delegati riuniti a Bologna. La Borghi subentra all’imolese Antonio Ferro che ha guidato la Coldiretti bolognese negli ultimi dieci anni. Laureata in Economia aziendale con un master alla Cattolica di Milano su Piccole e Medie Imprese e Transizione generazionale, la nuova presidente conduce in società con i genitori la “Valentina Funghi” un’impresa agricola in comune di Minerbio con 63 ettari di seminativi e oltre 20 mila metri quadrati di serre dove produce funghi. L’azienda, che impiega 120 dipendenti, è particolarmente attenta all’agricoltura green: produce funghi biologici e buona parte dell’energia aziendale è ottenuta da impianti fotovoltaici. Da sempre sostenitrice della vendita diretta, la Borghi commercializza i suoi funghi in tutta Italia, ma è anche impegnata nella vendita sul territorio bolognese partecipando ai mercati di Campagna Amica, la rete di vendita diretta di Coldiretti. Nell’accettare l’incarico per il mandato 2018-2022, Valentina Borghi ha ringraziato il predecessore Antonio Ferro di cui ha ricordato “l’impegno a tutelare le imprese agricole con una politica di filiera che assicurasse alle aziende un reddito adeguato per le loro produzioni. Sarà mia cura – ha detto la neo-presidente – rafforzare la politica di filiera portata avanti da Coldiretti a livello nazionale, sviluppare la multifunzionalità delle aziende, soprattutto in zone svantaggiate dove la presenza dell’agricoltura è più difficile, ma è importante per tutta la collettività in quanto contribuisce a mantenere l’equilibrio del territorio ed evitare il dissesto idrogeologico. Per questo mi batterò per le esigenze delle aziende di montagna e per la loro lotta quotidiana contro le avversità di queste aree, a partire dalla necessità del contenimento degli animali selvatici che nel nostro Appennino sono ormai fuori controllo. Il mio impegno sarà realizzare un lavoro di squadra con tutti i colleghi di giunta e consiglio, con il direttore Marco Allaria Olivieri e con tutta la struttura, valorizzando le competenze di ciascuno. L’obiettivo sarà assicurare la redditività delle aziende agricole per renderle sempre più efficienti ed economicamente adeguate in modo da assicurare anche un futuro per i tanti giovani che stanno scegliendo di tornare in agricoltura”. In provincia di Bologna, Coldiretti conta oltre 6.000 soci che nelle loro aziende danno lavoro a quasi 5.000 dipendenti. L’assemblea ha eletto anche il nuovo consiglio provinciale che è composto da: Matteo Piccinini Gabriele Cristofori, Mattia Emiliani, Gianluca Gaspari, Roberto Maccaferri, Stefano Bonzagni, Giordano Alpi, Antonio Ferro, Alessandro Zanardi, Alberto Rodeghiero, Roberto Nanni, Aldo Rizzoglio, Astro Turrini, Mattia Dall’Olio, Luigi Maccaferri, Giuliano Zanoni, Marco Romani, Andrea Menetti. Del consiglio fanno parte anche il delegato di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti, la responsabile dei Donne Impresa, Fabiola Zoffoli e il presidente dell’associazione pensionati, Paolo Monari. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/cambio-al-vertice-di-coldiretti-bologna-valentina-borghi-presidente.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123254852 Mon, 01 Oct 2018 09:22:41 GMT CACCIA: IN E-R APRE DOMENICA, SENZA IL PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI 3 ANNI   COLDIRETTI, 150 MILA CINGHIALI SENZA CONTROLLO, RADDOPPIATI DAL 2000 In Emilia Romagna partirà domenica prossima, 16 settembre, la nuova stagione della caccia senza che sia stato approvato il nuovo Piano faunistico-venatorio atteso ormai da tre anni. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che senza le nuove norme manca la possibilità di un più serrato controllo dei cinghiali che metta un freno al proliferare incontrastato di questi animali che nella nostra regione, dal 2000 ad oggi, sono più che raddoppiati raggiungendo i 150 mila esemplari, che scorrazzano liberi per campi e strade, devastando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Il nuovo Piano – informa Coldiretti Emilia Romagna – rafforza l’azione di controllo degli animali anche con l’intervento degli agricoltori provvisti di regolare licenza di caccia, che possono abbattere gli animali su autorizzazione della polizia provinciale. Si tratta di un provvedimento già adottato in altre regioni e che già due anni fa Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto con una grande manifestazione davanti alla Regione, dove erano arrivati più di diecimila agricoltori esasperati dalla continua devastazione dei loro raccolti. Controllare la diffusione di questi animali – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – significa salvaguardare l’incolumità delle persone e la sicurezza dei trasporti sulle strade, nonché prevenire pesanti danni alle produzioni agricole e all’ecosistema. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. Il nuovo Piano faunistico – afferma Coldiretti Emilia Romagna – diventa fondamentale per interventi di controllo dei cinghiali in collina e montagna, in caso di superamento di determinati livelli di danni alle colture, e per l’eradicazione di questi animali nelle zone di pianura a nord della via Emilia. http://www.bologna.coldiretti.it/caccia-in-e-r-apre-domenica-senza-il-piano-faunisto-in-ritardo-di-3-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122791520 Mon, 17 Sep 2018 08:22:08 GMT SANA Giornata di formazione e aggiornamento per i funzionari di Coldiretti Emilia Romagna. L’occasione è stata di presentazione del portale del socio allo stand di Coldiretti del Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, alla cui inaugurazione è intervenuto il presidente nazionale Roberto Moncalvo. Grazie alla disponibilità degli esperti di Bluarancio, un apposito momento nell’ambito della fiera è stato dedicato alla presentazione del portale per i funzionari del front-line che giornalmente vivono a contatto con gli associati. Il portale del socio – ricorda Coldiretti – è un sito riservato alle aziende associate per facilitarne l’attività d’impresa. Dal Quaderno di Campagna digitale alla fatturazione elettronica, il Portale mette a disposizione degli agricoltori uno strumento digitale innovativo che anticipa i nuovi orientamenti in materia di gestione aziendale con il vantaggio di essere perfettamente integrato con il sistema Coldiretti. Come registrarsi Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” basterà inserire il numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale. Cosa trovi sul Portale del Socio Con il Portale del Socio potrai avere il Quaderno di Campagna digitale che ti permette di registrare i trattamenti diretta- mente