Coldiretti Bologna News - Coldiretti Bologna http://www.bologna.coldiretti.it/ Sat, 30 Sep 2017 09:12:56 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.bologna.coldiretti.it/ 60 LAVORO: COLDIRETTI, VIA LIBERA A VOUCHER PER RACCOLTE D’AUTUNNO Sono state finalmente superate le difficoltà tecniche che hanno di fatto impedito fino ad ora la possibilità di utilizzare i nuovi “voucher” in agricoltura dove sono nati dieci anni fa nel 2008 per la vendemmia. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che dopo mesi di attesa l'aggiornamento della piattaforma Inps consente a pensionati, studenti e disoccupati di poter lavorare in campagna utilizzando la semplificazione prevista dal legislatore per le sole imprese agricole ovvero quella di effettuare un’unica comunicazione per una prestazione non superiore a tre giorni. Una opportunità di lavoro che - sottolinea Coldiretti - potrà essere offerta nelle vigne per le uve ancora rimaste e per la campagne di raccolta dei prodotti autunnali dalle olive alle castagne, dalle pere alle mele fino alle zucche. L’impiego dei voucher in agricoltura – ricorda Coldiretti – era rimasto stabile da cinque anni perché è l’unico settore rimasto praticamente “incatenato” all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni, solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti e percettori di integrazioni al reddito. Nell’agricoltura dell’Emilia Romagna – conclude Coldiretti regionale – tra il 2013 e il 2015 (ultimo anno per cui l’Osservatorio statistico sul lavoro accessorio dell’Inps fornisce dati completi) il settore agricolo ha visto una contrazione dei voucher venduti, passati dai 400 mila del 2013 (8,2% del totale) ai 368 mila del 2015 (solo il 2,6% del totale). Si tratta di uno strumento – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che ha aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne senza gli abusi che si sono verificati in altri settori. http://www.bologna.coldiretti.it/lavoro-coldiretti-via-libera-a-voucher-per-raccolte-d-autunno.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110001483 Sat, 30 Sep 2017 09:12:56 GMT APERTURA CACCIA: COLDIRETTI DICE BASTA A CINGHIALI IN AZIENDE E STRADE Gli agricoltori sono stanchi di nutrire e allevare animali selvatici pericolosi per le aziende e la collettività. Dannosa anche la nuova normativa europea che impedisce gli indennizzi. Allevamenti decimati, centinaia di ettari di raccolti distrutti, frutta e uva irrimediabilmente danneggiate. La crescita esponenziale di grandi animali, ma anche di predatori e di numerose specie di uccelli, ha creato sul territorio dell’Emilia Romagna una insostenibile densità di selvaggina, con danni sempre più estesi all’agricoltura. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna alla vigilia dell’apertura ufficiale della caccia, che prenderà il via domenica 17 settembre su tutto il territorio regionale. La quasi totale assenza e, in alcuni casi, l’impossibilità di un controllo reale della diffusione degli animali, in particolare degli ungulati – commenta Coldiretti regionale – ha portato la presenza degli animali selvatici al di fuori delle aree prettamente montane arrivando in zone anche ad alta densità agricola, provocando forti danni alle colture, dal grano al mais, danneggiati soprattutto dai cinghiali, alla frutta e all’uva, saccheggiati dagli uccelli. Tutto questo senza contare le nutrie, che pur non essendo considerata fauna selvatica, ma solo animali dannosi, quest’anno hanno spopolato nelle campagne perché non è stato possibile controllarne il numero a causa di problemi burocratici. Secondo gli ultimi dati disponibili, in Emila Romagna, nel 2015 sono stati risarciti agli agricoltori danni per un milione e 142 mila euro. Ad essere colpiti dal proliferare incontrollato di cinghiali, cervi e caprioli, non sono solo gli agricoltori, visto che nel solo 2016 – informa Coldiretti regionale sulla base dei dati Asaps – sulle strade italiane sono stati rilevati 119 incidenti gravi con animali nei quali purtroppo sono morte 16 persone e 151 sono rimaste ferite. La situazione sta diventando sempre più insostenibile nelle campagne, anche perché del 2016 è cambiata la normativa sulla prevenzione e sugli indennizzi che penalizza ancora di più chi vive del lavoro nei campi. Le nuove norme infatti prevedono che possano essere risarciti solo i danni derivanti da specie protette, mentre per le specie cacciabili sono previsti indennizzi in regime di “de minimis” (quindi irrisori) e non sono previsti fondi per la prevenzione. Si tratta di una normativa dell’Unione Europea che ritiene che per i danni da animali non protetti gli agricoltori siano risarciti dagli introiti della caccia. Peccato – commenta Coldiretti Emilia Romagna – che tutto questo sia possibile in 25 Paesi europei, dove gli animali non sono di nessuno (“res nullius”) o sono di proprietà di chi coltiva il fondo. Negli altri due Paesi, Italia e Grecia, invece gli animali sono patrimonio indisponibile dello Stato, per cui chi coltiva la terra non può ricavare nessun reddito dalla caccia. In questo modo gli agricoltori e gli allevatori italiani sono becchi e bastonati perché con il frutto del loro lavoro nutrono gli animali selvatici che poi vengono cacciati e mangiati o venduti da altri. Le principali specie cacciabili per cui non è previsto nessun risarcimento sono: cinghiale (154 mila euro di danni nel 2015), lepre (95 mila euro), storno (194 mila euro), fagiano (72 mila euro), piccioni (76 mila euro). Si tratta di una situazione estremamente negativa anche per l’ambiente e il territorio perché mette in crisi la biodiversità, creando una situazione di sofferenza per i piccoli animali e la flora. Il tutto aggravato quest’anno dalla situazione di siccità che non è stata dannosa solo per gli animali, ma molto di più lo è stato per gli agricoltori. “Con gli animali selvatici che stanno provocando danni insostenibili alle imprese agricole mettendo addirittura a rischio la vita dei cittadini nelle aree interne – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – serve responsabilità da parte di tutti. Non è più solo una questione di risarcimenti dei danni, ma è diventato – afferma Tonello – un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate non è solo è a rischio la possibilità di poter proseguire l'attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Per questo occorre definire interventi adeguati a contenere la diffusione di questi animali e prevenirne i danni”. http://www.bologna.coldiretti.it/apertura-caccia-coldiretti-dice-basta-a-cinghiali-in-aziende-e-strade.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109797050 Sun, 24 Sep 2017 11:51:22 GMT LA GRANDE BELLEZZA DELLE CAMPAGNE ITALIANE Dal 29 Settembre al 1° Ottobre a Milano da Piazza del Cannone a Piazza Castello #STOCOICONTADINI   LA GRANDE BELLEZZA DELLE CAMPAGNE ITALIANE al Villaggio degli agricoltori Coldiretti   Per la prima volta la grande bellezza delle mille campagne italiane conquista la città con l’appuntamento al centro storico della metropoli finanziaria del Paese nel Villaggio degli agricoltori della Coldiretti che sarà inaugurato alle ore 9,30 del 29 settembre a Milano, da Piazza del Cannone a Piazza Castello, tra gli altri, con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e migliaia di agricoltori insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.   