Coldiretti Bologna News - Coldiretti Bologna http://www.bologna.coldiretti.it/ Wed, 13 Mar 2019 13:04:34 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.bologna.coldiretti.it/ 60 CAMPAGNA AMICA: -75% TASSA SUI RIFIUTI PER I FARMER’S MARKET Meno 75% di tassa sui rifiuti giornalieri (TARIG) per le aziende dei mercati di Campagna Amica. È quanto riporta Coldiretti Bologna in riferimento alla della delibera con la quale il Consiglio Comunale di Bologna ha deciso di tagliare ¾ della precedente imposta per le aziende che fanno vendita diretta di prodotti agricoli, “a condizione che...gli operatori effettivamente pongano in essere azioni che assicurano la mancata produzione di rifiuti (“rifiuti zero”) o il pieno recupero degli stessi”, si legge nel documento. “Un importante riconoscimento all’importanza dell’attività svolta dai nostri produttori – ha commentato la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – e una soddisfazione per Coldiretti che, con un dialogo costante e costruttivo con le istituzioni ha ottenuto un risultato importantissimo”. Nel Comune – informa Coldiretti Bologna – sono presenti 5 mercati di Campagna Amica, in Piazza XX settembre, in via Po, davanti al Centro Commerciale Navile, a Cadriano e in piazza don Gavinelli. Da dieci anni – ricorda Coldiretti Bologna – sui banchi dei mercati di Campagna Amica i bolognesi sanno di poter trovare frutta, ortaggi di stagione, confetture, pane, prodotti lattiero caseari, conserve, pasta, farine, cereali, latte, succhi di frutta, miele, olio, salumi, vino e birre con un solo denominatore comune che ne esalta la qualità: prodotti rigorosamente made in Italy provenienti da aziende agricole per garantire al consumatore origine, sicurezza alimentare, tracciabilità, qualità e sostenibilità ambientale. http://www.bologna.coldiretti.it/campagna-amica-75-tassa-sui-rifiuti-per-i-farmer-s-market.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129509863 Wed, 13 Mar 2019 13:04:34 GMT CINGHIALI: DANNI IN VALSAMOGGIA, BUROCRAZIA FRENA SOLUZIONE Buche nei terreni da coltivare, radici rovinate, erba medica inquinata dalla terra: i danni dei cinghiali nelle aziende agricole della Valsamoggia sono in costante aumento e non solo penalizzano i produttori nell’immediato, ma anche in prospettiva, poiché le giovani radici dei cereali rovinate ora daranno un minor raccolto in seguito e il foraggio contaminato dalla terra smossa dagli ungulati rovina l’alimentazione per il bestiame che, in una zona di produzione del Parmigiano Reggiano, porterà a un di latte di qualità inferiore. Coldiretti Bologna ricorda come il nuovo piano faunistico venatorio preveda già degli interventi per la riduzione del numero di questi animali ma denuncia il fatto che fino a quando i consigli degli ATC (ambiti territoriali di caccia) non verranno rinnovati, il piano non può venir reso operativo. “Siamo in un limbo assurdo da mesi – afferma Coldiretti Bologna – dato che le procedure per il rinnovo dei cda degli ATC sono avviate da settembre, ma la Regione non ha fatto le delibere per le nuove nomine. Intanto i danni da fauna selvatica si moltiplicano e a rimetterci sono sempre i produttori” http://www.bologna.coldiretti.it/cinghiali-danni-in-valsamoggia-burocrazia-frena-soluzione.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128485234 Fri, 22 Feb 2019 15:17:29 GMT ESONDAZIONE RENO: COLDIRETTI, RIMBORSI SUBITO SEMPLIFICANDO BUROCRAZIA Censire le aziende danneggiate, chiedere l’attivazione delle leggi per un pieno rimborso e azzerare le complicazioni burocratiche in favore di una soluzione rapida ed efficace. A meno di due settimane dall’esondazione del fiume Reno che ha causato oltre 10 milioni di danni alle aziende agricole colpite, Coldiretti Bologna incontra i propri soci per fare il punto della situazione e intervenire operativamente per fare sì che la procedura di rimborso si attivi il più in fretta possibile. “È importante attivare le procedure per quantificare al più presto i danni subiti dalle aziende” ha detto la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi, “in modo da arrivare al più presto a un rimborso del 100% che non venga rallentato da lungaggini amministrative”. http://www.bologna.coldiretti.it/esondazione-reno-coldiretti-rimborsi-subito-semplificando-burocrazia-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128156935 Wed, 13 Feb 2019 16:20:37 GMT DL SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA MADE IN ITALY DIVENTA LEGGE DL SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA MADE IN ITALY DIVENTA LEGGE OBBLIGO INDICAZIONE D’ORIGINE ATTESO DA 96% CONSUMATORI ITALIANI   Con l’approvazione del Dl Semplificazioni diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti in commercio, come richiesto dal 96% dei consumatori italiani. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione del varo definitivo da parte della Camera della norma contenuta nel decreto legge che estende a tutti i prodotti alimentari l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica. “E’ una nostra grande vittoria che consentirà di valorizzare la produzione nazionale, garantire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini e combattere il falso Made in Italy” commenta il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che l’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nella battaglia per la trasparenza dell’informazione”. Grazie all’obbligo dell’indicazione in etichetta – spiega la Coldiretti – sarà possibile conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. La norma - sottolinea la Coldiretti – affida a disposizioni nazionali l’attuazione dell’obbligo che, sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, tiene conto della necessità di assicurare la tutela della salute pubblica e dei consumatori, di prevenire frodi e di consentire il corretto svolgimento delle attività d’impresa sulla base di una corretta concorrenza. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto costituisca reato. Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni – conclude Coldiretti - dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. http://www.bologna.coldiretti.it/-dl-semplificazioni-coldiretti-etichetta-made-in-italy-diventa-legge.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127967469 Fri, 08 Feb 2019 18:07:21 GMT MALTEMPO: COLDIRETTI, IN EMILIA UNA COLTRE DI FANGO SUI CAMPI Una coltre di fango su campi, capannoni, macchinari e cantine per il vino con oltre 200 ettari di terreni investiti dalla furia delle acque con danni per milioni di euro nelle campagne del bolognese devastate dall’esondazione del Reno. È il primo bilancio tracciato dalla Coldiretti che sta raccogliendo nei suoi uffici le segnalazioni dei propri associati per poi trasmetterle alla Regione al fine di attivare lo stato di calamità per l’agricoltura. Il rischio maggiore – sottolinea la Coldiretti - è che le temperature dell’inverno facciano ghiacciare tutto trasformando il fango in una lapide per i piccoli germogli di grano che stavano cominciando a spuntare, mentre nella cantina di Argelato l’acqua sporca ha invaso l’area di imbottigliamento dei preziosi vini Pignoletto di Pianura e Montoni, investendo anche le macchine per la pressatura delle uve. Adesso – continua la Coldiretti – si sta lavorando per togliere il fango, ripristinare i macchinari e far asciugare i campi grazie alla manutenzione dei canali di scolo da parte degli agricoltori e alla rete dei consorzi di bonifica che hanno evitato danni maggiori funzionando come un “airbag” anti alluvione assorbendo la prima onda d’urto della piena e smorzandone la violenza che in caso contrario avrebbe potuto essere molto più devastante. La svolta climatica che ha investito il nord – precisa la Coldiretti – arriva dopo un lungo periodo di siccità per assenza di precipitazioni con terreni aridi e bacini a secco. L’andamento anomalo – conclude la Coldiretti – conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo con danni all’agricoltura nazionale che nel 2018 hanno superato 1,5 miliardi di euro. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-coldiretti-in-emilia-una-coltre-di-fango-sui-campi-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127793665 Mon, 04 Feb 2019 10:34:42 GMT BUROCRAZIA: E-R, MOBILITAZIONE COLDIRETTI CONTRO RITARDI REGIONE Oltre 200 nuove aziende di giovani imprenditori rimaste prive di fondi per gli investimenti, una malaburocrazia che ruba agli agricoltori 100 giorni all’anno dell’attività in azienda, 300 mila animali e 5.000 allevamenti in meno in 10 anni. Coldiretti Emilia Romagna si mobilita contro il ritardo della Regione nel portare a compimento interventi fondamentali per la competitività dell’agricoltura regionale. Il consiglio direttivo dell’organizzazione, guidato dal presidente regionale di Coldiretti, Nicola Bertinelli che lunedì 4 febbraio incontrerà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, è pronto a chiamare a raccolta gli associati per denunciare ritardi e inadempienze delle istituzioni regionali su interventi e normative che stanno zavorrando uno dei settori fiore all’occhiello della nostra economia in termini di occupazione e di produzione di ricchezza. Non sono stati mantenuti – afferma Coldiretti Emilia Romagna – gli impegni assunti dalla Regione nei nostri confronti per valorizzare l’agricoltura regionale. Sul fronte delle imprese giovanili – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – l’agricoltura emiliano romagnola è l’unico settore con segno positivo in termini di occupazione e di nuove aziende (+3,2% a settembre 2018 rispetto all’anno precedente), ma mancano 15 milioni nei bandi del Piano di Sviluppo rurale per sostenere gli investimenti delle aziende che costituiscono il futuro dell’agricoltura. Nel settore degli allevamenti, che contribuiscono a formare la metà dei 4,5 miliardi di Produzione lorda vendibile regionale, la Regione, un tempo all’avanguardia, oggi si limita al trasferimento di fondi nazionali ed europei – afferma Coldiretti Emilia Romagna – mentre occorre che, tramite il sistema sano ed efficiente dell’Associazione regionale Allevatori, la stessa Regione intervenga con risorse proprie sul fronte dell’assistenza tecnica, del miglioramento genetico, della sperimentazione e divulgazione, fondamentali per restare competitivi. Ad aggravare la situazione degli allevamenti è la mancanza di 18 milioni di euro per finanziare progetti di filiera di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in comparti chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Ritardi anche sul fronte creditizio dove Coldiretti denuncia il continuo procrastinare dell’approvazione in Assemblea regionale del progetto di legge per la riforma della Legge regionale 43/97 che consentirà l’accesso ai finanziamenti anche a strutture specializzate nel settore agricolo e agroalimentare come Creditagri Italia. Dopo l’approvazione in Giunta regionale – sottolinea l’organizzazione dei produttori – il progetto è impantanato da quasi un anno in attesa di essere discusso dall’Assemblea. Gli interventi promessi e non ancora realizzati – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono tanti, dalle aziende vitivinicole non finanziate al problema dei danni da animali selvatici, dall’Istituzione dei distretti rurali e agroalimentari  di qualità (o distretti del cibo) ai progetti della vendita diretta, ma certamente uno dei più gravi e quello sulla semplificazione della burocrazia: assistiamo – denuncia Coldiretti regionale – ad una lentezza defatigante nell’approvazione delle delibere applicative, con continue dichiarazioni di principio che vengono poi nella pratica disattese e che stanno portando la nostra Regione tra i fanalini di coda in Italia per capacità di snellimento delle pratiche. Per evitare che le aziende affondino nelle palude della malaburocrazia – afferma Coldiretti Emilia Romagna – bisogna arrivare alla piena applicazione dell’istituto del silenzio-assenso attraverso i Centri di Assistenza Agricola, prevedendo l’applicazione nei principali settori, compresi i permessi per costruire fabbricati agricoli al servizio delle aziende secondo le e regole della nuova legge urbanistica regionale. Occorre – conclude Coldiretti Emilia Romagna – che la Regione dimostri di saper andare oltre le promesse e le dichiarazioni di intento e per dimostrare con i fatti la volontà di investire nel futuro dell’agricoltura eliminando la burocrazia e sostenendo gli investimenti virtuosi. http://www.bologna.coldiretti.it/burocrazia-e-r-mobilitazione-coldiretti-contro-ritardi-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127707170 Fri, 01 Feb 2019 15:26:33 GMT VIABILITÀ: BOLOGNA, ACCORDO COLDIRETTI – RENO GALLIERA PORTA A 282 KM LE CICLABILI È in arrivo un aumento del 15% per le piste ciclabili di Bologna che passeranno dagli attuali 246 km a 282. Lo annuncia sulla base dei dati della Città Metropolitana, Coldiretti Bologna dopo aver firmato con l’Unione Reno Galliera un accordo che tutelerà le aziende agricole che verranno interessate dalla realizzazione di una pista ciclo pedonale di 36 chilometri che unirà i comuni dell’Unione. L’accordo garantisce un basso impatto sulle attività delle aziende e una realizzazione della pista che permetterà il transito ai mezzi agricoli senza rischi. Saliranno quindi a 282 i km di piste ciclabili dell’area metropolitana di Bologna, grazie alla collaborazione fra le istituzioni e il mondo agricolo che, rinunciando a parte dei suoi terreni, aiuta concretamente lo sviluppo di una mobilità più sostenibile. Soddisfazione di Coldiretti Bologna che ha ottenuto, inoltre, la possibilità per gli agricoltori di effettuare le normali pratiche agricole anche nelle vicinanze della pista ciclabile, purché chi transita sia informato attraverso una chiara segnaletica che riporti anche la durata dell’attività.  “L’accordo raggiunto” – ha detto la Presidentessa di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – “è la dimostrazione di come con il dialogo e la condivisione degli intenti le esigenze infrastrutturali urbane e quelle del comparto agricolo possano convivere dando luogo a soluzioni sostenibili e vantaggiose per tutte le parti”. http://www.bologna.coldiretti.it/viabilita-bologna-accordo-coldiretti-reno-galliera-porta-a-282-km-le-ciclabili-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127707061 Fri, 01 Feb 2019 15:23:04 GMT SEMENTI BIO, LA BANCA DATI PASSA AL SIAN: COLDIRETTI BOLOGNA OFFRE ASSISTENZA COMPLETA Dal 1° gennaio 2019 è operativa la nuova Banca Dati Sementi Biologiche (BDSB per l’inserimento delle disponibilità di sementi e materiale di propagazione biologico. A comunicarlo è stato il MIPAAFT con la nota n. 92642 rilasciata il 28 Dicembre 2018.  Le aziende possono procedere alla registrazione autonomamente oppure tramite il CAA di Coldiretti Bologna che offre supporto e assistenza completa. Il 1° febbraio 2019 il sistema CREA-DC non sarà più operativo e quindi si dovranno inserire anche le richieste di deroga nella nuova Banca Dati, raggiungibile al seguente link https://www.sian.it/conSpeBio/index.xhtml Passa così al portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) del Mipaaf e in particolare al Sib (Sistema informativo sul biologico) la banca dati sementi biologiche, che dal 2003, sempre su incarico del ministero, era gestita dall’Ense, ora Crea Scs. Per quanto riguarda le specie per le quali la commercializzazione  delle sementi e del materiale di propagazione è soggetta alla registrazione delle varietà, la nuova banca dati prevede un collegamento automatico con l’apposita sezione del portale SIAN (specie iscritte o in corso di iscrizione al registro nazionale, incluse le varietà da conservazione).  Per fruttiferi e vite, l’aggiornamento delle varietà sarà effettuato dai programmatori su indicazione di CREA-DC. La banca dati deve essere consultata per verificare la disponibilità sul mercato delle sementi bio. Qualora una determinata varietà non fosse presente in banca dati, nel biologico il sistema di deroghe consente di utilizzare sementi ottenute con la tecnica convenzionale, purché queste non siano state trattate con prodotti non ammessi nel biologico. Gli uffici di Coldiretti Bologna sono quindi a disposizione per offrire tutto il supporto necessario. Infine , Coldiretti comunica che è stato prorogato al  15 maggio 2019 il termine di presentazione dei programmi annuali di produzione (PAP) per gli operatori del biologico (Decreto Ministeriale 5658 del 25 gennaio). http://www.bologna.coldiretti.it/sementi-bio-la-banca-dati-passa-al-sian-coldiretti-bologna-offre-assistenza-completa.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127607896 Wed, 30 Jan 2019 09:48:26 GMT SEMPLIFICAZIONI: COLDIRETTI, ETICHETTA ATTESA DA 96% CONSUMATORI La norma consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ed è attesa dal 96 % degli italiani che hanno partecipato all’ultima consultazione pubblica del Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la conferma dell'obbligo di etichettatura dei prodotti alimentari Made in Italy nel passaggio parlamentare del decreto semplificazioni. E’ una grande vittoria per agricoltori e consumatori – sottolinea la Coldiretti - per valorizzare la produzione nazionale, consentire scelte di acquisto consapevoli ai cittadini e combattere il falso Made in Italy. L’obiettivo – spiega la Coldiretti – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro. “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti in una situazione in cui ad oggi grazie alla mobilitazione della Coldiretti sono stati fatti molti passi in avanti nella trasparenza dell’informazione ai consumatori ma purtroppo ancora 1/4 della spesa degli italiani resta anonima” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’Italia si pone così all’avanguardia in Europa nella battaglia per la trasparenza dell’informazione ai consumatori”.   http://www.bologna.coldiretti.it/semplificazioni-coldiretti-etichetta-attesa-da-96-consumatori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127568088 Tue, 29 Jan 2019 09:25:54 GMT LAVORO: COLDIRETTI, VERONICA BARBATI LEADER GIOVANI AGRICOLTORI E’ Veronica Barbati il nuovo leader dei giovani agricoltori italiani. Trent'anni, campana di Avellino, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, è stata eletta dall’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, composta da rappresentanti provenienti dalle campagne di tutte le Province e Regioni italiane, in rappresentanza di oltre 70mila giovani. Dal 2010 è titolare di un’azienda situata sulle verdi colline di Roccabascerana in provincia di Avellino che rappresenta un eccellente esempio di multifunzionalità. Nella sua azienda - spiega Coldiretti - oltre all’agriturismo è presente un caseificio aziendale per la trasformazione del latte prodotto, una macelleria agricola, un laboratorio per la produzione di confetture e ortaggi sott’olio e, infine, una cantina dove trasforma le proprie uve in vino e organizza degustazioni. In azienda, da Veronica, tutto è improntato sul rispetto della natura. Non solo si gustano i piatti della antica tradizione contadina, rivisitati e riproposti in chiave attuale, ma si tocca con mano la vera essenza della vita di campagna, dalla produzione alla trasformazione fino ai golosi assaggi. E infatti è anche una bravissima Agrichef, cuoca contadina, nuova figura di Coldiretti che in cucina presta la massima attenzione alla valorizzazione dei prodotti del territorio e delle ricette tradizionali. Veronica Barbati, che raccoglie il testimone di Maria Letizia Gardoni, ora presidente della Coldiretti Marche e componente della Giunta Nazionale. “Occorre creare le condizioni per realizzare il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”, afferma la nuova leader dei giovani della Coldiretti che aggiunge “abbiamo un patrimonio immenso da difendere e far crescere in un Paese come l’Italia che può contare sul primato dell’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5056 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%). http://www.bologna.coldiretti.it/lavoro-coldiretti-veronica-barbati-leader-giovani-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127423244 Fri, 25 Jan 2019 17:57:32 GMT DL SEMPLIFICAZIONE: EMILIA ROMAGNA, BENE PER 20 MILA AZIENDE ORTOFRUTTA Più garanzie per i circa 20 mila produttori di ortofrutta emiliano romagnola destinata alla trasformazione in succhi e ortaggi in scatola e anche per le aziende che fanno zucchero e per gli imprenditori che in Emilia Romagna allevano animali le cui carni sono destinati alla trasformazione in salumi e insaccati che non siano a denominazione d’origine. Così Coldiretti Emilia Romagna commenta il decreto legge “Semplificazione” che contiene la norma con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per made in Italy. Si tratta di un provvedimento che, siamo certi – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – estende a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti. In questo modo diventeranno “trasparenti” anche tutti quei prodotti per i quali oggi non è prevista l’etichettatura obbligatoria dell’origine della materia agricola, come i succhi di frutta, le marmellate, i piselli e i fagioli in scatola, le verdure in busta, ma anche alimenti come i salumi che non sono ricompresi nelle Dop e Ig, il pane e lo zucchero italiano prodotto da 7.000 aziende agricole tra Emilia e Veneto e lavorato dalla cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). L’obiettivo del decreto, oltre a dare al consumatore la possibilità di conoscere l’origine di ciò che porta in tavola – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è anche quello di difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, riso e pomodoro. L’obbligo di indicare l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. Si tratta di una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni – precisa Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. http://www.bologna.coldiretti.it/dl-semplificazione-emilia-romagna-bene-per-20-mila-aziende-ortofrutta-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127254605 Tue, 22 Jan 2019 09:13:54 GMT MALAVITA: RITORNANO I FURTI NELLA CAMPAGNE BOLOGNESI Ripartono i furti nelle aziende agricole tra le province di Bologna e di Modena. Lo comunica Coldiretti Bologna, sottolineando che sono state prese di mira in particolare le campagne di Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, dove nell’ultima settimana è stato rubato un trattore da 115 cavalli nell’azienda di Romolo Cristofori (Crevalcore) e sono stati tentati furti nelle aziende di Luigi Ricchi e Annamaria Castaldini (entrambi di Crevalcore) e nell’azienda “il Giglio” di San Giovanni in Parsiceto. In queste tre aziende il tentativo di furto è stato sventato grazie all’entrata in funzione degli allarmi anti-intrusione o di sistemi anti-accensione che i titolari avevano fatto installare sui loro mezzi dopo il dilagare dei furti di trattori sempre in questa zona due anni fa. Sembrava che l’arresto da parte dei carabinieri della banda di ladri composta da italiani e albanesi a fine 2016 – commenta Coldiretti Bologna – avesse azzerato i furti più gravi che oltre ai trattori colpiscono anche il gasolio, pezzi di ricambio e altre attrezzature meccaniche. L’avvicinarsi dei lavori primaverili nei campi – sostiene Coldiretti – ha evidentemente risvegliato gli appetiti di nuovi ladri. Anche in questo caso – ipotizza Coldiretti Bologna – potrebbe trattarsi di  furti di trattori da esportare, come avveniva due anni fa, all’estero attraverso i porti di Ancona e Bari. Per questo Coldiretti Bologna ha chiesto un incontro con il comandante dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto per valutare le possibili azioni per contrastare la recrudescenza dei furti. Contemporaneamente gli imprenditori agricoli hanno riattivato a pieno regime il gruppo Whatsapp costituito negli anni scorsi per segnalare l’avvistamento di auto o persone sospette. http://www.bologna.coldiretti.it/malavita-ritornano-i-furti-nella-campagne-bolognesi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127213916 Mon, 21 Jan 2019 10:22:03 GMT MADE IN ITALY: EMILIA ROMAGNA, CRESCONO (+16%) INVESTIMENTI GRANO DURO Il crollo delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi 9 mesi del 2018 è un importante segnale per i 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna. È quando afferma Coldiretti Emilia Romagna alla luce del calo del 78% delle importazioni di grano duro dal Canada nei primi nove mesi del 2018. Il calo – ricorda Coldiretti regionale – è dovuto all’utilizzo in Canada in fase di pre-raccolta del glifosato, un diserbante che in Italia è vietato per questo uso. In Emilia Romagna – informa Coldiretti – vengono prodotti 4,2 milioni di quintali di grano duro, pari circa al 10% della produzione nazionale. La richiesta delle garanzie sull’italianità della pasta da parte dei consumatori italiani – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha portato alla crescita di accordi di filiera tra agricoltori e primarie industrie di pasta italiana con la proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato, dalla romagnola pasta Ghigi a De Sortis, da Sgambaro a Divella, fino a Voiello; che fa capo a Barilla,. Sotto la spinta del crescente interesse per la pasta 100% di grano italiano e grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, la produzione del grano duro e in Emilia Romagna, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, è cresciuta negli ultimi otto anni del 16% passando dai 3,6 milioni di quintali del 2010 agli attuali 4,2 milioni, che colloca la nostra regione al terzo posto dopo Puglia e Sicilia. Intanto – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è boom in Italia anche per la pasta di grani antichi come il Cappelli, un grano oggi selezionato in purezza dalla bolognese Sis (Società italiana Sementi), le cui semine sono aumentate del 400% raggiungendo nel 2018 i 5000 ettari. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-emilia-romagna-crescono-16-investimenti-grano-duro.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126861513 Fri, 11 Jan 2019 14:57:27 GMT RIDUZIONE COSAP PER MERCATI DI VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI Il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta del 20/12/2018, ha deliberato alcune modifiche del Regolamento Cosap del Comune di Bologna che prevedono, tra gli altri, l’introduzione di agevolazioni nella disciplina del canone per l’occupazione di suolo pubblico, al fine di promuovere la diffusione e lo svolgimento di “mercati di vendita diretta di prodotti agricoli”, in virtù del loro valore sociale, culturale, economico, ambientale e territoriale. Nello specifico viene riconosciuta la richiesta di Coldiretti Bologna di riduzione della tariffa di occupazione di suolo pubblico nella misura del 75% per le attività di mercato e l’esenzione dal pagamento del canone per le attività correlate e complementari, allo scopo di favorire la contestuale organizzazione di iniziative culturali, didattiche e dimostrative http://www.bologna.coldiretti.it/riduzione-cosap-per-mercati-di-vendita-diretta-di-prodotti-agricoli.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126743974 Wed, 09 Jan 2019 10:15:50 GMT ANNATA AGRARIA: E-R, IN 4 ANNI AUMENTO 20% VALORE PRODUZIONE AGRICOLA La produzione lorda vendibile (Plv) agricola dell’Emilia Romagna nel 2018 è cresciuta di circa il 2% rispetto al 2017. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna che specifica come il dato rappresenta una prima stima e che risultati più attendibili potranno esserci solo nei primi mesi del 2019, quando saranno completati i dati di alcune importanti produzioni soprattutto nel settore zootecnico. Anche se è un aumento più moderato rispetto agli ultimi anni, si tratta del quarto anno consecutivo di crescita della Plv – ricorda Coldiretti regionale – che in quattro anni è aumentata di oltre un quinto (20,5%) passando dai 4.094 milioni di euro del 2014 ai 4.935 del 2018, una crescita importante – commenta Coldiretti – che però non si è trasformata in reddito per le aziende. L’aumento di Plv per il 2018 – spiega Coldiretti Emilia Romagna – è dovuto da una combinazione tra minor produzione e aumento dei prezzi, un dato che è più evidente sul fronte della frutta dove pesche e nettarine hanno fatto registrare rispettivamente un calo produttivo rispettivamente del 3,8 e del 5,9 per cento con prezzi soddisfacenti e in rialzo rispetto all’anno scorso. Ancora più marcati i cali produttivi delle ciliegie (–18,2%), penalizzate dalla pioggia di giugno, e delle susine (–12,2%) che hanno ottenuto un buon risultato sul mercato. In calo anche il kiwi (–12,4%) con una partenza dei prezzi al ribasso per l’aumento della produzione nazionale e per la contemporanea presenza sul mercato di prodotti neozelandese. Inatteso l’andamento su mercato delle albicocche che, dopo la massiccia produzione del 2017 è tornata a livelli produttivi notevolmente più bassi (–41,5%) senza arrivare però a spuntare i prezzi sperati. Pere e mele hanno fatto registrare un leggero aumento (+3,3% le prime, +4,2% le seconde), con risultati diversi sul mercato: le pere pur con risultati in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni, hanno spuntato un prezzo discreto, mentre le mele dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto arrivato dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato in aumento tutte le previsioni di produzione. Sul fronte delle colture industriali, annata difficile per le barbabietole per la scarsa resa in zucchero nonostante l’aumento di produzione delle radici (+16,7%), aggravata dal crollo dei prezzi mondiali a causa dell’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa e della concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche allo zucchero italiano prodotto ormai quasi esclusivamente dalla cooperativa bolognese Coprob. Produzione scarsa per il pomodoro (–12%) con prezzi insoddisfacenti per la contrattazione interprofessionale ormai inadeguata a valorizzare la qualità del prodotto italiano. Buoni risultati sul mercato delle patate non solo per il calo produttivo dell’Emilia Romagna (–5,2%), ma anche per la scarsa produzione delle patate europee. Sul fronte dei cereali, calano frumento tenero e duro (entrambi attorno al –5,5%), l’orzo (–11%) e il riso (–13%), crescono invece mais (+10,3%) e sorgo (+30%), con prezzi che nei primi mesi di mercato hanno mandato segnali positivi per il frumento tenero, per il mais e il riso e mercato pesante per il frumento duro. Dopo il crollo produttivo del 2017, dovuto all’anomalo andamento meteorologico, il 2018 ha segnato il ritorno alla normalità produttiva con un recupero medio del 20% di produzione e con un’ottima qualità. Sul fronte zootecnico all’aumento di produzione del 2% del Parmigiano Reggiano, che assorbe l’80% del mercato del latte bovino regionale, si accompagna la crescita del 3,1% dei consumi nei primi undici mesi del 2018. Cresce in termini produttivi e di prezzi anche il mercato delle carni bovine e suine e discreto anche il settore ovino. L’aumento della Plv non si è però tramutato in reddito per gli agricoltori – commenta Coldiretti Emilia Romagna – in parte per l’aumento dei costi di produzione, con l’aumento dell’energia, dei prodotti fitosanitari, dei concimi e dell’alimentazione animale, in parte per la complessità e la lunghezza delle filiere agroalimentari che impediscono di suddividere equamente il reddito tra tutti i soggetti, in particolare verso i produttori all’origine di tutta la filiera. Il prezzo pagato alla produzione è sempre più spesso svincolato dai reali andamenti di mercato e dalla domanda finale, al punto che la diminuzione dei prezzi all’origine non porta quasi mai ad una diminuzione dei prezzi al consumo, spesso con una parificazione senza distinzione tra i prezzi dei prodotti esteri di qualità indefinita e quello del prodotto nazionale di qualità. La nostra organizzazione – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è impegnata a ricercare strade per la valorizzazione della produzioni italiane, a partire da accordi di filiera attraverso “Filiera Italia” la nuova realtà associativa che nel 2018 per la prima volta ha visto il mondo agricolo e l’industria di eccellenza insieme per difendere la filiera agroalimentare nazionale sul mercato interno ed estero valorizzando la distintività del cibo italiano nella trasformazione e lavorazione industriale. Alcuni degli accordi di filiera realizzati nel 2018 riguardano prodotti e strutture emiliano romagnoli a partire dall’accordo di filiera della carne bovina che coinvolge con Coldiretti la più grande azienda agricola italiana, le Bonifiche Ferraresi, e il gruppo Cremonini, leader nel mercato italiano delle carni, fino all’accordo di filiera per i grani antichi, con la bolognese Sis, maggiore società sementiera italiana, passando per l’accordo tra il Consorzio Produttori Burro e Formaggio e l’azienda Montanari e Gruzza per il burro alta qualità ottenuto da panna da latte biologico e no-Ogm destinato al Parmigiano Reggiano, che utilizzerà il marchio ValParma su licenza del Consorzio Agrario di Parma. Contemporaneamente, Coldiretti è impegnata sul fronte della trasparenza e la tradizionale battaglia dell’organizzazione per l’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo si è esteso a livello europeo con una raccolta firme autorizzato dalla stessa Commissione Ue che vede coalizzato a fianco dell’Italiana Coldiretti un intero fronte europeo con la Fnsea, maggiore sindacato agricolo francese, la Ocu, principale associazione consumatori spagnola, Solidarnosc, lo storico sindacato Polacco, la Upa, i piccoli agricoltori di Spagna, Gaia, l’associazione degli agricoltori Greci, Green Protein, Ong svedese e ancora le italiane Slow Food, Fondazione Verde e Campagna Amica. Tutti raccolti sotto lo slogan “EatORIGINAL – Unmask your food” (Mangia originale – smaschera il tuo cibo).   http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-e-r-in-4-anni-aumento-20-valore-produzione-agricola-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126000654 Fri, 21 Dec 2018 15:10:34 GMT MADE IN ITALY: FALSO “DOC” SALE A 100 MLD, PIU’ DEL VERO Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della presentazione del Rapporto Ismea – Qualivita 2018 sui prodotti Dop/Igp dal quale si evidenzia che il sistema italiano di qualità “Food and wine” conta su 822 specialità tutelate che sviluppano un valore alla produzione di 15,2 miliardi con un aumento del 2,6% su base annua.   Il cosiddetto “Italian sounding” – sottolinea la Coldiretti – colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà – precisa la Coldiretti – a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore e gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti.   “Il contributo della produzione agroalimentare Made in Italy a denominazione di origine alle esportazioni e alla crescita del Paese potrebbe essere nettamente superiore se dagli accordi venisse un chiaro stop alla contraffazione alimentare internazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma a preoccupare  è anche la nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada (Ceta)”. http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-falso-doc-sale-a-100-mld-piu-del-vero.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125832069 Mon, 17 Dec 2018 13:38:00 GMT MANOVRA: EMILIA ROMAGNA, TAGLIO ACCISE PER 117 BIRRIFICI ARTIGIANALI A spingere la nascita di nuove attività è un consumo che – spiega Coldiretti regionale – è diventato negli anni sempre più raffinato. In Emilia Romagna – informa Coldiretti sulla base dei dati dell’osservatorio regionale del Commercio – la birra viene consumata soprattutto a cena ed è preferita dal 33,4 per cento dei consumatori, subito dopo vino (40%), ma prima di quelli che bevono bevande analcoliche (13,2%) o solo acqua (10,1%). A pranzo invece solo il 21,8% beve birra, il 41,4% beve vino, il 17,4% bevande analcoliche e il 17,2% solo acqua.         http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-emilia-romagna-taglio-accise-per-117-birrifici-artigianali.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585919 Mon, 10 Dec 2018 09:58:41 GMT MANOVRA: COLDIRETTI A SALVINI, AUTOREVOLEZZA IN CONFRONTO CON UE Serve decisione e autorevolezza nel confronto in Europa sulla manovra per non indebolire l’Italia in una fase delicata del futuro dell’Unione Europea con le scelte sul bilancio comunitario dal quale dipenderanno molte delle opportunità di sviluppo per il Paese fino al 2027. E’ quanto ha affermato Ettore Prandini presidente della Coldiretti invitata al tavolo del Governo convocato dal vicepremier Matteo Salvini per discutere i temi della competitività dell’agroalimentare Made in Italy.   Un nuovo protagonismo in Europa è necessario per cambiare una situazione in cui l’ultima relazione della Corte dei Conti ha evidenziato – ha sottolineato Prandini - come l’Italia sia contributore netto del bilancio Ue con un disavanzo di 4,4 miliardi nel 2016, che diventano 37,7 miliardi di euro se si prende in esame il periodo 2010-2016. In sostanza l’Italia paga 15,7 miliardi l’anno ma ne riceve indietro solo il 72%. “Il nostro Paese si deve battere contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza”. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – ha spiegato Prandini – che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea.   Per sostenere le imprese occorre anche metter mano ai ritardi strutturali del nostro Paese che frenano la competitività e per questo servono trasporti merci efficienti, considerato che oggi ben l’86% avviene su gomma rispetto alla media europea del 76%, con effetti sui costi, sull’inquinamento ambientale e sul consumo di suolo che - ha ricordato Prandini - ha raggiunto livelli insostenibili di 2 metri quadrati al secondo nel 2017. L’Italia – ha precisato Prandini - ha bisogno pero’ anche e soprattutto di reti immateriali valorizzando l’impegno sul piano economico di sostegno alle esportazioni Made in Italy delle Ambasciate italiane all’estero in sinergia con l’Ice.   