in campo da smartphone e tablet oppure da pc. Grazie alla perfetta integrazione con il fascicolo aziendale il programma diventa un prezioso strumento di lavoro consentendo di gestire il piano colturale, il magazzino degli agrofarmaci, i trattamenti, i diserbi, le fertilizzazioni (con controlli automatici e completi in tempo reale rispetto alle etichette e ai disciplinari) e tutte le lavorazioni, l’irrigazione, le macchine e molto altro. Ma il Quaderno di Campagna digitale rende più semplice anche la domanda Pac e riduce il rischio di sanzioni e tagli ai premi comunitari. Inoltre mette a disposizione strumenti in grado di gestire la produzione bio, i piani di fertilizzazione, la cartografia, le etichette e tutto ciò che è legato, in generale, alla produzione e alla normativa vigente. Sul Portale trovi anche il Digit - Fatturazione digitale - che ti offre la gestione digitalizzata delle fatture e dell’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa grazie a un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini, clienti e fornitori, direttamente da pc, tablet o smartphone. Inoltre, avrai a disposizione fino a 200 fatture elettroniche (B2B). Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. L’agenda on line gratuita e personalizzabile ti avvisa delle scadenze d'impresa mentre nella sezione Notizie hai in anteprima news e approfondimenti su normative e mercati. Il sito contiene anche informazioni sui bandi del Piano di sviluppo rurale (Psr) della tua regione, notizie, il meteo del tuo territorio, convenzioni riservate ai soci e molto altro. E ulteriori servizi sono in arrivo. http://www.bologna.coldiretti.it/sana.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122791109 Mon, 17 Sep 2018 08:19:04 GMT MALTEMPO: IN EMILIA ROMAGNA DIMEZZATO SEME DI ERBA MEDICA CERTIFICATO SUL MERCATO DILAGA PRODOTTO NON CERTIFICATO, APPELLO ALLA BORSA MERCI Il maltempo che questa estate ha colpito i campi dell’Emilia Romagna ha causato danni anche al seme di erba medica, una produzione in cui la nostra regione coltivando il 50 per cento dei circa 40 mila ettari seminati in Italia. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che il seme di erba medica è una produzione di elevata qualità, che in Italia deve essere tutto certificato per produrre foraggio necessario all’alimentazione degli animali che producono latte e carni di pregio. A causa di bombe d’acqua, grandine e nubifragi di inizio estate – informa Coldiretti – la produzione di seme di erba medica quest’anno si è più che dimezzata rispetto al 2017, quando il raccolto fu molto abbondante. Al danno della scarsa produzione – spiega Coldiretti Emilia Romagna – si aggiunge anche la beffa della presenza sul mercato italiano di seme non certificato (che viene normalmente dovrebbe essere inviato solo all’estero, dove non sono richieste le certificazioni) che mette in difficoltà il prodotto di qualità. Quotare in borsa seme non certificato è come quotare un'auto di cui non si sa né marca né cilindrata né le prestazioni ed è assolutamente fuorviante per il vero mercato. Per evitare quella che si configura come una concorrenza sleale, Coldiretti Emilia Romagna ha chiesto alla Borsa Merci di Bologna di non quotare più nei propri listini il seme non certificato in modo da contenere il diffondersi di questo prodotto sul mercato italiano. Il seme di erba medica certificato – sottolinea Coldiretti – assicura produzioni di alta qualità necessari all’alimentazione di bovini e ovini che producono latte destinato a prodotti Dop come il Parmigiano Reggiano e a prodotti tradizionali come il Pecorino del Pastore dell’Appennino emiliano romagnolo, o anche le carni della vacca romagnola e dell’agnello Igp del centro Italia (prodotto in Romagna). Inoltre l’erba medica, inserita nella rotazione del mais e dei cereali in genere, riduce le infestanti nei terreni coltivati a cereali, con una significativa riduzione dell’uso di diserbanti. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-in-emilia-romagna-dimezzato-seme-di-erba-medica-certificato.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122573859 Tue, 11 Sep 2018 08:19:47 GMT AMBIENTE: COLDIRETTI, CINGHIALI A SPASSO IN CITTA’, SONO 1 MLN Con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia la presenza dei cinghiali nelle piccole e grandi città ormai non è piu’ purtroppo una curiosità ma un rischio concreto per i cittadini, anche a causa dei numerosi incidenti stradali. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le ultime segnalazioni di branchi di cinghiali a spasso nelle città dalla Capitale sulla Cassia al quartiere San Paolo di Bari, che fanno seguito a numerosi avvistamenti lungo tutta la Penisola. Negli ultimi dieci anni – sottolinea la Coldiretti – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime della Coldiretti. La sicurezza nelle aree rurali ed urbane e – denuncia la Coldiretti – è in pericolo per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per danni stimati in centinaia di milioni di euro nell’ultimo decennio, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime. Non è quindi piu’ solo una questione di risarcimenti ma è diventato – conclude la Coldiretti – un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione. http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-coldiretti-cinghiali-a-spasso-in-citta-sono-1-mln.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122573795 Tue, 11 Sep 2018 08:15:59 GMT BOLOGNA, CENTINAIA DI MIGLIAIA EURO DI DANNI PER GRANDINE SU FRUTTA E UVA  Ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro i danni all’agricoltura nella zona di Sesto Imolese, Medicina e Castel Guelfo, che in un mese è stata colpita per ben due volte dal maltempo, prima con la bomba d’acqua del 21 luglio e ieri pomeriggio dalla grandine. È quanto emerge da un primo monitoraggio di Coldiretti Bologna che ha avviato nelle aree colpite le verifiche per la richiesta dello stato di calamità. Chicchi di grandine della dimensione di grosse noci – informa Coldiretti provinciale – hanno colpito ieri le campagne distruggendo le coltivazioni prossime alla raccolta, in particolare i frutteti, pere, mele e kiwi soprattutto. La grandine si è accanita in modo particolare nelle frazioni imolesi di Sesto e Spazzate Sassatelli, nel comune di Medicina e in maniera meno pesante, ma ugualmente dannosa, nella zona di Castelguelfo, dove la grandine era mista ad acqua. La grandine – spiega Coldiretti Bologna – è uno dei eventi più temuti dagli agricoltori in questo momento perché rischia di far perdere un intero anno di lavoro in pochi minuti. In questi giorni è stata appena avviata