L’unico posto al mondo dove per l’intero week end tutti possono vivere per una volta l’ esperienza da gourmet con il miglior cibo italiano a soli 5 euro per tutti i menu preparati dagli agrichef con i sapori antichi della tradizione, dalla pasta di grano Senatore Cappelli al riso Vialone nano, senza dimenticare l’innovazione con la carne 100% italiana servita nelle bracerie e la pizza autenticamente tricolore, dalla farina all’olio, dal pomodoro alla mozzarella ma anche lo street food green, dal gelato di latte d’asina al pesce azzurro al cartoccio. Spazio anche alla solidarietà per salvare le specialità delle aree terremotate che saranno offerte dagli agricoltori colpiti dal sisma e alla spesa a chilometri zero con le specialità del territorio nel mercato contadino.   #STOCOICONTADINI è anche una occasione unica per conoscere il primato della biodiversità della Fattoria italiana, dalla capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo all’asino romagnolo sopravvissuto all’estinzione nell’ultima guerra, dal maiale di Cinta senese dalla curioso fascia bianca sul manto scuro alla pecora Bergamasca che è la piu’ grande al mondo“, dalla capra camosciata delle Alpi alla mucca Varzese giunta in Italia con i barbari e che è oggi ridotta a poche decine di esemplari e a molte altre razze insieme a cavalli, oche, anatre, conigli e galline che animano la campagna italiana. Ma ci sono anche i primati green del Made in Italy con i superfood della tradizione nostrana, i cibi piu’ colorati, quelli piu’ antichi, i piu’ rari, i piu’ eroici, i piu’ “volgari”, i piu “puzzolenti” e le new entry arrivate in Italia per effetto dei cambiamenti climatici che fanno del Belpaese una realtà unica nel mondo.   Agriasilo dove i bambini possono imparare a mungere gli animali e a pigiare l’uva, lezioni nell’area orti, giardini e fiori con il tutor, lo spazio dell’economia domestica e dell’agricosmetica con i frutti della terra e quello sportivo in collaborazione con il Coni ma anche i trattori storici e quelli dell’ultima generazione e il villaggio delle idee con i giovani dell’Università di Pollenzo che animeranno l’intera area per tutti i tre giorni.   Saranno presenti esponenti Istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi ed artisti che discuteranno su esclusivi studi e ricerche elaborate per l’occasione dalla Coldiretti su “La grande bellezza delle mille campagne italiane” che per la prima volta fotografa nel 2017 “La svolta degli italiani a tavola” e “La rivoluzione verde che ha cambiato l’Italia”, l’unico Paese al mondo che puo’ vantare primati che vanno dalla qualita’ alla diversita’ alimentare, dalle tradizioni culinarie antiche ai paesaggi agricoli unici fino al turismo enogastronomico. http://www.bologna.coldiretti.it/la-grande-bellezza-delle-campagne-italiane.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109797361 Sun, 24 Sep 2017 11:18:54 GMT CETA: COLDIRETTI, REGALO A LOBBY CONTRO IL MADE IN ITALY EMILIA ROMAGNA: RICONOSCIUTI SOLO 12 PRODOTTI DOP E IGP SU 44 L’accordo CETA è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che penalizzerà l’agricoltura dell’Emilia Romagna e il made in Italy in generale. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna in occasione dell’entrata in vigore provvisoria che prende il via da oggi dell'accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra l'Ue e il Canada. L’accordo – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – avrà riflessi pesanti in tema di trasparenza e ricadute sanitarie e ambientali che metteranno sotto scacco nella nostra regione produzioni di eccellenza e importanti colture estensive come i cereali. Per la prima volta nella storia – denuncia Coldiretti regionale – l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, come il prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano che si vedrà affiancato sui mercati dalla produzione canadese di “Parmesan”. La svendita dei marchi storici del made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo Coldiretti regionale dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna, solo 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela. Inoltre i 30 mila produttori di grano dell’Emilia Romagna – denuncia Coldiretti – non potranno dormire sonni tranquilli perché l’accordo uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. Coldiretti è impegnata a livello regionale e nazionale in una mobilitazione permanente contro la ratifica del trattato con l’iniziativa #stopCETA, che in Emilia Romagna si è concretizzata con interventi per interessare la Regione e le amministrazioni locali. http://www.bologna.coldiretti.it/ceta-coldiretti-regalo-a-lobby-contro-il-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109797157 Sun, 24 Sep 2017 11:07:20 GMT OGM: COLDIRETTI, NO DI 8 ITALIANI SU 10, NUOVE NORME LI DIFENDONO Sentenza Corte di Giustizia superata da nuova legislazione. In Emilia Romagna tutelati, tra gli atri, 44 prodotti a denominazione di origine e 387 prodotti tipici. Quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento) si oppongono oggi al biotech nei campi che in Italia sono giustamente vietati in forma strutturale dalla nuova normativa. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea sul caso di un agricoltore del 2014 che si riferisce ad un quadro normativo ormai passato e del tutto superato. L’Italia – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è infatti tra la maggioranza dei Paesi membri dell’Unione che ha scelto di vietare la semina di Ogm sulla base della direttiva Ue approvata nel 2015. “Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy” afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello. L’agricoltura italiana – prosegue Coldiretti regionale – è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che in Emilia Romagna sono rappresentati da 44 prodotti a denominazione d’origine e 387 prodotti iscritti all’Albo nazionale dei prodotti tipici. Si tratta di prodotti – ribadisce Coldiretti regionale – che salvaguardano tradizione e biodiversità, che si concretizzano nella leadership del numero di imprese che coltivano biologico, nella più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero, che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione – conclude la Coldiretti – di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea. http://www.bologna.coldiretti.it/ogm-coldiretti-no-di-8-italiani-su-10-nuove-norme-li-difendono.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109796985 Sun, 24 Sep 2017 10:55:19 GMT ETICHETTA: COLDIRETTI, ORIGINE SU TUTTI DERIVATI, DA POMODORO A SUCCHI L’importante lavoro per arrivare al piu’ presto all’l’etichetta di origine sui tutti derivati del pomodoro va esteso a tutti i vegetali trasformati, dai succhi alle confettura come chiede l’84% degli italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare positivamente l’annuncio del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina di voler estendere anche ai prodotti derivati dal pomodoro l'etichettatura obbligatoria dell'origine delle materie prime, come fatto con latte, pasta e riso. Ad oggi – sottolinea la Coldiretti - l’obbligo di etichettatura di origine è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati che l’Italia ha importato dalla Cina nel 2016 per un totale di 91 milioni di chili che riportato al fresco significa attorno il 20% della produzione nazionale. Un fiume di pomodoro che – denuncia la Coldiretti - viene poi spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Ma il problema riguarda tutta l’ortofrutta trasformata, dai fagioli all’arancia che spesso arrivano da Paesi lontani per essere lavorati in Italia e diventare magicamente Made in Italy senza alcuna indicazione per il consumatore. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l’ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve o le marmellate per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere – conclude Coldiretti - di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale.     L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine                      E quelli senza Carne di pollo e derivati                               Salumi Carne bovina                                                Carne di coniglio Frutta e verdura fresche                              Carne trasformata Uova                                                               Frutta e verdura trasformata Miele                                                               Derivati del pomodoro diversi da passata Passata di pomodoro                                   Sughi pronti Pesce                                                              Pane Extravergine di oliva           Latte/Formaggi         Pasta in itinere        Riso in itinere FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI http://www.bologna.coldiretti.it/etichetta-coldiretti-origine-su-tutti-derivati-da-pomodoro-a-succhi.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109796866 Sun, 24 Sep 2017 10:47:54 GMT OSCAR GREEN: L’AGRICOLTURA È LA PRIMA SCELTA DEI GIOVANI IMPRENDITORI COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA, PREMIO OSCAR GREEN A IMPRESE INNOVATIVE L’agricoltura è in testa alle preferenze dei giovani dell’Emilia Romagna che intendono mettersi in gioco come imprenditori avviando un’attività propria. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti Romagna sulla base dell’apertura di nuove aziende giovanili in Regione nel primo trimestre del 2017 rilevata da Movimprese dell’Unione regionale delle Camere di Commercio. Nei primi tre mesi di quest’anno – informa Coldiretti Emilia Romagna – il settore agricolo è l’unico settore che ha fatto registrare un aumento delle imprese under 35, con una crescita del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contro un calo medio di tutte le imprese giovanili regionali del 4,7 per cento. Con questo incremento – sottolinea Coldiretti – le giovani imprese agricole si portano al 7,3 per cento del totale dell’imprenditoria giovanile regionale, raggiungendo in pratica la parità con le imprese industriali giovanili: 2.098 imprese agricole e 2.115 le imprese industriali. I dati sono stati resi noti in occasione della consegna dei premi di Oscar Green 2017, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa, arrivato quest’anno all’undicesima edizione, per premiare le aziende capaci di conquistare il mercato con idee e prodotti innovativi. Tra coloro che fanno dell’agricoltura una scelta di vita, secondo una analisi di Coldiretti Emilia Romagna più del 50 per cento è laureto, il 60 per cento sceglie attività e prodotti innovativi. Oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche all’agricoltura biologica e alla cura del verde con la sistemazione di parchi, giardini, strade, la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Il risultato è che, secondo una indagine della Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più”. Tra le 80 aziende che hanno partecipato alle finali regionali di Oscar Green c’è un’ampia esemplificazione delle capacità innovative dei giovani imprenditori. Lo dimostra Cassie Margaret Puttock, studentessa inglese che in piena Brexit lascia l’università di Oxford per venire in Emilia Romagna a produrre formaggi biologici sull’Appennino Parmense, alla fattoria Monte Pelpi, vendendo direttamente il prodotto in azienda e attraverso i mercati di Campagna Amica. Lo dimostra anche Fabio Monti, dell’azienda Ca’ Monti di Fontanelice (Bo), che ha trasformato un arbusto infestante come il sambuco in una risorsa aziendale: ha piantato il sambuco proprio come un frutteto e ne ha ricavato la “Sambuchella”, un condimento aromatico che può essere utilizzato come condimento, dall’antipasto al dolce, dando il suo meglio soprattutto su formaggi saporiti e il gelato. Tra i premiati di quest’anno c’è anche Gabriele Zannini di Modena che ha creato la prima e per ora unica filiera tutta italiana di luppolo, coinvolgendo nel progetto l’università di Parma per lo sviluppo di nuove varietà genetiche italiane, vivai per la riproduzione, aziende meccanizzate speciali e la start up Italian Hops Company, azienda che produce e commercializza luppolo italiano per la produzione di birra 100 per cento italiana. Le grandi potenzialità di Internet hanno fatto scattare l’intuizione di Marco Bianchi di Coriano (Rn) per vendere in tutto il mondo un prodotto antico come la zucca ornamentale; nel suo podere, Bianchi coltiva a fianco di vigne e ulivi oltre 180 varietà di zucche che attraverso il marchio “zuccheornamentali.com” vengono vendute quasi esclusivamente online in molti Paesi europei ed extraeuropei. All’origine dell’Orto di Sophie di Nicole Garavini a Forlì c’è il desiderio di una agricoltura tutta naturale, che rispetta la salubrità del terreno utilizzando le micorrize (sostanze fungine) con compost autoprodotto concime organico e microorganismi per produrre ortaggi biologici. Biologica è anche l’azienda agricola “Valtresinaro” di Roberto Borghi a Viano di Reggio Emilia, dove è stato riprodotto un pezzo di Provenza con filari di lavanda e di piccoli frutti che vengono trasformati in confetture e cosmetici naturali. Oltre alle aziende premiate, alla serata degli Oscar dell’agricoltura Coldiretti ha rilasciato menzioni speciali all’allevamento di lumache più grande d’Italia, a un allevamento che produce latte biologico in montagna, all’agriturismo del Mulino del Po, al recupero di un’azienda abbandonata sulla via Francigena, all’azienda che produce frutta “misurata” sulla pianta per poterla raccogliere nel suo momento di massimo valore nutrizionale. Sulla base dei dati dei due bandi del Piano di Sviluppo rurale finora conclusi in Emila Romagna e in previsione dei prossimi quattro bandi, Coldiretti regionale stima che ci siano opportunità di insediamento nell’agricoltura emiliano romagnola per oltre 2.000 giovani agricoltori. Secondo il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Andrea Minardi, “il ritorno dei giovani in agricoltura non è solo un interesse generico per la campagna e la vita bucolica, ma è soprattutto un scelta imprenditoriale determinata anche dalle forti innovazioni che corrono sui campi con l’applicazione di nuove tecnologie all’avanguardia che mettono alla prova i giovani della generazione digitale, sia sul fronte economico sia sul