Il rapporto con l’Europa nell’agroalimentare – ha continuato Prandini - si gioca anche sul piano della trasparenza delle informazioni ai consumatori con un atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. In questo contesto l’Italia che è leader europeo nella sicurezza alimentare ha la responsabilità secondo Prandini - di svolgere un ruolo di leader nelle politiche comunitarie a tutela della qualità a difesa dei produttori e dei consumatori.   Una necessità – ha continuato Prandini - per sostenere la crescita del Made in Italy agroalimentare sulle tavole straniere dove nel 2018 ha fatto registrare il record storico con un aumento del 3% dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017. Ma a crescere è purtroppo – ha concluso Prandini - è anche il falso made in italy agroalimentare vale 100 miliardi di euro in forte aumento rispetto ai 60 miliardi di cinque anni anche sotto la spinta degli accordi di libero scambio come il Ceta tra Unione Europea e Canada che ha di fatto legittimato il falso Made in Italy e che giustamente il Governo ha scelto di non ratificare. http://www.bologna.coldiretti.it/manovra-coldiretti-a-salvini-autorevolezza-in-confronto-con-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125585794 Mon, 10 Dec 2018 09:54:00 GMT AMBIENTE: LA PIÙ GRANDE AZIENDA AGRICOLA D’ITALIA A CASA DEGLI AGRICOLTORI   Con Bonifiche Ferraresi consulenza e innovazione alle imprese per ridurre l’uso dei concimi L’esperienza e il know how della più grande aziende agricola d’Italia messi al servizio di singole aziende dell’Emilia Romagna per una agricoltura che utilizza i satelliti artificiali per coltivare il terreno con metodi sempre più rispettosi del suolo e dell’ambiente. È una iniziativa promossa da Coldiretti regionale, attraverso la sua società di servizi Impresa Verde Emilia Romagna Srl, che ha realizzato un progetto di consulenza tramite le attività formative del Catalogo Verde finanziate dal Piano di Sviluppo rurale 2014-2020. Ne dà notizia la stessa Coldiretti regionale che ha messo a punto il progetto coinvolgendo nella realizzazione Ibf Servizi, società costituita da Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola italiana con 6.500 ettari di terreno, e da Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). L’Ibf Servizi – informa Coldiretti Emilia Romagna – è la prima società che eroga servizi di agricoltura di precisione. Con il progetto di Coldiretti Emilia Romagna, Ibf Servizi mette a disposizione di aziende agricole di cinque province emiliano romagnole (Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna) le sue competenze nella cosiddetta agricoltura di precisione (precision farming) e gli agricoltori interessati al servizio riceveranno la consulenza direttamente in azienda. Tramite il telerilevamento da satelliti e il campionamento e monitoraggio sul campo, le aziende agricole avranno a diposizione mappe aziendali e sistemi computerizzati che consentiranno di concimare e irrigare il terreno secondo le reali necessità, evitando distribuire quantitativi di concime e di acqua in eccesso, riducendo così anche i rischi di eventuali inquinamento da nitrati. Il progetto di consulenza – spiega Coldiretti Emilia Romagna – riguarda in particolare la coltivazione del grano e costituisce una sorta di “tutoraggio” verso aziende di diverse estensioni, che potranno avvalersi dell’esperienza applicata su un’azienda di grandi dimensioni che ha già sperimentato le innovazioni più avanzate dell’agricoltura di precisione. Bonifiche Ferraresi – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – si avvale, infatti, da un lato della partecipazione di un ente pubblico come Ismea, esperta in competitività aziendale, e dall’altro della collaborazione di partner accademici e scientifici che supportano le finalità di IBF Servizi con la loro attività di ricerca, sperimentazione e diffusione dei metodi dell'agricoltura di precisione. L’obiettivo – conclude Coldiretti regionale – è consentire ad un numero vasto di aziende di accedere a servizi per il miglioramento della competitività, l'incremento della qualità, la riduzione dei costi, la sostenibilità degli impatti ambientali. http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-la-piu-grande-azienda-agricola-d-italia-a-casa-degli-agricoltori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125295863 Mon, 03 Dec 2018 08:42:45 GMT UE: PRANDINI (COLDIRETTI), RIFORMA PAC SIA VOTATA DA NUOVO PARLAMENTO Con tredicimila emendamenti alla proposta della Commissione, per consentire una discussione adeguata è necessario che a votare la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) sia il nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle urne a maggio 2019. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro su “Brexit, bilancio dell’Unione e agricoltura” nel sottolineare la necessità che l’attuale Assemblea crei ora i presupposti affinchè le risorse assegnate al settore non subiscano riduzioni con l’importante impegno del Presidente del Parlamento Antonio Tajani. Un appuntamento elettorale strategico per l’agroalimentare Made in Italy che richiede – sostiene Prandini – anche una responsabilizzazione di partiti e movimenti nel scegliere la migliore classe dirigente per la difesa degli interessi del Paese. L’agroalimentare che è diventato una risorsa strategica del made in Italy è infatti anche – precisa Prandini - l’unico settore che dipende integralmente da Bruxelles per le scelte politiche e le risorse disponibili. E’ necessario che il nostro Paese si batta contro ulteriori tagli nel nuovo bilancio europeo a carico della Politica agricola comune (Pac) che aggraverebbe la condizione di pagatore netto del nostro Paese” denuncia il presidente della Coldiretti nel sottolineare che a pagare il conto della Brexit non deve essere l’agricoltura che è un settore chiave per vincere le nuove sfide che l’Unione deve affrontare, dai cambiamenti climatici all’immigrazione alla sicurezza. C’è l’esigenza di “riequilibrare” invece la spesa facendo in modo – spiega Prandini - che la Pac possa recuperare con forza anche il suo antico ruolo di sostegno ai redditi e all’occupazione agricola per salvaguardare un settore strategico per la sicurezza e la sovranità alimentare della Ue e per contribuire alla crescita dell’intera economia europea. Secondo Prandini “vanno ribaltati anche gli attuali parametri per l’assegnazione delle risorse. L’Italia dovrebbe incassare di più se si tiene conto della ricchezza prodotta per ettaro con il valore aggiunto per ettaro nazionale che è più del doppio della media UE28, oltre il triplo di Germania e Regno Unito, il 58% in più rispetto al valore aggiunto spagnolo e il 153% in più dei cugini francesi”. La maggiore flessibilità prevista dalla proposta di riforma Pac dovrebbe favorire – spiega il presidente della Coldiretti – una strategia a livello nazionale che risarcisca quei settori che finora non hanno visto un cent. Per la Coldiretti oltre al mantenimento del budget, con la nuova Pac la Ue deve puntare su nuovi criteri per tener conto della capacità dell’azienda agricola di creare occupazione e mantenere vitale l’economia nei territori rurali, investire sui giovani e rendere più efficaci ed efficienti gli strumenti per affrontare le crisi, migliorare la lotta alle pratiche commerciali sleali. Una Pac infine che – conclude Prandini - deve vincere l’omologazione e valorizzare la qualità e la distintività dell’agroalimentare. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-prandini-coldiretti-riforma-pac-sia-votata-da-nuovo-parlamento.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124674680 Thu, 15 Nov 2018 08:25:23 GMT ONU: ALLARME TASSE SU MADE IN ITALY, DA PARMIGIANO A PROSCIUTTO PARMA COLDIRETTI: CON BOLLINO NERO A RISCHIO 41,03 MILIARDI DI EXPORT No a bollini allarmistici o a tasse per dissuadere il consumo di alimenti come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma che, dal Sudamerica all’Europa, con l'ultima adesione anche della Spagna, rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli e politiche fiscali che sostengono modelli alimentari sbagliati. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che la nostra regione e l’Italia intera devono difendere i primati di qualità e distintività del proprio sistema produttivo, in riferimento alla presentazione lunedì 13 novembre alla seconda commissione dell’Assemblea generale dell’Onu a New York della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri”. La proposta sarà ora discussa – spiega Coldiretti regionale – nel corso di una serie di negoziati per cercare di trovare una posizione comune in vista del 14 dicembre prossimo, data dell’ultima convocazione dell’anno per la seconda commissione Onu. Dall’andamento delle trattative dipenderà la possibilità o meno che la risoluzione venga presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Si tratta – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – di una iniziativa promossa da Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sudafrica e Thailandia che contraddice il documento approvato il 27 settembre scorso al Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui – sottolinea la Coldiretti – grazie al pressing esercitato dall’Italia non sono stati menzionati strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande. Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010. Se passasse la risoluzione dei sette Paesi – afferma Coldiretti Emilia Romagna – il rischio è che vengano promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile dove le si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi e le esportazioni del made in Italy agroalimentare sono crollate del 12% nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo la Coldiretti. O come il caso dell’etichetta a semaforo adottata in Gran Bretagna che – precisa Coldiretti - finisce per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. http://www.bologna.coldiretti.it/onu-allarme-tasse-su-made-in-italy-da-parmigiano-a-prosciutto-parma.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124619015 Tue, 13 Nov 2018 15:17:50 GMT SCATTA L’OBBLIGO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA, ECCO COME METTERSI IN REGOLA Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore per tutte le imprese, comprese quelle agricole, l’obbligo della fatturazione elettronica. Si tratta, in pratica, di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che va a sostituire integralmente quelle cartacee.   Come emettere le fatture dal 1° gennaio Per agevolare il passaggio e mettersi in regola il Portale del Socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it mette a disposizione il servizio “Fatturazione digitale”. Tale servizio offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc, tablet o smartphone. Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. Dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del tuo cliente da indicare in fattura per il corretto recapito della stessa. Un’altra possibilità è quella di recarsi negli uffici Coldiretti di Impresa Verde che erogherà il servizio di emissione (e conseguentemente la conservazione) delle fatture attive. Anche in tal caso dovrai conoscere il codice destinatario o l’indirizzo Pec del proprio cliente da indicare in fattura. L’operatore di Impresa Verde effettuerà l’invio della fattura al Sistema di interscambio (il cosiddetto Sdi). La contabilizzazione sarà sempre a cura di Impresa Verde.   Come ricevere le fatture elettroniche Per garantirti, invece, la ricezione delle fatture elettroniche, puoi delegare Impresa Verde alla gestione per tuo conto delle stesse. In tal caso le fatture emesse dai tuoi fornitori verranno recapitate direttamente sulla piattaforma gestita da Impresa Verde grazie al codice destinatario telematico che è già disponibile (5W4A8J1) e che tutti i soci che aderiscono al servizio dovranno comunicare ai loro fornitori al fine della ricezione della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019. Impresa Verde non appena riceverà le fatture passive ne darà comunicazione ai soci secondo modalità da concordare.   Come registrarsi al Portale del Socio Coldiretti Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” dovrai inserire il tuo numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale.   http://www.bologna.coldiretti.it/scatta-l-obbligo-della-fatturazione-elettronica-ecco-come-mettersi-in-regola.