la raccolta delle uve precoci, mentre è al via quello delle mele e delle pere. Per queste ultime la quantità di grandine che si è abbattuta sui frutteti in maniera più violenza ha fatto cadere a terra i frutti e quelli che sono rimasti sugli alberi sono completamente rovinati, distruggendo il lavoro di un intero anno. Siamo di fronte – sottolinea Coldiretti Bologna – ad un cambiamento del clima che negli decenni ha portato ad una maggiore frequenza degli eventi estremi e ad un sfasamento delle stagioni che comporta rischi pesanti per i nostri agricoltori, per i quali diventa fondamentale l’adozione di adeguate coperture assicurative per far fronte ad eventi sempre più imprevedibili. Info: Carlo Cavallina 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/bologna-centinaia-di-migliaia-euro-di-danni-per-grandine-su-frutta-e-uva-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121831393 Mon, 27 Aug 2018 08:11:02 GMT INCONTRO PER I CONTRATTI CHE VALORIZZANO IL GRANO BOLOGNESE                                              27 agosto 2018 alle ore 20.30                                              Imola Via Provinciale Selice 43                                                28 agosto 2018 ore 20.30                                          San Giorgio di Piano via Centese 5/3                                      presso le sedi del Consorzio Agrario dell’Emilia                  INCONTRO PER I CONTRATTI CHE VALORIZZANO IL GRANO BOLOGNESE Mentre cresce la domanda di grano nazionale per produrre pasta e dolci 100% italiani, per cogliere appieno i cambiamenti in atto nel mercato, Coldiretti Bologna promuove due incontri sulle opportunità offerte ai produttori bolognesi di cereali dall’arrivo di nuovi contratti che riconoscono la qualità del grano del territorio. Si tratta di contratti – spiega Coldiretti Bologna – che valorizzano tutte quelle caratteristiche che distinguono il prodotto locale dal prodotto generico e indistinto di importazione, con accordi di filiera che vanno dal seme alla commercializzazione e trasformazione, che coinvolgono strutture come la Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, e il Consorzio Agrario dell’Emilia. In provincia di Bologna sono interessate circa 3.500 aziende, per un superficie totale, tra grano tenero e duro, di oltre 37 mila ettari e una produzione complessiva di circa 2,8 milioni di quintali di grano. Gli incontro si svolgeranno a Imola il 27 agosto 2018 alle ore 20.30 presso la sede del Consorzio Agrario dell’Emilia, in via Provinciale Selice 43 e a San Giorgio di Piano il 28 agosto 2018 ore 20.30 presso il Consorzio Agrario dell’Emilia in via Centese 5/3. Agli incontri interverranno il presidente di Coldiretti Bologna e presidente del Consorzio Agrario dell’Emilia, Antonio Ferro, il direttore di Consorzio Agrario dell’Emilia, Ivan Cremonini, il presidente di Sis, Mauro Tonello. Nelle due serate si parlerà della crescente domanda da parte dei consumatori di garanzia di italianità della pasta acquistata, come dimostra la rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale del grano impiegato, da pasta Ghigi a Sgambaro, a Voiello. Verranno presentati gli accordi per i grani antichi, come il grano duro Senatore Cappelli, e per i grani teneri, come il Giorgione che è alla base del primo panettone e colomba pasquale al 100% italiani. Verrà inoltre presentato anche il più grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo in termini di quantitativi e superfici che vedono protagonisti Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e il Gruppo Casillo. Info: Carlo Cavallina 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/incontro-per-i-contratti-che-valorizzano-il-grano-bolognese.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121710713 Fri, 24 Aug 2018 10:45:10 GMT VENDEMMIA EMILIA ROMAGNA AL VIA CON I VOUCHER   PRODUZIONE IN AUMENTO E OTTIMA QUALITÀ Al via in Emilia Romagna la vendemmia, che si apre con il ritorno dei voucher che assicurano al settore uno strumento a bassa burocrazia, agile e flessibile che semplifica le procedure per l’assunzione di manodopera per periodi limitati. Lo comunica Coldiretti regionale annunciando che la vendemmia 2018 in Emilia Romagna segna anche il ritorno alla “normalità” produttiva dopo il crollo quantitativo (–23%) causato dalle bizze meteorologiche del 2017. Come ormai avviene da quasi dieci anni – informa Coldiretti regionale – il periodo di inizio raccolta è anticipato di una decina di giorni, mentre la produzione di vino dovrebbe tornare a circa 7 milioni di quintali, con una qualità di ottimo livello grazie anche al sole che ha caratterizzato le ultime settimane di maturazione. È già avanti, secondo Coldiretti regionale, la vendemmia delle uve destinate alla spumantizzazione (Pinot, Chardonnay, Moscato) ed è pronta al via la raccolta dei vini bianchi classici: Albana, Trebbiano, Pignoletto, Ortrugo, Malvasia, per ricordare i più importanti. Nella prima decade di settembre inizierà anche la vendemmia delle uve per i vini rossi, dal Sangiovese al Gutturnio, dal Lambrusco al Merlot, fino al Cabernet che chiude la vendemmia. A livello quantitativo la maggior crescita produttiva sarà in Romagna dove, a parte per le aziende colpite dalle grandinate di fine giugno-inizi luglio, la produzione è in aumento su tutte le varietà di vino; nel bolognese crescono i bianchi, in leggero calo i rossi; produzione nella norma a Ferrara e Piacenza e Parma; I lambruschi sono in aumento di circa il 15% sia a Reggio, sia Modena, anche se in quest’ultima provincia, nella zona pedemontana si registrerà un leggero calo produttivo. La qualità delle uve di quest’anno è la base per vini di ottima qualità. Il 48,9 per cento dei vini dell’Emilia Romagna – sottolinea Coldiretti regionale – è destinata alla produzione di vini Doc (21,4%), Igt (27,5%), mentre la restante percentuale (51,1%) è destinata a vini da tavola e vini varietali. I vini Doc sono 18, quelli Igt 9, mentre due vini (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi) hanno la denominazione di origine controllata e garantita (Docg). In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – ci sono 51 mila ettari di vigneto, coltivati da 19 mila aziende, più di un terzo delle quali (35%) vende direttamente al consumatore. Quello della vendita diretta del vino – commenta Coldiretti Emilia Romagna – è una tendenza in continuo aumento negli ultimi anni anche come risposta alle richieste dei consumatori di conoscere personalmente il produttore, scoprire le caratteristiche del prodotto e visitare il territorio di origine. Il comparto vitivinicolo in Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – rappresenta oltre il 6% della Plv regionale, dà lavoro a 150 mila addetti e nel 2017 ha contribuito alle esportazioni per un valore di oltre 320 milioni di euro. http://www.bologna.coldiretti.it/vendemmia-emilia-romagna-al-via-con-i-voucher.