fronte di tutela ambientale”. “L’agricoltura si dimostra sempre più un settore strategico a sostegno della ripresa economica ed occupazionale in Emilia Romagna” ha commentato il presidente di Coldiretti regionale, Mauro Tonello, nel sottolineare che “le campagne possono offrire prospettive di lavoro sempre più interessanti per chi vuole fare impresa con idee innovative”. _________________________ OSCAR GREEN 2017 AZIENDE VINCITRICI E MENZIONI SPECIALI PER L’ EMILIA ROMAGNA Sezione “FARE RETE” BIRRA 100% ITALIANA Modena – Azienda agricola Gabriele Zannini l'azienda agricola Zannini è il fulcro della filiera creata e specializzata nella produzione di luppolo italiano biologico. Alla strutturazione di questa filiera partecipano: altre aziende agricole conferenti luppolo, l'università di Parma per lo sviluppo di nuove varietà genetiche italiane di prossima registrazione, vivai per la propagazione, Italian Hops company start up innovativa commerciale che tramite contratti pluriennali acquista luppolo italiano e lo vende a birrifici artigianali, aziende meccaniche specializzate. È l'unica filiera in Italia per la produzione di birra 100% italiana. Sezione “CAMPAGNA AMICA” DA OXFORD ALL’APPENNINO PARMENSE Bedonia (Parma) - Fattoria Monte Pelpi di Cassie Margaret Puddock Cassie titolare dell'azienda agricola Fattoria Monte Pelpi, lascia 3 anni fa l'università  di Oxford per seguire il suoi sogni in Italia: l'agricoltura, l'Appennino parmense e Marco il suo compagno. L'azienda con certificazione biologica si trova a circa 850 m.s.l.m ed è incentrata sulla produzione di foraggi e sull'allevamento bovino e caprino il cui latte viene trasformato in formaggi freschi e stagionati prodotti nel proprio caseificio aziendale. Formaggi che vengono venduti direttamente al consumatore in azienda e tramite i mercati di Campagna Amica nella provincia. Sezione “IMPRESA 2.TERRA” L’INFESTANTE CHE DIVENTA CONDIMENTO Borgo Tossignano (Bologna) - Agriturismo Ca’ Monti di FabioMonti Nei paesi del Nord Europa il sambuco viene chiamato “farmacia degli dei”, da noi è principalmente un arbusto infestante. All’azienda Ca’ Monti, invece di estirparlo, hanno deciso di piantarlo come un frutteto e, seguendo il metodo biologico, trasformarlo in prodotto innovativo, creando valore in cose che nessuno guardava. Nasce cosi "Sambuchella", condimento gastronomico preparato partendo dalla spremitura delle bacche di sambuco che maturano nella seconda metà di luglio. Il succo viene filtrato e bollito per 12 ore, viene aggiunto zucchero di canna biologico e "Sambuchella" si trasforma in un condimento adatto a tutto pasto, dall’antipasto al dolce. Sezione “WE GREEN” IL BIOLOGICO DI COLLINA Viano (Reggio Emilia) – Azienda agricola Valtresinaro di Roberto Borghi È un'azienda agricola bio, situata nelle colline reggiane. Coltiva calendula, lavanda e piccoli frutti freschi come more, lamponi, fragole, ribes e cereali con particolare rispetto della biodiversità valorizzata dagli apiari che producono miele di lavanda. Dai frutti realizza confetture e nettari e dai fiori olio essenziale di calendula e lavanda distillato in corrente di vapore, da cui ricava anche cosmetici naturali. Inoltre propone al consumatore mazzi di lavanda fresca, piantine di lavanda in vaso, sgranato di lavanda sfuso e confezionato in sacchettini cuciti a mano di varia foggia. Sezione “AGRI-YOU” L’ORTO DI SOPHIE FORLÌ – Orto di Sophie di Nicole Garavini L'Orto di Sophie, in conversione biologica, produce solo prodotti micorizzati. Tale tecnica permette uno scambio mutualistico tra organismi apportando un reciproco vantaggio sia alla pianta che al terreno, migliorando e conservando le caratteristiche nutrizionali ed ecologiche. Si utilizza compost autoprodotto, concime organico e microorganismi. Nel laboratorio di trasformazione si ricavano confetture, passate di pomodoro, pasta fresca, tortelli alla lastra e piadina. Il parco attorno all’azienda viene messo a disposizione dei bambini e loro famiglie per condividere eventi che si estendono anche  a momenti degustativi e sociali. Sezione “CREA” TUTTE LE ZUCCHE DEL MONDO CORIANO (Rimini) – Podere Bianchi di Marco Bianchi A fianco di vigne e ulivi Marco Bianchi coltiva oltre 180 varietà  di zucche ornamentali. Da qui è nato il marchio "zuccheornamentali.com" per incentivare il reddito dell'azienda promuovendo le zucche su facebook con vendita quasi esclusivamente on-line. Con questi mezzi l’azienda ha inviato le sue zucche in tutto il mondo, aprendosi a sempre nuovi mercati. Ha riscosso un notevole interesse anche da parte della stampa che ha pubblicato diversi articoli, facendo conoscere l’attività in tutta Italia. Le zucche vengono ormai coltivate su oltre 12 ettari e date le richieste, l’obiettivo e di aumentare ancora. Menzione speciale “INNOVAZIONE DI PRODOTTO” LA FUTTA “MISURATA” Bagnacavallo (Ravenna) – TerreNovelle di Tiziano Sartoni “Campo Meglio è il progetto dell’azienda agricola “TerreNovelle” per una produzione che punta sulla qualità nutrizionale dell’alimento e non sulla quantità, una produzione che culmina in una raccolta mirata che avviene in base alla misurazione dei frutti sulla pianta. L’obiettivo è raccogliere il frutto quando esso ha raggiunto il picco massimo di energia vitale e nutrizionale, così da apportare effetti benefici alla salute del consumatore finale. Ad inizio 2016, Tiziano Sartoni, dopo anni di lavoro presso centri benessere e palestre in qualità di esperto di fitness e wellness, decide di tornare alla terra. Prende in mano il terreno agricolo che la famiglia pensava di dare in affitto, circa 8 ettari coltivati a frutteto, vigneto, cereale e ortaggi e inizia ad applicare in campo i principi base della nutraceutica, la scienza che studia gli alimenti e le loro proprietà energetiche e nutritive, ricreando l’armonia tra agricoltura, natura e le sue leggi. Sartoni, in collaborazione con la naturopata Valentina Bosi, ripensa l’azienda agricola come un vero e proprio organismo vivente a ciclo chiuso. Si prende cura del terreno e delle colture in modo naturale studiando i metodi di irrigazione più appropriati, le ‘distanze vitali’ delle piante e selezionando semi totalmente naturali. Menzione speciale “AMBIENTE” IL MULINO DEL PO Ro (Ferrara) – Agriturismo Ca’ Nova di Jacopo Tasca Un tempo era consuetudine trovare sul corso del Po i mulini alimentati dal moto dell’acqua del fiume, con la produzione di quelle farine che hanno dato vita all’inimitabile pane ferrarese, esaltato anche nel romanzo “Il Mulino del Po” di Riccardo Bacchelli. Ora nell’ansa del fiume nei pressi di Ro, l’agriturismo Ca’ Nova contribuisce al ricordo dei tempi passati, dando modo ai turisti di fare una golosa sosta gastronomica per trovare sapori genuini della cucina ferrarese, in un contesto dedicato al turismo e alla fruizione cicloturistica della destra Po, nei pressi del ricostruito mulino narrato dal grande scrittore. Menzione speciale “SALTO GENERAZIONALE” DAGLI OCEANI ALLA TERRA Fidenza (Parma) – Agriturismo Alba del Borgo di Andrea Bambozzi Dopo la laurea in Industrial design, Andrea Bambozzi gira il mondo in barche a vela e svolge diversi lavori. Insoddisfatto, torna a Fidenza e acquista in località Cogolonchio un’azienda agricola con