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124618862 Tue, 13 Nov 2018 15:11:23 GMT UE: BOLOGNA, ARCIVESCO ZUPPI E GOVERNATORE BONACCINIFIRMANO PETIZIONE EUROPEA COLDIRETTI CONTRO CIBO FALSO   L’arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini hanno firmato la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) per chiedere alla Commissione di Bruxelles di agire sul fronte della trasparenza e dell’informazione al consumatore sulla provenienza di quello che mangia. Lo comunica Coldiretti Bologna, informando che Mons Zuppi e Bonaccini hanno firmato la petizione in piazza VIII agosto a Bologna, su invito della presidente e del direttore di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi e Marco Allaria Olivieri, nell’ambito della Giornata del Ringraziamento organizzata da Coldiretti al termine dell’annata agraria. La petizione per dire stop al cibo anonimo – informa Coldiretti Bologna – è una raccolta firme internazionale, che riguarda anche altri Paesi europei ed ha l’obiettivo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. All’incontro tra i dirigenti di Coldiretti Bologna e il presidente della Regione Bonaccini – ricorda Coldiretti Bologna – si è parlato in particolare dei problemi dello zucchero italiano, ormai prodotto solo dalla cooperativa bolognese Coprob, che deve far fronte alla concorrenza delle vendite sottocosto delle multinazionali francesi e tedesche, e dei problemi delle aree montane, dove i danni provocati dagli animali selvatici stanno facendo chiudere le aziende agricole con i conseguenti problemi di dissesto idrogeologico. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-bologna-arcivesco-zuppi-e-governatore-bonaccinifirmano-petizione-europea-coldiretti-contro-cibo-f.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573488 Mon, 12 Nov 2018 15:29:07 GMT ANNATA AGRARIA: BOLOGNA, +1% PLV, STOP DA 5 ANNI REDDITO DELLE AZIENDE VALENTINA BORGHI: CREARE UN’ALLEANZA TRA TUTTI I SOGGETTI DELLA FILIERA Cresce dell’1% la produzione lorda vendibile (Plv) dell’agricoltura bolognese, ma per il quinto anno consecutivo i redditi delle aziende restano al palo. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Bologna divulgata in occasione della Giornata provinciale del Ringraziamento, celebrata il oggi a Bologna nella cattedrale di San Pietro con la Messa officiata dall’arcivescovo Mons. Matteo Maria Zuppi. L’11 novembre, giorno di San Marrino – ricorda Coldiretti Bologna – segna tradizionalmente la fine dell’annata agraria e l’inizio di un nuovo ciclo colturale, ed è il giorno dei bilanci per l’agricoltura. Dopo un 2017 segnato da una grande siccità e da un calo generalizzato delle produzioni, il 2018 – informa Coldiretti provinciale – ha segnato il ritorno alla normalità produttiva, con qualche eccezione. Sul fronte dei seminativi, che con 79 mila ettari costituisce la maggiore coltura della provincia, l’andamento climatico di fine maggio, con bombe d’acqua, vento e grandine, ha ridotto i quantitativi prodotti di grano duro e tenero e di orzo. Per quanto riguarda i prezzi, sono buoni quelli del grano tenero e dell’orzo, mentre sono inspiegabilmente bassi quelli del grano duro, nonostante la minor produzione. Per mais e sorgo c’è stata una contrazione delle semine con una produzione di alta qualità, soprattutto per il mais, che però non viene adeguatamente remunerata dal mercato. La soia ha recuperato in termini produttivi rispetto al 2017, ma i prezzi sul mercato sono bassi. Annata pesante, secondo Coldiretti Bologna, per la barbabietola (quasi 8 mila ettari coltivati in provincia di Bologna) a causa di una scarsa resa in termini di zucchero, aggravata dal crollo mondiale dei prezzi, per l’accumulo di scorte nei Paesi del Nord Europa, e dalla concorrenza con vendite sottocosto che multinazionali francesi e tedesche fanno allo zucchero italiano che viene prodotto quasi esclusivamente dalla cooperativa Bolognese Coprob di Minerbio. Un settore quello saccarifero – commenta Coldiretti Bologna – dove si rende necessaria una chiara etichettatura di origine obbligatoria e la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero. Anche per questo Coldiretti Bologna sostiene la proposta di sgravi fiscali per chi utilizza zucchero italiano e nell’ambito della Giornata del Ringraziamento ha organizzato la vendita del panettone Giorgione, il primo panettone fatto con grano, burro e zucchero 100% italiani, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, Coprob, cooperativa bieticolo-saccarifera bolognese, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Al contrario dello zucchero, la scarsa produzione di patate europee – afferma Coldiretti Bologna – consente una buona valorizzazione della patata di Bologna con produzione e prezzi in rialzo rispetto al siccitoso 2017. In ripresa anche la produzioni di meloni e cocomeri, ma con prezzi non sempre soddisfacenti. La frutta, coltivata a Bologna su oltre 7.500 ettari, si è difesa secondo Coldiretti provinciale, abbastanza bene: le ciliegie, penalizzate dalla pioggia di giugno hanno avuto una produzione in calo (–20%) rispetto al già scarso 2017, ma i prezzi sono stati remunerativi. Buona la produzione di susine e buono il mercato. Produzione nella media per pesche e nettarine con prezzi tra il discreto e il buono, grazie anche all’export. Produzione nella media per le pere, con un mercato in ribasso rispetto ai buoni prezzi degli ultimi anni; in difficoltà invece le mele, che dopo una buona partenza hanno sofferto la concorrenza del prodotto che arriva dalla Germania e soprattutto dalla Polonia, che ha sforato tutte le previsioni di produzione. Con l’arrivo di produzioni estere, Coldiretti Bologna raccomanda attenzione alle etichette d’origine (che per la frutta fresca è obbligatoria) e consiglia acquisti direttamente dagli agricoltori. Per il kiwi, dopo la scarsa produzione del 2017, per Coldiretti siamo tornati nella media, con prezzi in ribasso, non solo per la maggior produzione nazionale, ma anche per la presenza sul mercato di prodotto neozelandese. I vigneti (5.700 ettari) hanno dato uve per produrre vini di alta qualità, con un calo produttivo del 10-15% per i rossi e un leggero aumento per i bianchi. Il trend positivo del Parmigiano Reggiano (+3,1% i consumi nei primi 11 mesi del 2018) ha sostenuto anche gli allevamenti della sinistra Reno. “Purtroppo – ha commentato la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi – la crescita della Plv non sempre si trasforma in reddito per le aziende, bloccato ormai da cinque anni. Per cercare di rimettere in moto il volano del reddito, la nostra organizzazione – conclude la Borghi – da un lato è impegnata a creare un’alleanza tra tutti i soggetti dell’agroalimentare per una più equa redistribuzione del valore aggiunto lungo la filiera, dall’altro è alla ricerca di strumenti per valorizzare servizi che le aziende agricole possono svolgere in settori nuovi come ad esempio quello dei servizi alla collettività, dalla manutenzione dei fossi e canali di scolo alla salvaguardia ambientale, dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale”. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/annata-agraria-bologna-1-plv-stop-da-5-anni-reddito-delle-aziende.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124573386 Mon, 12 Nov 2018 10:02:49 GMT GIORNATA PROVINCIALE DEL RINGRAZIAMENTO CON LA MESSA CELEBRATA DA S.E. MONS. MATTEO MARIA ZUPPI                                   Domenica 11 novembre 2018, festa di san Martino. Chiesa Cattedrale di San Pietro Bologna via indipendenza 9 Nell’occasione Coldiretti presenterà il primo bilancio dell’annata agraria a Bologna Arriva il panettone che aiuta lo zucchero italiano e raccoglie fondi per Fan  Domenica 11 novembre verrà celebrata a Bologna la Giornata provinciale del Ringraziamento, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata da Coldiretti in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie del raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori. Momento centrale della giornata sarà alle ore 12.00 la Messa nella cattedrale di San Pietro, via Indipendenza 9, celebrata dall’arcivescovo, mons. Matteo Maria Zuppi. Prima della Messa, alle ore 11.00, mons. Zuppi in piazza VIII agosto benedirà gli agricoltori, i prodotti e gli animali presenti. Per l’appuntamento sono state organizzate una serie di iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutta la giornata. Dalle 9.00 alle 18.00, in piazza VIII Agosto ci sarà la mostra-mercato di Campagna Amica con i prodotti tipici del territorio bolognese e sarà allestita la fattoria degli animali da cortile (galline, papere, anatre, conigli). Nella stessa piazza si svolgeranno una serie di laboratori didattici che daranno modo a grandi e bambini di assistere in diretta alle attività di un tempo nelle fattorie: dalla preparazione del formaggio con il latte di mucca alla preparazione dei tortellini, fino alla preparazione della salamoia bolognese, con momenti di animazione specifica per bambini. Nell’ambito del mercato di Campagna Amica, Coldiretti raccoglierà fondi per Fanep  (Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica), vendendo il panettone Giorgione che aiuta lo zucchero italiano. Si tratta del primo panettone fatto con grano, burro e zucchero 100% italiani frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, che ha prodotto il grano Giorgione, Coprob, cooperativa bieticolo-saccarifera bolognese, Molini Pivetti Spa di Cento (Ferrara) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Nell’occasione Coldiretti porterà i piazza VIII agosto anche un campanile mobile per un concerto di campane a cura dell’Associazione “Campane in concerto” di Decima di Persiceto. Durante tutta la giornata saranno inoltre raccolte le firme “Stop al cibo anonimo” per chiedere all’Unione Europea di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti. Si tratta di una petizione europea “Eat original! Unmask your food” (“Mangia originale, smaschera il tuo cibo”) che ha avuto il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco di Coldiretti: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde a Gaia (associazione degli agricoltori greci). L’obiettivo è dare la possibilità a livello europeo di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania, Romania e Spagna, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, grano nella pasta e riso. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/giornata-provinciale-del-ringraziamento-con-la-messa-celebrata-da-s-e-mons-matteo-maria-zuppi-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124471574 Fri, 09 Nov 2018 12:08:43 GMT COLDIRETTI: L’EMILIANO NICOLA BERTINELLI VICEPRESIDENTE NAZIONALE                                                           ELETTO DALL’ASSEMBLEA INSIEME CON ETTORE PRANDINI NUOVO PRESIDENTE Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli di Medesano (Parma), è stato eletto alla vice presidenza nazionale della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che Bertinelli, parmigiano di 45 anni, è stato eletto dall’assemblea dei delegati di tutte le regioni che ha eletto alla presidenza Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. Nel nuovo incarico Bertinelli affiancherà il neopresidente nazionale Ettore Prandini, laureato in giurisprudenza, che guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Oltre a Nicola Bertinelli, nel suo mandati Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta da altri due vice presidenti, David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.                                               http://www.bologna.coldiretti.it/coldiretti-l-emiliano-nicola-bertinelli-vicepresidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124403154 Wed, 07 Nov 2018 15:05:26 GMT COLDIRETTI: ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE                                                                      “Agricoltura e Made in Italy risorse strategiche per il Paese” Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale. “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”. Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita. Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia.                                                               http://www.bologna.coldiretti.it/coldiretti-ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124403386 Wed, 07 Nov 2018 15:04:26 GMT CACCIA: FINALMENTE APPROVATO PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI OLTRE 2 ANNI COLDIRETTI, PIANO RISCHIA DI RESTARE SOLO SULLA CARTA SENZA NUOVA LEGGE Finalmente, dopo oltre due anni di attesa, la Regione Emilia Romagna ha approvato il Piano Faunistico-Venatorio: ora è necessario che il piano passi velocemente dalla carta all’applicazione pratica sul territorio. Così Coldiretti regionale commenta l’approvazione del Piano Faunistico-Venatorio sottolineando la necessità che diventi operativo al più presto. Secondo Coldiretti infatti il piano potrà essere realmente applicato solo dopo l’adeguamento della legge regionale nr. 8 della caccia che risale al 1994 e al regolamento nr.1 del 2008. Senza la riforma di questi strumenti – commenta Coldiretti Emilia Romagna – il nuovo Piano ha le armi spuntate per ottenere i risultati che si prefigge, a partire dal controllo dei cinghiali. Le attuali norme legislative nella parte che riguarda gli Atc (Ambiti territoriali di Caccia) – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – risalgono al periodo in cui c’erano ancora le Province, quando si redigevano ben nove piani Faunistico-Venatori, e sono quindi decisamente inadeguate a coordinare e rendere più efficace l’azione di controllo degli animali selvatici da parte degli Atc, sia in termini di tutela dei redditi degli agricoltori, falcidiati dal libero scorrazzare dei cinghiali nei campi agricoli, sia in termini di riduzione del rischio che questi animali rappresentano per tutti i cittadini sulle strade. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono stati superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. http://www.bologna.coldiretti.it/caccia-finalmente-approvato-piano-faunisto-in-ritardo-di-oltre-2-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124399430 Wed, 07 Nov 2018 14:48:36 GMT TASSE RIFIUTI: EMILIA ROMAGNA, SOSTEGNO ALL’AGRITURISMO   MENTRE CRESCE IL TURISMO, LA REGIONE ACCOGLIE LA RICHIESTA COLDIRETTI Sostenere la multifunzionalità delle imprese e incentivare l’agriturismo in un momento di crescita della domanda turistica in Emilia Romagna (+5,1% gli arrivi totali nei primi otto mesi del 2018). È l’obiettivo di un provvedimento della Regione Emilia Romagna pubblicato sul Bollettino ufficiale di oggi, che ha accolto la richiesta di Coldiretti Emilia Romagna di modificare e ridurre la tassa dei rifiuti per gli agriturismi tenendo conto delle peculiarità di questa attività che non si svolge tutti i giorni per tutto l’anno e non produce rifiuti in tutti i locali aziendali, ma ha una minor produzione di scarti grazie alla filiera corta in quanto gli alimenti sono prodotti direttamente in azienda, senza confezioni da smaltire. Il provvedimento accoglie le richieste di Coldiretti sia per quanto riguarda le aziende agricole in generale, esonerando le serre non aperte al pubblico, sia sul piano degli agriturismi, parificando questi ultimi ai chioschi stagionali. In pratica agli agriturismi verranno applicate le stesse riduzioni previste per locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale e non continuativo, ma ricorrente. Pertanto l’attività agrituristica potrà beneficiare di un tassazione ridotta. Si tratta di un intervento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che per le imprese agrituristiche significa risparmiare migliaia di euro di tasse ogni anno (le tasse sui rifiuti secondo stime Coldiretti incidono dal 2 al 5 per cento dei costi dell’agriturismo), liberando risorse per gli investimenti e l’occupazione, favorendo l’ampliamento delle offerte aziendali e migliorando i servizi a disposizione degli utenti. In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – operano 1.167 agriturismi con quasi 10 mila posti letto e 30 mila coperti per la ristorazione e oltre 500 piazzole di sosta per camper e roulottes. http://www.bologna.coldiretti.it/tasse-rifiuti-emilia-romagna-sostegno-all-agriturismo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124343171 Mon, 05 Nov 2018 11:50:26 GMT INVESTIMENTI: EMILIA ROMAGNA, MANCANO 18 MILIONI PER LATTE E FORMAGGI BERTINELLI (COLDIRETTI) SETTORI FONDAMENTALI PER OCCUPAZIONE E SVILUPPO Trovare le risorse per evitare che la filiera del latte e dei formaggi in Emilia Romagna perda la possibilità di investimenti previsti dal Piano di sviluppo rurale (Psr). È la richiesta che Coldiretti Emilia Romagna fa alla Regione dopo aver rilevato che su 19 progetti di filiera ammessi a finanziamento, ci sono risorse per finanziarne solo 11. “Mancano – spiega il presidente di Coldiretti regionale, Nicola Bertinelli – 18 milioni per finanziare progetti di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in quanto interessa cooperative e privati in settori chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Reperire i fondi mancanti, recuperandoli da altre misure non completamente utilizzate del Psr o da altre fonti, significherebbe attivare un volano economico di oltre 50 milioni di euro di investimenti che contribuirebbero a generare una ricaduta positiva in un settore di eccellenza della nostra regione, favorendo l’occupazione e un beneficio sociale ed economico per tutto il territorio da Piacenza a Rimini, in particolare per le aree di montagna dove sono presenti molti allevamenti e strutture di lavorazione e trasformazione”. Se non venissero trovate le risorse necessarie – spiega Coldiretti Regionale – il settore lattiero caseario, che rappresenta in termini di produzione agricola quasi un terzo della Plv dell’Emilia Romagna, sarebbe l’unica filiera agroalimentare regionale finanziata a metà, in quanto per tutte le altre filiere, dall’ortofrutticola alla cerealicola, dalle carni suine al vitivinicolo, sono stati finanziati tutti i progetti ammissibili. “I finanziamenti mancanti – ha concluso Bertinelli – diventano fondamentali per favorire l’ammodernamento delle aziende agricole e dei caseifici, incrementandone la redditività attraverso l’innovazione per una maggiore coesione di filiera e sviluppando contemporaneamente anche l’indotto”. http://www.bologna.coldiretti.it/investimenti-emilia-romagna-mancano-18-milioni-per-latte-e-formaggi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123828384 Mon, 05 Nov 2018 11:46:57 GMT CONSUMI: PREMIARE LE AZIENDE CHE UTILIZZANO ZUCCHERO NAZIONALE  COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA PROPONE SGRAVI FISCALI AL MINISTRO CENTINAIO Premiare le aziende italiane che utilizzano zucchero italiano per contrastare le multinazionali francesi e tedesche che puntano ad azzerare la produzione saccarifera italiana con vendite sottocosto del loro prodotto. L’idea è di Coldiretti Emilia Romagna che al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione ha proposto al ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, di adottare sgravi fiscali per tutti quegli operatori, industrie e artigiani che utilizzano lo zucchero nazionale nei loro prodotti. Dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – sono necessari interventi per contrastare lo strapotere delle cinque grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto saccarifero nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. A rischio – afferma Coldiretti regionale – c’è l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. A difendere la produzione italiana di zucchero – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero. Da parte sua, il ministro Centiniaio a Cernobbio ha assicurato che “l’Italia tonerà alla carica presso l’Unione europea per dare risposte al settore”. http://www.bologna.coldiretti.it/consumi-premiare-le-aziende-che-utilizzano-zucchero-nazionale.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124343027 Mon, 05 Nov 2018 11:45:54 GMT ZUCCHERO: A RISCHIO 7.000 AZIENDE E 25.000 POSTI TRA EMILIA E VENETO  IN ITALIA STRANIERI 4 PACCHI SU 5, MA CONSUMATORE NON LO SA A rischio l’attività di 7 mila aziende che coltivano 33 mila ettari di barbabietole tra Emilia Romagna e Veneto e 25 mila posti di lavoro nella filiera dello zucchero. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Emilia Romagna sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione europea alle misure di emergenza per salvare lo zucchero made in Italy chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell'agricoltura e della pesca dell'UE. A difendere la produzione italiana di zucchero – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è rimasta la cooperativa tricolore Coprob-ItaliaZuccheri, che ha due stabilimenti di trasformazione a Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova). Senza questa cooperativa – spiega Coldiretti regionale – l’Italia, che con un consumo di oltre 1,7 milioni di tonnellate è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate. Ad un anno dalla fine del regime delle quote si registra come le aziende produttrici di zucchero e conseguentemente gli agricoltori della filiera abbiano totalmente perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della GDO. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti regionale – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. In pratica – rileva Coldiretti – in Italia oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano dall’estero mentre la produzione Made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. Per difendere la produzione italiana – afferma Coldiretti Emilia Romagna – è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero. La produzione di zucchero 100% italiano – sottolinea la Coldiretti – è una priorità strategica per sventare incrementi ingiustificati dei prezzi a causa di un sempre maggiore oligopolio straniero, per evitare rischi di carenze di scorte del prodotto per l’industria agroalimentare italiana considerato che a livello internazionale il consumo è previsto in aumento a tassi compresi tra il 2% e il 3% all'anno per i prossimi 10 anni e – conclude Coldiretti – permette di conservare la quota di Pil generato dalla filiera evitandone trasferimento a favore di altri Paesi in un momento storico in cui l’Italia ha necessità di ricorrere a tutte le proprie risorse per ricominciare a correre sulla strada dello sviluppo economico. http://www.bologna.coldiretti.it/zucchero-a-rischio-7-000-aziende-e-25-000-posti-tra-emilia-e-veneto.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123737714 Tue, 16 Oct 2018 12:54:42 GMT INCARICHI: COLDIRETTI EMILIA ROMAGNA, NICOLA BERTINELLI NUOVO PRESIDENTE  STORICO CAMBIO DELLA GUARDIA, MAURO TONELLO LASCIA DOPO 20 ANNI Storico cambio della guardia alla presidenza di Coldiretti Emilia Romagna. Dopo vent’anni, Mauro Tonello lascia la guida della maggiore organizzazione agricola regionale e al suo posto subentra Nicola Bertinelli, 45 anni, imprenditore agricolo di Medesano (PR). Lo hanno eletto i delegati all’assemblea regionale di Coldiretti in rappresentanza delle 48 mila aziende associate. Bertinelli, dopo due lauree in Scienze Agrarie e in Economia e Commercio, conseguite in Italia, alla Cattolica di Milano, e un master in Business Administration all’Università di Guelph, in Canada, ha preso in mano le redini dell'azienda agricola di famiglia a Medesano, che ha trasformato innovandola profondamente in pochi anni grazie alle opportunità offerte dalla legge 228 del 2001, la cosiddetta legge d'Orientamento fortemente voluta da Coldiretti per il rinnovamento dell’agricoltura italiana. L’azienda lavora 160 ettari di terreno dove si producono i foraggi freschi per gli oltre 700 capi di razza Frisona, Vacca Rossa reggiana e Vacca Bruna, che danno il latte di alta qualità necessario per la produzione di Parmigiano Reggiano. Oggi l'azienda Bertinelli è un modello di azienda multifunzionale che copre l'intera filiera produttiva del “Re dei Formaggi”, dalla produzione di foraggi all'allevamento di bovine, dal latte alla trasformazione in caseificio, fino alla stagionatura e vendita diretta. Dall'aprile del 2017 Bertinelli è anche presidente del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano. Dopo l’elezione, il neo-presidente ha ringraziato l'assemblea per la fiducia accordatagli e si è detto "onorato di esser stato eletto nel nuovo incarico e di sentirsi profondamente impegnato a rispondere alle aspettative riposte in lui. Durante il mio mandato – ha detto Bertinelli – lavorerò in squadra con tutta la giunta, il consiglio direttivo e il direttore Marco Allaria Olivieri per valorizzare le nostre produzioni agricole al fine di incrementare il reddito delle imprese". Al momento del passaggio di consegne con il predecessore Mauro Tonello, Bertinelli ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. “Nei vent’anni della sua presidenza – ha detto – ha guidato l’organizzazione in un momento di cambiamento epocale, in cui