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121670640 Thu, 23 Aug 2018 11:42:29 GMT DECRETO DIGNITÀ: EMILIA ROMAGNA, BENE I VOUCHER PER FRUTTA E VENDEMMIA  RECUPERATI 10MILA POSTI DI LAVORO IN AGRICOLTURA Saranno la campagna di raccolta frutta e la vendemmia le attività che maggiormente beneficeranno del ritorno dei voucher in agricoltura. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito all’approvazione dell' emendamento sui voucher nel DL “Dignita” che riapre le porte all’utilizzo dei voucher proprio a partire con le attività agricole principali  dell’estate. Con i voucher – sottolinea Coldiretti regionale – circa 10 mila posti di lavoro occasionale possono essere riportati in trasparenza in Emilia Romagna. “Con il loro ritorno in agricoltura – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romana, Mauro Tonello – si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari erano e restano soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali”. “E’ importante – precisa il direttore regionale, Marco Allaria Olivieri – assicurare al settore uno strumento semplificato, agile e flessibile che risponda soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia capace di garantire forme di tutela dei lavoratori ed integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui se ne sente particolare bisogno”. La normativa che aveva sostituito i voucher – ricorda Coldiretti regionale - è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro innanzitutto per effetto di un eccesso di inutile burocrazia. I voucher – ha ricordato Coldiretti Emilia Romagna – erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura – sottolinea ancora l’organizzazione – è stata l’unico settore che è rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito) a differenza di altri settori. Non è un caso – precisa Coldiretti Emilia Romagna – che il numero di voucher impiegati nelle campagne dell’Emilia Romagna siano rimasti stabili e addirittura in calo, passando dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai circa 350 mila dell’ultimo anno di applicazione (solo il 2,6% del totale). http://www.bologna.coldiretti.it/decreto-dignita-emilia-romagna-bene-i-voucher-per-frutta-e-vendemmia.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=121578906 Tue, 21 Aug 2018 09:10:59 GMT ONU: GRASSI E ZUCCHERI, ATTACCO A PRODUZIONI DI QUALITÀ EMILIA ROMAGNA Ancora una volta a finire sotto scacco sono i prodotti principe del made in Italy e della dieta mediterranea. È questo il commento di Coldiretti Emilia Romagna all’annuncio che L’Onu e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) vogliono tassare i prodotti alimentari contenenti grassi insaturi, sale e zuccheri per combattere le malattie cardiovascolari, il diabete, il cancro. Ad essere messi sotto accusa ci sono anche prodotti tipici dell’Emilia Romagna, dal Parmigiano Reggiano al prosciutto di Parma, dall’olio d’oliva al vino. L’assurdità di questa guerra santa – commenta Coldiretti Emilia Romagna – è che ad essere colpiti sono quei prodotti della Dieta Mediterranea, riconosciuta proprio dall’Oms come dieta “allunga-vita”, che ha reso l’Italia uno dei Paesi con la popolazione più longeva al mondo e che ha conquistato il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Si tratta – accusa Coldiretti Emilia Romagna – di un altro pesante attacco la made in Italy, come è già avvenuto in Francia e in Inghilterra con le etichette a semaforo. Il fatto più preoccupante è che si crea allarmismo presso i consumatori con il rischio concreto che vengano percepiti come salutari prodotti di scarsa qualità come bibite gassate prive di zucchero, mentre vengono bocciati prodotti ricchi di elementi fondamentali per una dieta equilibrata (vitamine, minerali), come l’olio extravergine, il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma. Si rischia – prosegue Coldiretti regionale – che venga messo in discussione non solo un importante costume alimentare, ma anche un sistema produttivo di qualità che genera in Emilia Romagna un volume d’affari di 14,8 miliardi di euro con 70 mila occupati. http://www.bologna.coldiretti.it/onu-grassi-e-zuccheri-attacco-a-produzioni-di-qualita-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120412764 Wed, 18 Jul 2018 14:26:31 GMT CONSUMO SUOLO: COLDIRETTI, SCOMPARSO 1/4 CAMPAGNE IN 25 ANNI L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare il “Rapporto sul consumo di suolo in Italia dell’Ispra” dal quale emerge che nel 2017 la superficie naturale si e' ridotta di ulteriori 52 km2. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7145 i comuni italiani, ovvero l’88,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – conclude la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola.    http://www.bologna.coldiretti.it/consumo-suolo-coldiretti-scomparso-1-4-campagne-in-25-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120383484 Tue, 17 Jul 2018 16:23:13 GMT OCCUPAZIONE: E-R, CRESCITA RECORD + 4,8% AZIENDE GIOVANI NELLE CAMPAGNE COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA: I VINCITORI DEL PREMIO AZIENDE INNOVATIVE Crescita record di aziende giovani nell’agricoltura, silvicoltura e pesca dell’Emilia Romagna. Nel primo trimestre 2018 hanno raggiunto il numero di 2.199 imprese con un aumento del 4,8% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, raddoppiando perfino la crescita del 2,3% fatta registrare in tutto il 2017. È quanto emerge dalla analisi di Coldiretti Emilia Romagna sui dati del registro delle imprese di Unioncamere e diffusa in occasione del premio per l’innovazione di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna, che ha selezionato tra centinaia di aziende le esperienze imprenditoriali più innovative del 2018, dall’allevamento di animali da lana anallergica alle feste nei campi di canapa, dagli orti coltivati via internet alla bava di lumache per produrre creme per la salute e la cura del corpo, dal food truck per cucinare il pesce in diretta nelle piazze di paese alle erbe infestanti per lenire artriti e artrosi. Nel primo trimestre di quest’anno– rileva Coldiretti regionale – le imprese under 35 totali in Emilia Romagna sono risultate 27.681, con un calo di 1.125 aziende (–3,9%) rispetto allo stesso periodo del 2017. I cali maggiori si sono avuti nel settore delle costruzioni (–681 unità, –11,1%) dei