casa semiabbandonata in una delle aree più marginali dell’Appennino fidentino. Oggi ha un’azienda di 72 ettari coltivati in larga parte a prato e frumento con certificazione biologica, in parte ad ortaggi vigneto, frutteto (800 piante di frutti di tipologia autoctona di frutti antichi) ed infine a bosco da dove ricava il legname da ardere. L’azienda dispone di un allevamento a terra di 70 galline ovaiole e sta ultimando la costruzione di una stalla per allevamento al pascolo di vitelli da carne da utilizzare nel proprio agriturismo. Tutti i prodotti aziendali, vegetali e animali forniscono la quasi totalità degli alimenti destinati alla tavola dell’agriturismo “Alba del Borgo”. Produce energia da fonti rinnovabili (pannelli solari e cippato). L’attività dell’azienda di Andrea Bambozzi ha consentito di rivalutare le colline adiacenti ridando nuovamente vita ai “Percorsi Natura” fra le colline di Fidenza e ai percorsi della “Via Francigena” sempre tra le colline di Fidenza e Salsomaggiore, creando così valore aggiunto al territorio e alla scoperta delle sue eccellenze”. Menzione speciale: “TENACIA E VALORE SOCIALE” IL BANCOLAT BIOLOGICO Pecorara (Piacenza) – azienda Manfredi Giovanni, Luigi ed Avaristi Loredana L'azienda è situata sull'Appennino piacentino in Comune di Pecorara. Coltiva 100 ettari di terreno tutto a erba medica e prato polifita. L’attività principale è l’allevamento di vacche da latte. Ha una stalla con 100 capi in lattazione ed è certificata biologica. Distribuisce il latte in 9 Bancolat sparsi per tutta la provincia di Piacenza. Per innovare la nostra produzione ha incominciato a produrre yogurt biologico che viene venduto nei distributori automatici insieme al latte. Menzione speciale: “NUOVE OPPORTUNITÀ” A TAVOLA CON LE LUMACHE Reggio Emilia – Società agricola Beltrami A due km dalla stazione medio padana di Reggio Emilia, si trova l’allevamento più grande d'Italia di lumache su una stensione di 3 ettari. Partito con 106.000 lumache l’allevamento oggi ne alleva di 2,5 milioni. È un allevamento inconsueto visto il territorio vocato a zootecnia per Parmigiano Reggiano e viticoltura. Con 88 recinti, l’allevamento è diviso in due: l’ingrasso dei piccoli e la riproduzione. I recinti vengono coltivati con ortaggi, cavoli, bietole, insalata. Grazie ad un’azienda vicina, trasforma in prelibati piatti la produzione delle lumache. Realizza eventi in azienda per fare conoscere i prodotti e cene con i ristoranti locali. http://www.bologna.coldiretti.it/oscar-green-l-agricoltura-e-la-prima-scelta-dei-giovani-imprenditori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107692035 Thu, 20 Jul 2017 10:39:11 GMT MERCATO: LA PATATA BOLOGNESE È SENZA PREZZO PER LA PRIMA VOLTA ALLA BORSA MERCI NON È STATO QUOTATO IL PRODOTTO DELL’AREA DOVE SI PRODUCE L’UNICA PATATA DOP D’ITALIA La patata di Bologna è senza prezzo. Per la prima volta alla Borsa patate di Bologna, infatti, venerdì scorso non è stato fissato nessun prezzo per la troppa distanza tra le parti. Lo denuncia Coldiretti Bologna, che invita i produttori di patate a non svendere il loro prodotto. Secondo l’organizzazione, il calo di produzione, valutato quest’anno tra il 10 e il 15 per cento, ha creato tutte le premesse per mantenere come minimo il prezzo dello scorso anno, quando le patate furono pagate mediamente 26 centesimi al chilogrammo. Una convinzione rafforzata anche dal fatto che si prevede un calo della produzione in tutta Europa. Anche se la situazione meteorologica di quest’anno – commenta Coldiretti Bologna – ha provocato la sovrapposizione di prodotto di altre regioni, soprattutto del Sud Italia, va tuttavia considerato che l’organizzazione e la qualità del prodotto dell’area bolognese consentono di ottenere maggiori prezzi sul mercato. La possibilità di immagazzinare le patate, grazie a un sistema di strutture ben organizzato e alla maggiore conservabilità del prodotto bolognese, consente – ricorda Coldiretti provinciale – di scaglionare l’immissione sul mercato fino all’arrivo del prodotto novello del prossimo anno. Senza dimenticare che a Bologna si raccoglie l’unica patata a denominazione d’origine in Italia. Secondo Coldiretti bisogna evitare di svalutare un prodotto di assoluta qualità, tagliando il prezzo alla produzione che, per di più, non si trasforma mai in un taglio del prezzo per il consumatore. Remunerare i produttori al di sotto dei costi di produzione, lievitati quest’anno anche a causa della siccità che ha comportato irrigazioni con quantitativi d’acqua anche cinque volte superiori al 2016, significa – afferma Coldiretti Bologna – creare le premesse per una disaffezione verso una coltura importante per l’area bolognese, con la conseguenza che potrebbe esserci un calo degli investimenti frenando anche la possibilità di creare un progetto di filiera per la patata. Coldiretti Bologna, quindi, raccomanda ai produttori a far riferimento alle indicazioni di Assopa, l’associazione dei produttori di patate dell’Emilia Romagna, che si sta battendo per salvaguardare il reddito delle imprese che producono patate. http://www.bologna.coldiretti.it/mercato-la-patata-bolognese-e-senza-prezzo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107691902 Thu, 20 Jul 2017 10:32:34 GMT SICCITÀ: BENE NUOVE ASSEGNAZIONI CARBURANTE AGRICOLO Soddisfazione per la decisione della Regione di riaprire le assegnazioni di gasolio per le aziende agricole. È quanto esprime Coldiretti Emilia Romagna a fronte della decisione dell’assessorato regionale all’Agricoltura di dare la possibilità agli imprenditori agricoli di richiedere quote aggiuntive di carburante agricolo a prezzi agevolati per far fronte alle maggiori esigenze di irrigazione. Coldiretti regionale apprezza la sollecitudine con cui la Regione ha risposto alla richiesta che la Coldiretti aveva inoltrato la settimana scorsa all’assessorato Agricoltura. In questo modo – afferma Coldiretti – verrà garantita la possibilità di irrigare, un intervento fondamentale in questo periodo di grande caldo per salvare le colture nei campi che diversamente rischiano di essere “bruciate”. http://www.bologna.coldiretti.it/siccita-bene-nuove-assegnazioni-carburante-agricolo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107691824 Thu, 20 Jul 2017 10:28:33 GMT CALDO: TRATTORI CON I SERBATOI A SECCO CAUSA CALDO E SICCITÀ COLDIRETTI CHIEDE ALLA REGIONE ASSEGNAZIONE SUPPLEMENTARE DI GASOLIO Rischio di stop per i mezzi e i trattori agricoli con la conseguenza di non poter più svolgere le normali attività in campagna perché diventa impossibile irrigare e raccogliere i prodotti. L’allarme per la mancanza di gasolio a causa della siccità è stato lanciato da Coldiretti Emilia Romagna, che ha già chiesto all’assessorato regionale all’Agricoltura un’assegnazione supplementare di gasolio agricolo. Il maggiore impiego dei mezzi per l’irrigazione dei campi a causa del caldo al di sopra della media del periodo e del calo del piogge del 50% negli ultimi nove mesi – spiega Coldiretti regionale – ha ridotto fortemente la disponibilità di gasolio agricolo delle aziende, che rischiano, da un lato, di non poter più irrigare e quindi di non poter ottenere una produzione e una qualità adeguata per prodotti come le angurie, i meloni, il pomodoro, la barbabietola da zucchero e l’uva ma anche per il mais e il foraggio per alimentare bestiame, e, dall’altro, di non poter far funzionare i mezzi per la raccolta e il trasporto della frutta. Le temperature e le minori piogge – afferma Coldiretti Emilia Romagna – stanno mettendo a dura prova tutti gli impianti di irrigazione messi sotto sforzo per riuscire ad evitare che il caldo eccessivo “bruci” il raccolto. La conseguenza è un forte aumento dei costi di produzione e soprattutto un calo sostanzioso delle riserve di carburante agricolo che bisogna ripristinare al più presto. E’ fondamentale perciò – afferma Coldiretti regionale – che ci sia una assegnazione supplementare di gasolio per permettere i normali lavori di campagna per ottenere i prodotti di qualità che contraddistinguono l’agricoltura regionale. http://www.bologna.coldiretti.it/caldo-trattori-con-i-serbatoi-a-secco-causa-caldo-e-siccita.