l’agricoltura regionale e nazionale è diventata protagonista dell’economia italiana avviando un nuovo rapporto con il mercato, aprendosi alla multifunzionalità e alla valorizzazione della sua distintività, portando le eccellenze alimentari al centro dell’attenzione del consumatore e rivalutando il grande ruolo di tutela dell’ambiente e della sicurezza alimentare”. “L’Emilia Romagna – ha detto Bertinelli – ha una grande responsabilità: è una delle principali agricolture italiane, con 70 mila imprese agricole e con prodotti agroalimentari di fama mondiale, come i 44 prodotti Dop e Igp e i 393 iscritti all’albo dei prodotti tradizionali. Essere alla guida di Coldiretti è un onore, ma anche una grande responsabilità. Sull’identità che ci siamo costruiti presso la società e i consumatori – ha detto il nuovo presidente – dobbiamo creare valore per dare nuova redditività agli imprenditori agricoli, rafforzando i rapporti tra impresa e mercato, da un lato stimolando una ulteriore crescita della multifunzionalità, con le aziende agricole che valorizzano il loro prodotto cercando nuove opportunità sul fronte dell’agriturismo, della vendita diretta e dei mercati contadini. Dall’altro aprendo sempre di più alla filiera con accordi che riequilibrino il rapporto di forza tra aziende agricole, trasformazione e distribuzione, per redistribuire il valore del prodotto in modo equo lungo tutto il percorso dal campo alla tavola. Si tratta – ha proseguito Bertinelli – di una strada già intrapresa da Coldiretti con Campagna Amica per quanto riguarda la multifunzionalità e con gli accordi di filiera nei vari settori, dai cereali alla carne, al burro. Il tutto con la garanzia dell’etichettatura dell’origine del prodotto agricolo che, grazie al costante impegno di Coldiretti, negli ultimi anni è diventato obbligatorio per una larga parte di prodotti, dai derivati di pomodoro alla pasta, dal latte e i formaggi, dalla carne bovina e di pollo alla frutta e verdura freschi. Lavoreremo perché si possa arrivare alla trasparenza anche per gli altri alimenti privi di etichetta d’origine come i salumi, la carne e la frutta trasformate, il pane. Non mancheremo poi all’appuntamento con le problematiche ambientali: l’attività agricola è un vero presidio per il territorio, contro il dissesto idrogeologico e contro gli incendi, per la salvaguardia del suolo. Sarà nostra cura operare per assicurare la presenza degli agricoltori nelle zone collinari e montane e mantenerle vive e vitali. Chiediamo ovviamente che la collettività e le istituzioni facciano la loro parte, assicurando un maggiore controllo della presenza degli animali selvatici in queste aree”. “Il territorio – ha concluso il neo-presidente – deve diventare la nostra casa e la nostra impresa, in una visione a tutto tondo, con sinergie tra tutti i settori produttivi e commerciali per cui le eccellenze che ci caratterizzano, dalla food valley alla motor valley, fino alle città d’arte diventino non solo un luogo da visitare, ma un territorio in cui investire attirando anche capitali esteri. Così si creerà valore aggiunto e quindi reddito e posti di lavoro, realizzando un modello sostenibile basato sulla qualità dell’ambiente e qualità della vita”. Nella sua attività il nuovo presidente sarà affiancato dal nuovo consiglio direttivo che sarà composto dai presidenti provinciali di Coldiretti: Valentina Borghi (Bologna - vicepresidente), Nicola Dalmonte (Ravenna - vicepresidente), Floriano Tassinari (Ferrara), Massimiliano Bernabini (Forlì-Cesena), Luca Borsari (Modena), Nicola Bertinelli (Parma), Marco Crotti (Piacenza), Guido Cardelli Masini Palazzi (Rimini); dai consiglieri Marco Bianchi, Paolo Cavazzuti, Luca Cotti, Andrea Ferrini, Marco Gambi, Luigi Maccaferri, Andrea Minardi; Gianni Paganini. Del consiglio direttivo fanno parte di diritto i responsabili dei movimenti: Luciana Pedroni (Donne Impresa), Paolo Monari (pensionati) e Andrea Degli Esposti (Giovani Impresa). In Emilia Romagna Coldiretti rappresenta 48.000 imprese agricole per un totale di oltre 100 mila associati ed è capillarmente presente sul territorio attraverso 9 Federazioni provinciali, oltre 60 uffici zona, 340 sezioni comunali, 200 recapiti. http://www.bologna.coldiretti.it/incarichi-coldiretti-emilia-romagna-nicola-bertinelli-nuovo-presidente.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123616924 Fri, 12 Oct 2018 16:57:46 GMT IL VILLAGGIO CONTADINO DELLA COLDIRETTI Da Venerdì 5 a Domenica 7 Ottobre dalle ore 8,00 al Circo Massimo di Roma Ingresso stampa via dell’Ara massima di Ercole IL VILLAGGIO CONTADINO DELLA COLDIRETTI #stocoicontadini Per la prima volta la grande bellezza delle mille campagne italiane conquista la Capitale con il Villaggio della Coldiretti su 80mila metri quadrati per vivere un giorno da contadino tra le aziende agricole ed i loro prodotti, sui trattori, a tavola con gli agrichef, in sella ad asini e cavalli, tra gli uccelli per imparare l’antica arte del falconiere, nella stalla con mucche, pecore, capre, maiali, conigli e galline, nella capanna dei pastori o nelle fattorie didattiche dove i bambini possono imparare a pigiare l’uva, a impastare il pane o a fare l’orto (su www.coldiretti.it il programma). L’appuntamento è a Roma al Circo Massimo dove accorreranno decine di migliaia di agricoltori dalle diverse regioni a partire dalle ore 8,00 di Venerdì 5 Ottobre, per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione Made in Italy, per tutto il week end. Alla tre giorni in rappresentanza delle istituzioni parteciperanno tra gli altri i Vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Sindaco di Roma Virginia Raggi insieme al Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Segretario Generale Vincenzo Gesmundo. Ci sarà una vera e propria Arca di Noè dove scoprire gli animali salvati dall’estinzione grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai “Sigilli” di Campagna Amica che presenterà la piu’ grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia. Dalla capra Valdostana con le lunghissime corna alla pecora Comisana dalla testa rossa, ci saranno esemplari sopravvissuti lungo tutta la Penisola come la mucca Agerolese dal mantello nero dalla quale si ottiene il latte per il gustoso provolone del monaco o il Mucco Pisano, ma anche il maiale di nero dei monti Lepini considerata una razza “reliquia” e quello di Cinta senese dalla curiosa fascia bianca sul manto scuro e i cavalli Persano, Maremmano, Tolfetano e i simpatici Haflinger altotesini dalla folta e setosa criniera di colore chiaro, insieme a decine di altre razze in pericolo anche di oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana. Simbolo della giornata è pero’ l’asino italiano che dopo aver rischiato l’estinzione è tornato prepotentemente nelle diverse razze da quello dell’Amiata, a quello dell’Asinara, da quello sardo a quello d Martina Franca e molti altri. Ma sarà possibile conoscere i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi “dimenticati”, dai fagioli del Purgatorio di Gradoli alla patata Cojonaria del Friuli, dalla pera Angelica di Serrungarina al barattiere che, consumato acerbo, trova spazio in insalate o senza condimento e ricorda un po’ il cetriolo, dal Conciato Romano, formaggio dell’antichità ancora prodotto in anfore, al formaggio Ainuzzi, plasmato in forme di animali come cervi, daini e capre e strettamente legato alle tradizioni religiose di Agrigento e molti altri. E gli antichi mestieri con intagliatori, lanai, cappellai e ceramisti. #STOCOICONTADINI è anche l’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti potranno vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano al 100% a soli 5 euro per tutti i menu preparati dai cuochi contadini che hanno conservato i sapori antichi del passato, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, dalla carne servita nelle bracerie ai galletti, dagli arrosticini abruzzesi all’abbacchio (fritto) Igp del Lazio, ma sarà possibile gustare i più pregiati salumi e formaggi italiani o scoprire le differenze tra le patate fritte rosse di Colfiorito Igp e quelle dell’Alto viterbese Igp o del Fucino Igp. Una occasione unica per assaggiare nei diversi gusti la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella, ma anche lo street food green, dalle olive all’ascolana al pesce al cartoccio, dalla torta al testo e prosciutto alla pizza bianca con la mortadella. Tra i dolci la crema fritta al gelato di latte d’asina, i babà, i cannoli e i maritozzi con la panna 100% italiana. E ancora degustazione guidata dei vini nelle enoteche, dell'olio nell'oleoteca e di birre agricole, ma anche la possibilità di assistere dal vivo al miracolo della trasformazione delle olive in extravergine, del grano in focaccia e dell’orzo in birra o di seguire le lezioni di agrocosmesi con i trucchi di bellezza della nonna. Spazio al più grande mercato a chilometri zero con Campagna Amica dove o acquistare direttamente dagli agricoltori provenienti da tutta Italia esclusivi souvenir del gusto per se stessi o da regalare agli altri con aree dedicate alla solidarietà per aiutare le categorie più deboli. Un intero settore è dedicato alla pet therapy e al ruolo degli animali nella cura del disagio ma ci sarà anche pompieropoli con un coinvolgente percorso per i piu’ piccoli con tuffi sul telo, ponte tibetano, trave basculante, parete da arrampicata, teleferica e azioni antincendio, anche per imparare a rispettare e a difendere il bosco italiano. Saranno presenti esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti sui temi dell’alimentazione, del turismo dell’ambiente e della salute, ma non mancheranno spettacoli di animazione e concerti. http://www.bologna.coldiretti.it/il-villaggio-contadino-della-coldiretti.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123410635 Fri, 05 Oct 2018 15:38:06 GMT CARICHE: COMPLETATA LA SQUADRA DI GOVERNO DI COLDIRETTI BOLOGNA ELETTA LA GIUNTA, LUIGI MACCAFERRI E ANDREA DEGLI ESPOSTI VICEPRESIDENTI Completata la squadra di governo di Coldiretti Bologna. Dopo l’elezione del neo-presidente Valentina Borghi, prima donna alla guida dell’organizzazione bolognese, il consiglio ha eletto i nuovi vice-presidenti. L’incarico è andato a Luigi Maccaferri, imprenditore agricolo di Crevalcore, che conduce un’azienda a indirizzo estensivo e colture da seme, e Andrea Degli Esposti, delegato di Coldiretti Giovani Impresa a livello provinciale e regionale, titolare di una azienda multifunzionale a Monghidoro, con allevamento bovino, colture cerealicole e agriturismo. A completare la giunta direttiva sono stati eletti gli imprenditori Gabriele Cristofori di Casteguelfo, Antonio Ferro di Imola, Alberto Rodeghiero di Baricella, Aldo Rizzoglio di Castenaso. Astro Turrini di Casalfiumanese, Andrea Menetti di Loiano. Oltre al presidente e ai due vicepresidenti fanno parte di diritto della giunta la responsabile di Coldiretti donne imprese Fabiola Zoffoli (Imola) e il presidente dell’associazione pensionati Paolo Monari (Dozza). “Dal completamento della governance – ha detto il direttore di Coldiretti Bologna, Marco Allaria Olivieri – emerge una organizzazione che ha dato spazio ai giovani, come dimostra l’età media dei dirigenti che è passata dai 52 ai 44 anni, ed è pronta a raccogliere le sfide più importanti per l’agricoltura: dalla valorizzazione delle produzioni con l’etichettatura obbligatoria dell’origine degli alimenti alla realizzazione di accordi di filiera, dalla crescita della multifunzionalità alla semplificazione della burocrazia”. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/cariche-completata-la-squadra-di-governo-di-coldiretti-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123410521 Fri, 05 Oct 2018 15:34:28 GMT CAMBIO AL VERTICE DI COLDIRETTI BOLOGNA, VALENTINA BORGHI PRESIDENTE PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA GUIDA LA MAGGIORE ORGANIZZAZIONE AGRICOLA Cambio al vertice di Coldiretti Bologna. Valentina Borghi, imprenditrice agricola di Minerbio è la prima donna eletta alla presidenza della maggior organizzazione agricola provinciale dall’assemblea dei delegati riuniti a Bologna. La Borghi subentra all’imolese Antonio Ferro che ha guidato la Coldiretti bolognese negli ultimi dieci anni. Laureata in Economia aziendale con un master alla Cattolica di Milano su Piccole e Medie Imprese e Transizione generazionale, la nuova presidente conduce in società con i genitori la “Valentina Funghi” un’impresa agricola in comune di Minerbio con 63 ettari di seminativi e oltre 20 mila metri quadrati di serre dove produce funghi. L’azienda, che impiega 120 dipendenti, è particolarmente attenta all’agricoltura green: produce funghi biologici e buona parte dell’energia aziendale è ottenuta da impianti fotovoltaici. Da sempre sostenitrice della vendita diretta, la Borghi commercializza i suoi funghi in tutta Italia, ma è anche impegnata nella vendita sul territorio bolognese partecipando ai mercati di Campagna Amica, la rete di vendita diretta di Coldiretti. Nell’accettare l’incarico per il mandato 2018-2022, Valentina Borghi ha ringraziato il predecessore Antonio Ferro di cui ha ricordato “l’impegno a tutelare le imprese agricole con una politica di filiera che assicurasse alle aziende un reddito adeguato per le loro produzioni. Sarà mia cura – ha detto la neo-presidente – rafforzare la politica di filiera portata avanti da Coldiretti a livello nazionale, sviluppare la multifunzionalità delle aziende, soprattutto in zone svantaggiate dove la presenza dell’agricoltura è più difficile, ma è importante per tutta la collettività in quanto contribuisce a mantenere l’equilibrio del territorio ed evitare il dissesto idrogeologico. Per questo mi batterò per le esigenze delle aziende di montagna e per la loro lotta quotidiana contro le avversità di queste aree, a partire dalla necessità del contenimento degli animali selvatici che nel nostro Appennino sono ormai fuori controllo. Il mio impegno sarà realizzare un lavoro di squadra con tutti i colleghi di giunta e consiglio, con il direttore Marco Allaria Olivieri e con tutta la struttura, valorizzando le competenze di ciascuno. L’obiettivo sarà assicurare la redditività delle aziende agricole per renderle sempre più efficienti ed economicamente adeguate in modo da assicurare anche un futuro per i tanti giovani che stanno scegliendo di tornare in agricoltura”. In provincia di Bologna, Coldiretti conta oltre 6.000 soci che nelle loro aziende danno lavoro a quasi 5.000 dipendenti. L’assemblea ha eletto anche il nuovo consiglio provinciale che è composto da: Matteo Piccinini Gabriele Cristofori, Mattia Emiliani, Gianluca Gaspari, Roberto Maccaferri, Stefano Bonzagni, Giordano Alpi, Antonio Ferro, Alessandro Zanardi, Alberto Rodeghiero, Roberto Nanni, Aldo Rizzoglio, Astro Turrini, Mattia Dall’Olio, Luigi Maccaferri, Giuliano Zanoni, Marco Romani, Andrea Menetti. Del consiglio fanno parte anche il delegato di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Degli Esposti, la responsabile dei Donne Impresa, Fabiola Zoffoli e il presidente dell’associazione pensionati, Paolo Monari. Info: Carlo Cavallina, cell. 335 5978478 http://www.bologna.coldiretti.it/cambio-al-vertice-di-coldiretti-bologna-valentina-borghi-presidente.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123254852 Mon, 01 Oct 2018 09:22:41 GMT CACCIA: IN E-R APRE DOMENICA, SENZA IL PIANO FAUNISTO IN RITARDO DI 3 ANNI   COLDIRETTI, 150 MILA CINGHIALI SENZA CONTROLLO, RADDOPPIATI DAL 2000 In Emilia Romagna partirà domenica prossima, 16 settembre, la nuova stagione della caccia senza che sia stato approvato il nuovo Piano faunistico-venatorio atteso ormai da tre anni. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna sottolineando che senza le nuove norme manca la possibilità di un più serrato controllo dei cinghiali che metta un freno al proliferare incontrastato di questi animali che nella nostra regione, dal 2000 ad oggi, sono più che raddoppiati raggiungendo i 150 mila esemplari, che scorrazzano liberi per campi e strade, devastando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Il nuovo Piano – informa Coldiretti Emilia Romagna – rafforza l’azione di controllo degli animali anche con l’intervento degli agricoltori provvisti di regolare licenza di caccia, che possono abbattere gli animali su autorizzazione della polizia provinciale. Si tratta di un provvedimento già adottato in altre regioni e che già due anni fa Coldiretti Emilia Romagna aveva chiesto con una grande manifestazione davanti alla Regione, dove erano arrivati più di diecimila agricoltori esasperati dalla continua devastazione dei loro raccolti. Controllare la diffusione di questi animali – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – significa salvaguardare l’incolumità delle persone e la sicurezza dei trasporti sulle strade, nonché prevenire pesanti danni alle produzioni agricole e all’ecosistema. I danni da animali selvatici nell’ultimo anno nelle aziende agricole dell’Emilia Romagna – informa Coldiretti regionale – sono superiori a 2 milioni di euro, 700 mila dei quali dovuti ai cinghiali, che nei campi danneggiano soprattutto cereali e prati pascolo, rendendo impossibile il raccolto di grano e mais e inutilizzabile i foraggio per gli allevamenti, con la conseguenza che negli ultimi dieci anni nelle zone di collina e montagna dell’Emilia Romagna sono scomparsi 300 mila animali, tra pecore, mucche e maiali, con la chiusura di 5.000 allevamenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di occupazione. Il nuovo Piano faunistico – afferma Coldiretti Emilia Romagna – diventa fondamentale per interventi di controllo dei cinghiali in collina e montagna, in caso di superamento di determinati livelli di danni alle colture, e per l’eradicazione di questi animali nelle zone di pianura a nord della via Emilia. http://www.bologna.coldiretti.it/caccia-in-e-r-apre-domenica-senza-il-piano-faunisto-in-ritardo-di-3-anni.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122791520 Mon, 17 Sep 2018 08:22:08 GMT SANA Giornata di formazione e aggiornamento per i funzionari di Coldiretti Emilia Romagna. L’occasione è stata di presentazione del portale del socio allo stand di Coldiretti del Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale, alla cui inaugurazione è intervenuto il presidente nazionale Roberto Moncalvo. Grazie alla disponibilità degli esperti di Bluarancio, un apposito momento nell’ambito della fiera è stato dedicato alla presentazione del portale per i funzionari del front-line che giornalmente vivono a contatto con gli associati. Il portale del socio – ricorda Coldiretti – è un sito riservato alle aziende associate per facilitarne l’attività d’impresa. Dal Quaderno di Campagna digitale alla fatturazione elettronica, il Portale mette a disposizione degli agricoltori uno strumento digitale innovativo che anticipa i nuovi orientamenti in materia di gestione aziendale con il vantaggio di essere perfettamente integrato con il sistema Coldiretti. Come registrarsi Registrarsi al Portale del Socio Coldiretti è facile e gratuito. Basta andare su internet e digitare l’indirizzo https://socio.coldiretti.it. Cliccando su “registrati” basterà inserire il numero di Socio Coldiretti che si trova sulla tessera (il numero di socio e non quello di tessera, ndr), la partita Iva o il codice fiscale e un indirizzo mail. Sulla tua posta elettronica riceverai subito una mail che ti permetterà di completare la registrazione e accedere ai servizi del portale. Cosa trovi sul Portale del Socio Con il Portale del Socio potrai avere il Quaderno di Campagna digitale che ti permette di registrare i trattamenti diretta- mente in campo da smartphone e tablet oppure da pc. Grazie alla perfetta integrazione con il fascicolo aziendale il programma diventa un prezioso strumento di lavoro consentendo di gestire il piano colturale, il magazzino degli agrofarmaci, i trattamenti, i diserbi, le fertilizzazioni (con controlli automatici e completi in tempo reale rispetto alle etichette e ai disciplinari) e tutte le lavorazioni, l’irrigazione, le macchine e molto altro. Ma il Quaderno di Campagna digitale rende più semplice anche la domanda Pac e riduce il rischio di sanzioni e tagli ai premi comunitari. Inoltre mette a disposizione strumenti in grado di gestire la produzione bio, i piani di fertilizzazione, la cartografia, le etichette e tutto ciò che è legato, in generale, alla produzione e alla normativa vigente. Sul Portale trovi anche il Digit - Fatturazione digitale - che ti offre la gestione digitalizzata delle fatture e dell’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa grazie a un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini, clienti e fornitori, direttamente da pc, tablet o smartphone. Inoltre, avrai a disposizione fino a 200 fatture elettroniche (B2B). Grazie al collegamento integrato con Impresa Verde le tue fatture giungeranno automaticamente agli uffici Coldiretti, evitando file e facendoti guadagnare tempo per la tua attività. L’agenda on line gratuita e personalizzabile ti avvisa delle scadenze d'impresa mentre nella sezione Notizie hai in anteprima news e approfondimenti su normative e mercati. Il sito contiene anche informazioni sui bandi del Piano di sviluppo rurale (Psr) della tua regione, notizie, il meteo del tuo territorio, convenzioni riservate ai soci e molto altro. E ulteriori servizi sono in arrivo. http://www.bologna.coldiretti.it/sana.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122791109 Mon, 17 Sep 2018 08:19:04 GMT MALTEMPO: IN EMILIA ROMAGNA DIMEZZATO SEME DI ERBA MEDICA CERTIFICATO SUL MERCATO DILAGA PRODOTTO NON CERTIFICATO, APPELLO ALLA BORSA MERCI Il maltempo che questa estate ha colpito i campi dell’Emilia Romagna ha causato danni anche al seme di erba medica, una produzione in cui la nostra regione coltivando il 50 per cento dei circa 40 mila ettari seminati in Italia. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che il seme di erba medica è una produzione di elevata qualità, che in Italia deve essere tutto certificato per produrre foraggio necessario all’alimentazione degli animali che producono latte e carni di pregio. A causa di bombe d’acqua, grandine e nubifragi di inizio estate – informa Coldiretti – la produzione di seme di erba medica quest’anno si è più che dimezzata rispetto al 2017, quando il raccolto fu molto abbondante. Al danno della scarsa produzione – spiega Coldiretti Emilia Romagna – si aggiunge anche la beffa della presenza sul mercato italiano di seme non certificato (che viene normalmente dovrebbe essere inviato solo all’estero, dove non sono richieste le certificazioni) che mette in difficoltà il prodotto di qualità. Quotare in borsa seme non certificato è come quotare un'auto di cui non si sa né marca né cilindrata né le prestazioni ed è assolutamente fuorviante per il vero mercato. Per evitare quella che si configura come una concorrenza sleale, Coldiretti Emilia Romagna ha chiesto alla Borsa Merci di Bologna di non quotare più nei propri listini il seme non certificato in modo da contenere il diffondersi di questo prodotto sul mercato italiano. Il seme di erba medica certificato – sottolinea Coldiretti – assicura produzioni di alta qualità necessari all’alimentazione di bovini e ovini che producono latte destinato a prodotti Dop come il Parmigiano Reggiano e a prodotti tradizionali come il Pecorino del Pastore dell’Appennino emiliano romagnolo, o anche le carni della vacca romagnola e dell’agnello Igp del centro Italia (prodotto in Romagna). Inoltre l’erba medica, inserita nella rotazione del mais e dei cereali in genere, riduce le infestanti nei terreni coltivati a cereali, con una significativa riduzione dell’uso di diserbanti. http://www.bologna.coldiretti.it/maltempo-in-emilia-romagna-dimezzato-seme-di-erba-medica-certificato.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122573859 Tue, 11 Sep 2018 08:19:47 GMT AMBIENTE: COLDIRETTI, CINGHIALI A SPASSO IN CITTA’, SONO 1 MLN Con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia la presenza dei cinghiali nelle piccole e grandi città ormai non è piu’ purtroppo una curiosità ma un rischio concreto per i cittadini, anche a causa dei numerosi incidenti stradali. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare le ultime segnalazioni di branchi di cinghiali a spasso nelle città dalla Capitale sulla Cassia al quartiere San Paolo di Bari, che fanno seguito a numerosi avvistamenti lungo tutta la Penisola. Negli ultimi dieci anni – sottolinea la Coldiretti – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato secondo le stime della Coldiretti. La sicurezza nelle aree rurali ed urbane e – denuncia la Coldiretti – è in pericolo per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per danni stimati in centinaia di milioni di euro nell’ultimo decennio, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime. Non è quindi piu’ solo una questione di risarcimenti ma è diventato – conclude la Coldiretti – un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione. http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-coldiretti-cinghiali-a-spasso-in-citta-sono-1-mln.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=122573795 Tue, 11 Sep 2018 08:15:59 GMT