servizi (–473 imprese, –2,6%) e dell’industria (–72 unità, –3,4%). In controtendenza rispetto all’andamento prevalente sono cresciute solo le imprese giovani dell’agricoltura, silvicoltura e pesca con 101 imprese in più (+4,8%), a conferma dell’attrazione che le opportunità offerte dal settore esercitano sui giovani. L’apertura di aziende – specifica Coldiretti Emilia Romagna – riguarda l’agricoltura e la silvicoltura (+74 imprese, +4,4%), ma anche la pesca e l’acquacoltura (+32 imprese, +9,1%). Tra chi fa dell’agricoltura una scelta di vita scommettendo sulla campagna con passione e professionalità – informa Coldiretti Emilia Romagna – la metà è laureata e mediamente i giovani possiedono una superficie agricola superiore del 54% e un fatturato più elevato del 75% rispetto alla media con il 50% in più di occupati per azienda. A caratterizzare le imprese giovanili del settore – ribadisce Coldiretti regionale – è anche il fatto che a quasi 20 anni dall’approvazione della legge che ha rivoluzionato le campagne, la 228 del 2001 (conosciuta come legge di Orientamento) fortemente sostenuta da Coldiretti, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale, avviando attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dall’adottare un albero o un animale all’agricoltura sociale, dalla cura di parchi e giardini ai prodotti per il benessere e la cura della persona. “Abbiamo messo a disposizione dei giovani la grande esperienza di Coldiretti – ha detto il responsabile regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea degli Esposti – per sostenere chi è interessato a impegnare il proprio futuro in agricoltura e cogliere tutte le opportunità che la legge di Orientamento offre alle aziende agricole per l’accesso ai finanziamenti e consentire di superare le tante difficoltà burocratiche nell’avviare una propria impresa”. “I numeri in costante crescita dei nuovi ingressi ci dicono che l’interesse dei giovani verso la scelta imprenditoriale in agricoltura è un fatto quasi epocale e non certo occasionale – ha detto il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri – per questo occorrono politiche da parte delle istituzioni, in primis della Regione, che possano sostenere queste scelte e consolidare le aziende giovani e innovative che costituiranno il futuro produttivo ed ambientale del nostro territorio”: Alle aziende innovative è dedicato il premio per l’innovazione promosso da Coldiretti i cui vincitori finali sono stati premiati presso l’azienda Bertinelli a Noceto (PR). Il premio “Creatività” è andato a Gloria Merli di Marano di Ziano (Piacenza) che ha portato dalle Ande all’Appennino piacentino l’alpaca, un camelide che produce lana anallergica, perché priva di lanolina, dai cui produce guanti, cuffie e maglioni sfruttando i 22 colori naturali di questa lana. A Mosé Padoan di Comacchio (Ferrara) è stato assegnato il premio “Campagna Amica” perché vende direttamente vongole, anguille e pesce azzurro, girando per città e paesi con il suo food truck che gli consente di cucinare sul momento il pesce freschissimo pescato nella notte. Sabrina e Massimiliano Zanelli sono stati premiati per la “Sostenibilità” del loro bosco officinale, dove coltivano ai margini dell’antico Bosco della Mesola di Ferrara piante normalmente ritenute infestanti, che, grazie ad una sapiente distillazione, diventano creme cosmetiche per neonati, sciroppi per il benessere della persona, confetture, il tutto senza chimica, ma solo con il pieno di natura. Il premio “Impresa3.terra” è andato a Sebastiano Tundo di Argenta (Ferrara), ingegnere, figlio di un ingegnere e un medico, tipico esempio di una new entry in campagna che ha scelto la Quinoa, pianta originaria dell’America Latina, parente di spinaci e barbabietola, ricca di proteine vegetali, fibra, antiossidanti e soprattutto gluten free per entrare nel mercato dei superfood, cibi orientati al benessere, sempre più richiesti dai consumatori. Con i suoi asini co-terapeuti a fianco di dottori e infermieri, Gioele Chiari di San Giorgio di Piano (Bologna) ha conquistato il premio “Noi per il sociale”; nella sua azienda intervengono operatori sanitari, educatori, psicologi che utilizzano gli asini e altri animali a sostegno di terapie verso malati psichiatrici e della sfera emozionale. Realizzare orti con dimensioni e prodotti che i clienti scelgono su internet è la geniale trovata di Emanuele Rubinetti di Cesena che si è aggiudicato il premio “Fare Rete”. Attraverso il sito internet “Ortiamo”, Emanuele dà ai clienti la possibilità di realizzare un orto che possono coltivare insieme o farselo coltivare interamente dal titolare, ottenendo in cambio i prodotti coltivati con la sicurezza di consumare alimenti freschi, di stagione e sicuri. Le sei categorie del premio non sono bastate per riconoscere la fantasia e la capacità di innovazione dei giovani perciò sono state assegnate anche cinque menzioni speciali. La menzione “Innovazione di prodotto” è andata Luca Ricci di Faenza (Ravenna) per l’allevamento di chiocciole da cui ricava oltre ai prodotti gastronomici anche creme cosmetiche e sciroppi pediatrici con metodi soft che non stressano le lumache. Sara Ramazzotti di Neviano degli Arduini (Parma) con la produzione di gelato e yogurt ottenuto dal latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano ha ottenuto la menzione speciale “Qualità”. Menzione speciale “Ambiente” per Pietro Campani e Paolo Berretti di Montefiorino (Modena) che pensano in grande sul lungo periodo ed hanno in progetto di piantare 300 mila piante micorrizate per la prodizione di tartufi. Recuperando la Spergola, antico vitigno delle colline reggiane amato da Matilde di Canossa, la Compagnia della Spergola di Reggio Emilia si è aggiudicata la menzione “Valorizzazione economica” per aver riunito cantine ed enti pubblici per la promozione economica, ambientale e turistica del prodotto. Alle cene nel campo di canapa di Marco Bianchi di Coriano (Rimini) è andata la menzione speciale “Marketing”. PREMIO INNOVAZIONE 2018 COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA AZIENDE VINCITRICI E MENZIONI SPECIALI PER L’ EMILIA ROMAGNA Categoria “Creatività” DALLE ANDE AGLI APPENNINI Marano di Ziano (Piacenza) – Azienda “Giuseppina Penna” - Gloria Merli Guanti, sciarpe e cuffie: prodotti “allevati, raccolti e lavorati” grazie al lavoro instancabile della 26enne Gloria Merli in collaborazione con la madre Giuseppina Penna. Le due donne, nella loro azienda a Marano di Ziano, infatti, oltre a coltivare la vite, allevano otto alpaca, mammiferi della famiglia dei camelidi originari del Sud America grazie ai quali si produce