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107691730 Thu, 20 Jul 2017 10:25:57 GMT CETA: MIGLIAIA DI AGRICOLTORI IN PIAZZA MONTECITORIO                                                             Mercoledì 5 luglio, ore 9,30 Roma, Piazza Montecitorio                  FOLTA RAPPRESENTANZA ANCHE DALL’EMILIA ROMAGNA PER SMASCHERARE              IL PRIMO TRATTATO EUROPEO CHE PROMUOVE IL FALSO MADE IN ITALY A TAVOLA Per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (CETA) che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici ma che spalanca anche le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero, centinaia di agricoltori dall’Emilia Romagna, affiancati da una folta delegazione di amministratori locali, insieme con  migliaia di agricoltori da tutte le regioni lasceranno le campagne per invadere la Capitale in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento dove sarà in corso la discussione per la ratifica del Trattato. L’iniziativa è della Coldiretti insieme ad un'inedita e importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che si sono date appuntamento mercoledì 5 luglio alle ore 9,30 in Piazza Montecitorio a Roma dove sono attesi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile. Sarà divulgato il Dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il “pacco” con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica de trattato. Non mancheranno azioni provocatorie a difesa del Made in Italy gravemente minacciato. Sarà presente il presidente di Coldiretti nazionale Roberto Moncalvo. Dall’Emilia Romagna interverranno il presidente e il direttore Regionale, Mauro Tonello e Marco Allaria Olivieri. http://www.bologna.coldiretti.it/ceta-migliaia-di-agricoltori-in-piazza-montecitorio.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107095508 Sat, 01 Jul 2017 13:11:30 GMT CETA: RICONOSCIUTI SOLO 12 PRODOTTI SU 44 DELL’EMILIA ROMAGNA L’accordo Ceta con il Canada penalizzerà l’agricoltura dell’Emilia Romagna. Lo afferma Coldiretti regionale che ha incontrato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al quale è stato consegnato un dossier sugli effetti dell’accordo di libero scambio Ue-Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreementr), sottolineando che ad essere messi sotto scacco nella nostra regione saranno produzioni di eccellenza, ma anche importanti colture estensive come i cereali. Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, e il direttore, Marco Allaria Olivieri, hanno sottolineato che dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia Romagna, solo 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela. Anche per i prodotti riconosciuti dall’accordo, si profila comunque – secondo Coldiretti Emilia Romagna – una situazione di grande ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale, ottenuto nel rispetto d precisi disciplinari, da imitazioni di bassa qualità come il caso del Parmigiano Reggiano che verrà venduto a fianco di produzioni locali di “Parmesan”. Situazione ancora più complessa per il Prosciutto di Parma Dop, denominazione che da diversi decenni proprio in Canada è stata usurpata dalla società Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare canadese, che ha registrato il marchio “Parma” e che quindi può regolarmente commercializzarlo. La conseguenza – spiega Coldiretti regionale – è che il vero prosciutto di Parma Dop non può essere al momento venduto in Canada ma per essere comunque presente su quell'importante mercato, il prodotto italiano viene commercializzato con il nome "Prosciutto originale", e sugli scaffali dei negozi si trova acconto al "Parma" canadese, senza poter portare il suo vero nome. Neanche i 30 mila produttori di grano dell’Emilia Romagna potranno dormire sonni tranquilli in quanto – spiega Coldiretti regionale – l’accordo di libero scambio prevede l’azzeramento del dazio per il grano, spalancando le porte all’invasione di grano duro canadese che per di più viene trattato in fase di preraccolta con il glifosato, vietato invece nel nostro Paese perché accusato di essere cancerogeno. “Non siamo certamente contrari agli accordi internazionali – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ma nelle trattative va riservata al settore agroalimentare una attenzione specifica che salvaguardi la distintività delle produzioni, garantisca la tutela della salute, la protezione dell’ambiente e la libertà di scelta dei consumatori. Il Ceta così come definito oggi è un regalo alle lobby industriali che nell’alimentazione puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità”. Secondo il direttore, Marco Allaria Olivieri l’accordo con il Canada “Crea una situazione di concorrenza sleale nei confronti del vero made in Italy, in cui a perdere saranno produzioni che hanno fondato il loro successo e la loro capacità di competere proprio sulla qualità, come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, prodotti di punta della nostra regione. Per questo, oltre alla consegna del dossier, abbiamo sollecitato il presidente Bonaccini ad inserire all’ordine del giorno della Giunta regionale gli argomenti proposti da Coldiretti per difendere le produzioni regionali e nazionali in seno all’accordo di libero scambio con il Canada”. http://www.bologna.coldiretti.it/ceta-riconosciuti-solo-12-prodotti-su-44-dell-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107095378 Sat, 01 Jul 2017 13:06:45 GMT COLDIRETTI, RICONOSCIUTA CENTRALITA’ SISTEMA ALLEVATORI E’ stato riconosciuto il grande valore del sistema italiano degli allevatori a difesa del quale si è mobilitato tutto l’agroalimentare, a cominciare dagli assessorati regionali all’agricoltura, alle associazioni cooperative e industriali, ai consorzi di tutela ai sindacati. E’ quanto afferma la Coldiretti che esprime il proprio ringraziamento al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e al ministro dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per la pronta risposta al taglio delle risorse, con lo stanziamento di 15 milioni di Euro. Con i finanziamenti – sottolinea la Coldiretti - potranno così proseguire i progetti che il sistema allevatori sta   mettendo in campo a tutela del benessere animale e della sostenibilità degli allevamenti nazionali garanzia di salubrità e qualità delle produzioni zootecniche che chiede il Paese. Dal sistema degli allevatori italiani – conclude la Coldiretti - dipende non solo la competitività del Made in Italy e la tutela dei redditi delle imprese ma anche la grande biodiversità animale italiana con la tenuta e il controllo dei registri di specie e razze animali che tutelano più di 200 tra  razze e popolazioni autoctone consolidando, nel contempo, i livelli di qualità delle grandi produzioni Dop di prosciutti salumi e formaggi che rappresentano  l’eccellenza agroalimentare italiana. http://www.bologna.coldiretti.it/coldiretti-riconosciuta-centralita-sistema-allevatori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107022841 Thu, 29 Jun 2017 10:43:08 GMT ORTOFRUTTA CON SALDO COMMERCIALE DI 2.200 MLN/€ FA BENE A SALUTE E A TASCHE ITALIANI L’ortofrutta fa bene alla salute delle persone, ma anche alle tasche dell’Italia. Con un saldo commerciale di 2.285 milioni di euro nel 2016, il settore dell’ortofrutta fresca e trasformata è la seconda voce attiva della bilancia commerciale agroalimentare italiana, subito dopo il vino che veleggia a quota 5.316 milioni di euro. È quanto emerso a Rimini alla rassegna ortofrutticola Macfrut al convegno sul “Valore della qualità e della diversificazione nell’ortofrutta” promosso da Coldiretti Emilia Romagna. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea, nel 2016 il saldo commerciale degli ortaggi freschi e trasformati è stato di 1.332 milioni di euro, mentre quello della frutta fresca e trasformata si è attestato sui 953 milioni di euro. Si tratta di un risultato – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ottenuto nonostante l’embargo totale in vigore nei confronti dei prodotti ortofrutticoli nazionali da parte della Russia che è stata storicamente un importante mercato di sbocco. Come poche volte è accaduto nel passato, le esportazioni di frutta e verdura – precisa Coldiretti regionale – hanno sorpassato in quantità le importazioni con il netto miglioramento della bilancia commerciale del settore. Positivo anche l’andamento export-import  dell’ortofrutta emiliano romagnola che – secondo elaborazioni Coldiretti sui dati del rapporto agroalimentare – ha un saldo commerciale dell’ortofrutta fresca e trasformata di circa 650 milioni di euro, grazie ad esportazioni che hanno raggiunto i 1.150 milioni di euro, contro importazioni di poco superiori ai 500 milioni. Si tratta anche del risultato di un cambiamento degli stili di vita che – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha fatto lievitare a livello internazionale la domanda di cibi più genuini come appunto l’ortofrutta. Una tendenza che ha interessato anche l’Italia con i consumi di frutta e verdura che, dopo essere crollati, hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona e si stima che nel 2016 il consumo pro-capite di frutta e verdura abbia raggiunto i 320 chili a testa secondo una analisi della Coldiretti, con una netta preferenza del prodotto nazionale. Secondo quanto emerso al convegno di Coldiretti Emilia Romagna al Macfrut, i consumatori scelgono sempre più prodotti di alta gamma, come testimoniato da Giampiero Gasparro, responsabile Vendite e Acquisti settore Ortofrutta di Nordiconad, secondo cui in cinque anni, dal 2011 e il 2016, i quantitativi di prodotto di qualità acquistati nella sua catena sono cresciuti del 27,42%. La ricerca presentata da Roberto Della Casa, docente di Marketing dei Prodotti Agroalimentari Università di Bologna, polo di Forlì, ha rilevato come tra i prodotti che il consumatore vorrebbe trovare maggiormente in negozio al primo posto si collochino i prodotti made in Italy e i prodotti locali con il 95 per cento delle preferenze. Un dato che precede di tre punti la scelta dei prodotti senza residui dai trattamenti chimici (91%) e di ben nove punti le confezioni convenienza (86 per cento) a conferma che l’attenzione e l’interesse per l’origine di ciò che si mette in tavola supera anche la convenienza. In particolare per l’ortofrutta, la ricerca ha rilevato che i consumatori se avessero sotto casa diversi tipi di negozi dove fare la spesa, la prima scelta per l’acquisto di ortofrutta sarebbe il produttore (37 per cento delle risposte) seguito a grande distanza dal fruttivendolo (16 per cento) e da supermercati (14 per cento) e ipermercati (10 per cento). L’espansione del canale della vendita diretta – secondo quanto emerso nella relazione il docente – è aumentata negli ultimi tre anni di 4 punti percentuali, passando dal 10 per cento del 2013 al  14 per cento del 2016 “Segno – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di una fiducia in chi ci mette la faccia, come testimonia il crescente successo dei mercati e delle fattorie di Campagna Amica promossi da Coldiretti che consentono di ricostruire un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma nel segno della trasparenza”. Campagna Amica – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – con una presenza estesa, dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani è diventata la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo alla quale vanno riferimento oggi in Italia quasi ventimila agricoltori e che in Emilia Romagna può contare su oltre 1.000 punti vendita, tra fattorie, mercati e botteghe. http://www.bologna.coldiretti.it/ortofrutta-con-saldo-commerciale-di-2-200-mln-fa-bene-a-salute-e-a-tasche-italiani.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106345066 Mon, 12 Jun 2017 09:47:35 GMT MADE IN ITALY: COLDIRETTI, OK ETICHETTA, 1 PACCO PASTA SU 3 STRANIERO  Nel 2016 record import riso da spacciare come italiano, la metà dall’Asia “Finalmente sarà possibile smascherare l’inganno di un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione come pure per un pacco di riso su quattro dopo il boom delle importazioni da paesi asiatici come il Vietnam che ha aumentato le proprio esportazioni di riso in Italia del 346% nel 2016”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare positivamente l’avvio della procedura formale di notifica dei decreti dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso come anticipato alla manifestazione della Coldiretti davanti al Ministero delle Politiche Agricole. L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy ha precisato Moncalvo nel sottolineare che “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Con l’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però -precisa la Coldiretti -  1/3 della spesa degli italiani resta anonima.  L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. “Si auspica ora che possa concludersi al piu’ presto l’iter comunitario per pasta e riso per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo” ha concluso Moncalvo. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine                      E quelli senza Carne di pollo e derivati                               Salumi Carne bovina                                                 Carne di coniglio Frutta e verdura fresche                               Carne trasformata Uova                                                                Frutta e verdura trasformata Miele                                                                Derivati del pomodoro diversi da passata Passata di pomodoro                                    Sughi pronti Pesce                                                              Pane Extravergine di oliva           Latte/Formaggi         Pasta in itinere        Riso in itinere          FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI  http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-coldiretti-ok-etichetta-1-pacco-pasta-su-3-straniero.