la famosa lana soffice e anallergica. La lana di alpaca è infatti priva di lanolina, perciò non infeltrisce e non provoca allergie. Non è tinta perché ha 22 colori naturali, dal bianco puro al fulvo, dalle varie gamme del marrone al grigio fino al nero e agli sfumati. Gloria è segretaria e vicepresidente nazionale della Sia, Società Italiana Alpaca. L’associazione è impegnata nella procedura per il riconoscimento dell’alpaca come animale da reddito su tutto il territorio nazionale e per raggiungere questo obiettivo ha messo a disposizione un servizio di deposito e analisi del Dna per tutti gli alpaca iscritti al registro anagrafico, grazie al prezioso supporto del laboratorio dell’Associazione Italiana Allevatori. Categoria “Campagna Amica” FILIERA TRASPARENTE COME L’ACQUA Comacchio (Fe) – Mosè e B. società cooperativa di Mosè Padoan Quella della cooperativa Mosè e B. è una storia di passione. La società ha sede a Comacchio, regno della pesca e dell’anguilla e Mosè Padoan ha seguito il richiamo del territorio e si è dedicato anima e corpo a questa antica attività. Vongole veraci, anguille e pesce azzurro vengono pescati e venduti direttamente in una filiera cortissima e trasparente nei punti vendita aziendali e nei mercati di Campagna Amica. Mosè in breve tempo si è ritagliato uno spazio di assoluto rilievo nello scenario ittico ferrarese e questo gli ha permesso di ampliare l’attività e dedicarsi anche allo street food. Con il proprio food truck, camioncino che oltre a vendere pesce è attrezzato anche per la cottura, gira per la Provincia proponendo pesce fresco già cucinato secondo la tradizione e pronto al consumo, facendo conoscere a tutti i prodotti tipici e le ricette del suo territorio. Categoria “Sostenibilità” LE INFESTANTI CHE FANNO BENE Mesola (Fe) – Il Bosco Officinale di Sabrina e Massimiliano Zanelli Il Bosco Officinale si trova ai margini di uno dei boschi più antichi d’Italia, il bosco della Mesola. Qui Sabrina e Massimiliano Zanelli, con l’appoggio della madre, coltivano le piante officinali di una volta, quelle che erano quasi scomparse, come ad esempio la camomilla romana. La riscoperta è avvenuta anche grazie al nonno che queste piante conosceva bene e che è vissuto fino a 106 anni senza mai prendere una medicina. Sono ben diciassette le specie officinali coltivate tra cui l’Erigeron Canadensis una pianta originaria del Canada, ma che da secoli ha colonizzato il mondo: è una infestante resistente ai diserbanti, ricca però di sostanze benefiche soprattutto come prodotto drenante che giova anche per artrosi e artriti. L’azienda si è dotata di distillatori di ultima generazione che consentono di ricavare olii essenziali che mantengono tutte le caratteristiche del prodotto originario. Da qui nascono creme cosmetiche per neonati e adulti, sciroppi per il benessere della persona, creme anche per gli animali domestici. L’azienda dispone anche di un laboratorio dove vengono preparate confetture e altri prodotti alimentari di altissima qualità. Il tutto viene venduto online e direttamente nel negozio aziendale, mentre tra i progetti futuri c’è l’apertura di negozi in franchising. L’amore per le piante gli Zanelli amano trasmetterlo. Per questo organizzano corsi di formazione e informazione in azienda e spesso vengono chiamati anche dall’Università per lezioni agli studenti. Categoria “Impresa 3.Terra” SUPERFOOD MADE IN ITALY Argenta (Fe) – azienda agricola di Sebastiano Tundo Ingegnere edile, figlio di un ingegnere e di un medico, Sebastiano Tundo ha avviato un’azienda agricola un po’ per passione, un po’ per desiderio di avere subito una occupazione tutta sua. Per i suoi terreni seminati a cereali (grano, mais) e oleaginose (soia) aveva bisogno di una coltura in rotazione. Ha scelto la Quinoa, una pianta originaria del Sud America che ormai si sta diffondendo in tutto il mondo per le sue peculiarità: è una pianta erbosa, lontana parente di spinaci e barbabietola, ricca di proteine vegetali, fibra e antiossidanti e soprattutto gluten free, insomma in linea con i cosiddetti superfood, cibi orientati al benessere sempre più richiesti dai consumatori. La sua scelta però è stata fatta “scientificamente”, quasi da ingegnere. Sebastiano infatti con una oculata attività di ricerca e selezione ha scelto il tipo di seme più adatto ai terreni del ferrarese. Poi è partito con la coltivazione (tutta biologica), organizzando la sua filiera, a partire dal marchio (Quin), passando per il packaging, fino alla vendita diretta in azienda e online. Categoria “Noi per il sociale” L’ASINO DOTTORE San Giorgio di Piano (Bo) – azienda agricola di Gioele Chiari L’asino come co-terapeuta, affiancato a dottori, infermieri, psicologi. Il desiderio di mettere la sua azienda al servizio del sociale ha spinto Gioele Chiari ad allevare asini (razza meticcia) per rispondere ai bisogni più profondi della disabilità. La pet-therapy già da tempo si sta diffondendo anche in Italia ed è in questo settore che Gioele ha deciso di realizzare il suo impegno sociale. Nella sua azienda intervengono operatori sanitari, educatori, psicologici, veterinari che utilizzano gli asini per la co-terapia, attività complementare alla terapia vera e propria, che coinvolge malati psichiatrici e della sfera emozionale. Infatti questa tipologia di utenti trova particolare giovamento nel rapporto con questo animale speciale, grande trasduttore di emozioni e in grado di entrare in contatto con la sfera più intima delle persone. Categoria “Fare rete” OLTRE IL KM 0 Cesena (Fc) – società agricola Colle Del Rio di Emanuele Rubinetti Adottare un appezzamento di terreno per realizzare un orto a proprio immagine, uso e consumo. È stata questa l’idea vincente di Emanuele Rubinetti, giovane (30 anni) imprenditore agricolo di Cesena che attraverso il sito internet “ortiamo”, offre ai suoi clienti la possibilità di realizzare un orto, scegliendone le dimensioni, il periodo di coltivazione con le verdure e gli ortaggi da seminare. Una iniziativa molto flessibile, che dà la possibilità di un servizio diversificato: coltivare insieme al coltivatore o farselo coltivare interamente dal titolare, ma il tutto sempre in una attività interattiva per cui si parla, ci si confronta si sceglie e si decide con il titolare. Il tutto avviene attraverso internet, a parte la fase finale, quella più interessante in cui il cliente riceve i suoi prodotti a casa, sicuro di mangiare alimenti freschi, di stagione e sicuri. Partito da solo, Emanuele oggi ha due soci, Giovanni e Luana e gli orti da 20 sono diventati 60. Tra gli obiettivi futuri: avviare un allevamento di polli legati agli orti (alimentati con i residui della produzione) e sviluppare un percorso didattico con scuole, famiglie e aziende. Menzione speciale “Innovazione di Prodotto” LA BELLEZZA DELLA CHIOCCIOLA Faenza (Ra) – società agricola Luca Ricci Dal 2017 Luca Ricci ha avviato allevamento di lumache a ciclo biologico completo nella campagna faentina (Ravenna). L’azienda ha ricevuto il marchio d’origine e garanzia di qualità “Chiocciola Metodo Cherasco”, assegnato dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura. Le chiocciole si nutrono solo di vegetali selezionati e sono allevate in condizioni igienico-ambientali controllate. Parallelamente Luca ha creato il marchio “La Chiocciola Romagnola” e diversificato la produzione con due linee, una gastronomica (chiocciole vive, patè, ragù di chiocciola) e una cosmetica/benessere (a base di bava di lumaca purissima) con creme e sciroppi pediatrici contro tosse e problemi di stomaco. Una particolarità dell’azienda: per produrre cosmetici e prodotti medicali utilizza sistemi soft che non stressano e non fanno soffrire le chiocciole. Oltre alla vendita diretta e nella rete Campagna Amica, l’azienda ha attivato un portale per vendita online (www.lachiocciolaromagnola.it), sia dei prodotti gastronomici (destinati a chef e ristoranti) sia degli sciroppi pediatrici e delle creme che raggiungono tutta Italia. Menzione speciale “Qualità” IL PARMIGIANO GELATO Neviano degli Arduini (Pr) – società agricola Casello – Sara Ramazzotti Da sempre la società agricola Casello coltiva cereali e foraggere (120 ettari) e alleva 160 bovini con latte destinato prevalentemente alla produzione di Parmigiano Reggiano tramite conferimento al caseificio sociale. È a partire da questa tradizione di qualità che la giovane Sara Ramazzotti qualche anno fa, in periodo di prezzi bassi del formaggio, ha deciso di diversificare e innovare la propria produzione con l’obiettivo di avere più opportunità di reddito per l’azienda familiare, destinando parte del latte di alta qualità prodotto alla trasformazione in gelato e in yogurt. È così che decide di aprire un’agrogelateria (“Il Settimo Gelo”) a Langhirano (Parma) con l’obiettivo di far gustare ai clienti gelati e yogurt di altissima qualità perché ottenuti da latte per Parmigiano Reggiano. Menzione speciale “Ambiente” 300MILA PIANTE IN 20 ANNI Montefiorino (Mo) – società agricola Modena Tartufi di Pietro Campani e Paolo Berretti Nascono dall’esperienza di tre generazioni di tartufai e contano di andare lontano i giovani dell’azienda Modena Tartufi. Infatti oltre a produrre e vendere direttamente il loro tartufo, stanno sviluppando un progetto di lunga gittata, che prevede di realizzare, a partire dal seme, 300 mila piante micorrizzate per reimpiantare boschi di piante autoctone sull’Appennino modenese. L’obiettivo è impiantare aree verdi, dando un nuovo volto ambientale e paesaggistico al territorio, creando nello stesso tempo tartufaie che diano ai proprietari la possibilità di ottenere un reddito integrativo anche in queste zone svantaggiate. Per realizzare il progetto hanno adottato i progressi scientifici più recenti, le tecnologie all'avanguardia e non ultimo la sicurezza data dal nuovo disciplinare dell’Emilia Romagna che prevede a garanzia dei clienti una doppia certificazione, rilasciata nel loro caso dall’Università di Perugia e dalla stessa Regione Emilia Romagna. I clienti al momento dell’acquisto delle piante ottengono contemporaneamente la consulenza gratuita necessaria per realizzare e portare a produzione la propria tartufaia. A fianco di questo progetto, l’azienda sta anche realizzando il primo “Parco del tartufo” in collaborazione con il Gal “Antico Frignano”. Nell’area di Montefiorino lavorano per realizzare tartufaie con i tartufi locali protetti dal disciplinare dei prodotti tipici della Camera di Commercio di Modena come “tartufi delle valli Dolo e Dragone”. Menzione speciale: “Valorizzazione economica” TORNA IL VINO DI MATILDE DI CANOSSA Reggio Emiliano – Compagnia della Spergola La Spergola è un vitigno a bacca bianca dalla storia millenaria, indissolubilmente legata al territorio collinare della provincia di Reggio Emilia. La zona pedecollinare della provincia reggiana è l’unica zona al mondo dove si possono gustare vini prodotti da questa uva, che veniva coltivata da uno dei personaggi storici reggiani: Matilde di Canossa. La Compagnia della Spergola è nata nel 2011 dalla volontà comune di produttori e amministrazione comunale di Scandiano per un progetto che tuteli e promuova un prodotto agricolo unico per storia e caratteristiche organolettiche. Il protocollo d’intesa firmato il 30 agosto 2016 fra le cantine Ajano, Emilia Wine, Bertolani Alfredo, Casali Viticultori, Azienda Agricola Colle, Azienda Agricola Reggiana, Cantina Sociale di Puianello, Azienda Agricola Cantina Fantesini e i comuni di Scandiano, Albinea, Quattro Castella e Bibbiano rappresenta un importante strumento per la messa in campo di azioni per la valorizzazione economica, ambientale e turistica del territorio. L’obiettivo è creare un prodotto esclusivo, di alta gamma e aumentare la redditività della materia prima prodotta dagli agricoltori del territorio. Menzione speciale: “Marketing” LA CENA NEL CAMPO DI CANAPA Coriano (Rn) - Podere Bianchi di Marco Bianchi Durante tutto il periodo estivo l’azienda realizza ogni anno a Coriano una serie di eventi, che quest’anno ha chiamato “Scollina, la cena nel campo di canapa” ambientandolo all’interno di un campo di canapa, sulla collina di fronte al centro aziendale. Si tratta di eventi molto graditi dal pubblico, realizzati con una formula mirata alla scoperta dei sapori del territorio, sapientemente accompagnati dai raffinati vini aziendali, raccontati per l’occasione. “Scollina” nasce con l’idea di far conoscere i diversi poderi e le differenti produzioni dell’azienda. Una cena elegante con posti a sedere e tavoli imbanditi ogni anno con menù e organizzazione differente, in un campo e quindi in un ambiente diverso: negli anni scorsi c’erano il labirinto, il percorso, il campo di zucche. Ogni anno l’azienda organizza una festa alternativa in cui al cliente si offrono suggestioni e aspettative nuove. In queste situazioni vengono valorizzati sapientemente i prodotti aziendali che caratterizzano il territorio, in risposta alla crescente richiesta del turismo nazionale e straniero con una recente e proficua collaborazione con il settore turistico alberghiero della vicina riviera Romagnola. La presenza della struttura agrituristica come cornice degli eventi consente un’ulteriore valorizzazione del contesto aziendale agricolo offrendo al pubblico emozioni uniche ed irripetibili. http://www.bologna.coldiretti.it/occupazione-e-r-crescita-record-4-8-aziende-giovani-nelle-campagne.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120382104 Tue, 17 Jul 2018 15:53:02 GMT MALTEMPO: E-R AGRICOLTORI SENZA RISARCIMENTI GELATE MARZO 2018 COLDIRETTI PRONTA A SOLLECITARE PARLAMENTARI PER NORMA SALVA-AZIENDE È allarme tra i produttori agricoli dell’Emilia Romagna per l’assordante silenzio delle istituzioni sui risarcimenti dei pesanti danni provocati in regione dall’ondata di gelo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo scorso, che provocò nella campagne da Piacenza a Rimini circa 100 milioni di perdite. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna ricordando che le gelate avevano colpito pesantemente i frutteti, in particolare albicocchi e peschi, e gli ortaggi, dai carciofi ai cavoli, dai pomodori ai broccoli. Dopo i sopralluoghi della Regione Emilia Romagna – spiega Coldiretti – è partita la procedura per il risarcimento con l’invio della documentazione dei danni al ministero delle Politiche agricole. Da allora tutto tace. L’allarme dei produttori – rincara Coldiretti Emilia Romagna – nasce anche dalla mancanza di copertura in quel periodo delle assicurazioni contro le calamità naturali in quanto la campagna assicurativa non era ancora aperta e non era stato possibile assicurare le coltivazioni. La mancata risposta delle istituzioni a distanza di oltre quattro mesi dagli eventi – afferma Coldiretti regionale – fa presumere un esito negativo delle richieste degli agricoltori, che si troverebbero in questo caso totalmente scoperti vista l’impossibilità di assicurarsi. Per evitare di aggiungere disastro a disastro, vista la vastità delle aree colpite e le forti perdite economiche, Coldiretti Emilia Romagna propone di attivare la stessa procedura utilizzata nel 2017 per la siccità. Occorre – spiega Coldiretti – una norma apposita che, in deroga al decreto 102/2004 sulla calamità naturali, consenta di risarcire il danno per le colture assicurabili. Se non arriverà una risposta chiara in tempi brevissimi, Coldiretti Emilia Romagna prenderà contatti con tutti i parlamentari della regione per sollecitare la presentazione alle Camere di una apposita norma salva-aziende. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-e-r-agricoltori-senza-risarcimenti-gelate-marzo-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120325367 Mon, 16 Jul 2018 08:18:17 GMT OCCUPAZIONE: EMILIA-ROMAGNA, BENE FINANZIAMENTO 248 AZIENDE GIOVANI              COLDIRETTI ACCOLTA NOSTRA SOLLECITAZIONE DI ATTENZIONE AI GIOVANI Un importante sostegno ai giovani che vedono nell’attività agricola il loro futuro. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in merito ai 20 milioni di euro di finanziamento del Programma regionale di Sviluppo rurale (Psr) per il bando 2017 che finanzia 248 aziende per il primo insediamento dei giovani, portando cosi a 993 le imprese totali finanziate nell’arco di tre anni (2015-2017). In particolare, Coldiretti regionale esprime soddisfazione perché, come annunciato all’assemblea dell’organizzazione dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, sono state finanziate tutte le domande ammesse, sia di primo insediamento sia del relativo piano di investimento. Un provvedimento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che accoglie quindi tutte le nostre sollecitazioni per una maggiore attenzione al crescente interesse dei giovani per mettersi alla prova come imprenditori alla guida di aziende agricole. Delle 248 domande approvate e finanziate con l’ultimo bando – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – ben 124 (50%) sono quelle presentate da giovani associati Coldiretti. Dall’inizio del terzo millennio in Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono oltre duemila i giovani che hanno avviato una propria azienda agricola spesso lasciando lavori in altri settori, facendo una scelta di vita e scommettendo sulla campagna per costruire il proprio futuro. Per riconoscere e sottolineare l’impegno dei giovani, Coldiretti ha lanciato il premio per l’innovazione giovanile in agricoltura, che è arrivato quest’anno all’undicesima edizione e che in Emilia Romagna ha visto la partecipazione di numerose aziende con idee innovative e che verranno premiate il 16 luglio, presso l’azienda agricola Bertinelli a Medesano (PR) in una serata tutta dedicata ai giovani. http://www.bologna.coldiretti.it/occupazione-emilia-romagna-bene-finanziamento-248-aziende-giovani.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120192325 Tue, 10 Jul 2018 11:12:24 GMT Programma Nazionale di Sostegno per il settore vitivinicolo                                                     MISURA INVESTIMENTI                                                              –Bando 2019-                                               DOMANDE ENTRO IL 13/09/2019 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di giunta Regionale che approva il programma operativo 2019 per la Misura Investimenti Il Programma Operativo  ha una dotazione finanziaria  di Euro 5.418.277,00. Il budget disponibile è suddiviso in due tranche: il 40% delle risorse è destinato a finanziare i progetti di investimento presentati da imprese agricole che producono vino; il restante 60% è invece riservato alle aziende agroindustriali che commercializzano il vino prodotto con materia prima in prevalenza acquistata da terzi o conferita da soci. Saranno pertanto due le graduatorie finali. Escluse dai contributi le imprese che effettuano la sola commercializzazione dei prodotti.   I progetti di investimento, devono essere compresi tra un minimo di 40mila e un massimo di un milione di euro. La percentuale di aiuto è fissata al 40% delle spese ammissibili per le micro, piccole e medie imprese, scende al 20% nel caso di aziende fino a 750 dipendenti e fatturato annuo inferiore ai 200 milioni di euro e al 19% per le imprese ancora più grandi. Gli investimenti per i quali potrà essere richiesto il contributo spaziano dalla costruzione e ristrutturazione di immobili, all’acquisto di impianti e macchinari specifici, fino all’allestimento di negozi per vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali e alla creazione di siti internet per l’e-commerce. Le domande vanno presentate entro il  13 settembre 2018. Invitiamo fin da ora  Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale. http://www.bologna.coldiretti.it/programma-nazionale-di-sostegno-per-il-settore-vitivinicolo-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=120192242 Tue, 10 Jul 2018 11:09:15 GMT