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344837 Mon, 12 Jun 2017 09:42:01 GMT UE: COLDIRETTI/FEDERALIMENTARE, NASCE ALLEANZA NO SEMAFORO Coldiretti, Federalimentare e un primo gruppo di deputati europei coordinati da Paolo De Castro, primo vice presidente della Commissione agricoltura del PE, hanno dato vita all’”Alleanza europea contro i sistemi di etichettatura a semaforo”. L’iniziativa annunciata in occasione della Giornata dell’Europa nasce dal bisogno di contrastare un sistema di informazione considerato fuorviante, discriminatorio ed incompleto che si sta diffondendo con modalità peraltro differenziate in diversi Paesi Europei, che rischia di pregiudicare una informazione corretta ai consumatori e il funzionamento del mercato comune.   Il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, ma anche con chiarezza, a partire dalla necessità di adoperare segnali univoci e inequivocabili per certificare le informazioni più rilevanti per i cittadini. Il sistema di etichettatura a semaforo non informa, bensì condiziona la scelta del consumatore. Le iniziative nazionali sui “semafori”, alcune già messe a punto, altre in fieri, sono un campanello di allarme che non possiamo trascurare. L’Unione Europea deve intervenire per impedire un sistema di etichettatura che finisce per suggerire paradossalmente l’esclusione dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.  L’idea che andando in giro per l’Europa, con uno stesso prodotto, il semaforo possa assumere colorazioni diverse a seconda del paese che lo ospita, ci appare senza dubbio paradossale nel funzionamento di un “mercato unico”.   In più l’idea che i sistemi di segnalazione al consumatore possano essere adattabili su base nazionale, peraltro in assenza di un quadro comune di riferimento, lascia potenziale spazio a comportamenti opportunistici dei singoli Stati membri, i cui specifici interessi economici potrebbe influenzare l’architettura dei sistemi di classificazione delle qualità nutritive e salutistiche dei prodotti agro-alimentari. Con l’intenzione di promuovere una maggiore responsabilizzazione del mercato verso il consumatore e consapevoli che questo obiettivo può essere garantito innanzitutto promuovendo regimi nutrizionali condivisi, trasparenti e non distorsivi, nasce a Bruxelles l’”Alleanza europea contro i sistemi di etichettatura a semaforo”, in primo luogo per chiedere all’Europa di intervenire attivamente, definendo un quadro normativo adatto a garantire maggiore trasparenza e univocità sul territorio europeo. Poi per promuovere le soluzioni più adeguate per soddisfare il bisogno di un’informazione sempre più dettagliata e leggibile da parte del consumatore. A questo fine l’Alleanza si propone di aprire spazi di dibattito e riflessione sul tema, per offrire il proprio contributo per l’aggiornamento e il rafforzamento della legislazione relativa alle informazioni in etichetta per i prodotti alimentari sulla base della trasparenza e del reale interesse dei consumatori. Crediamo che in un’Europa più forte e credibile passi anche per una maggiore attenzione al consumatore e alle imprese che contribuiscono allo sviluppo del nostro Paese. Vogliamo farlo in modo aperto e con la stessa trasparenza che vorremmo fosse garantita ai nostri consumatori. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-coldiretti-federalimentare-nasce-alleanza-no-semaforo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344718 Mon, 12 Jun 2017 09:39:19 GMT AGRICOLTURA: COLDIRETTI E-R, BENE IMPEGNO BONACCINI A REPERIRE RISORSE L’INTERVENTO AL CONVEGNO AL MACFRUT DAVANTI A 400 FRUTTICOLTORI Recuperare più risorse per l’agricoltura dell’Emilia Romagna che costituisce una delle eccellenze dell’economia italiana. È l’impegno che ha preso il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, davanti a quattrocento produttori agricoli intervenuti a Rimini, alla rassegna ortofrutticola internazionale Macfrut per parlare dell’ortofrutta di qualità. “Come presidente della Conferenza delle Regioni – ha detto Bonaccini – mi impegno ad avviare un confronto con il Governo perché per il nuovo Piano di Sviluppo Rurale sostenga a Bruxelles la necessità di creare un meccanismo di compensazione interno all’Italia affinché le Regioni che riescono a impiegare tutte le risorse per gli investimenti delle aziende possano recuperare finanziamenti non impiegati da altre Regioni. I dati dell’occupazione e dell’economia dell’Emilia Romagna – ha proseguito Bonaccini – dicono che la nostra Regione costituisce un traino per il Paese. È nell’interesse della collettività, quindi ,sostenere le nostre aziende con risorse adeguate per continuare a crescere”. In particolare – ricorda Coldiretti – Bonaccini si è impegnato a recuperare risorse i giovani per arrivare a finanziare le aziende rimaste prive di risorse per gli investimenti. Proprio le aziende giovani dell’agricoltura – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – nel 2016 sono aumentate del 5,9 per cento, con l’agricoltura che è stato l’unico settore con le aziende giovanili in crescita. Al convegno di Coldiretti è emerso il veloce cambiamento degli stili di vita che – rileva Coldiretti Emilia Romagna – ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini come appunto l’ortofrutta. Una tendenza che ha interessato anche l’Italia con i consumi di frutta e verdura che, dopo essere crollati, hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona e si stima che nel 2016 il consumo pro-capite di frutta e verdura abbia raggiunto i 320 chili a testa secondo una analisi della Coldiretti, con una netta preferenza del prodotto nazionale. http://www.bologna.coldiretti.it/agricoltura-coldiretti-e-r-bene-impegno-bonaccini-a-reperire-risorse.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344633 Mon, 12 Jun 2017 09:36:40 GMT RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI CAMPAGNA 2017/2018 DOMANDE ENTRO IL 30 GIUGNO 2017 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di giunta Regionale che approva le nuove disposizioni relative alle domande di contributo della misura ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2017/2018. I beneficiari della misura, sono gli imprenditori agricoli, singoli e associati, conduttori di superfici vitate o detentori di diritti di reimpianto/autorizzazione che abbiano già presentato domanda di autorizzazione al reimpianto da conversione di diritto, o reimpianto anticipato o reimpianto a seguito di estirpazione o  comunicato l’intenzione all’estirpazione per successiva domanda di autorizzazione al reimpianto o intenzione alla riconversione varietale; infine coloro che hanno fatto domanda  di reimpianto conseguente a estirpazione obbligatoria per ragioni sanitarie o fitosanitarie. La superficie minima richiesta per la misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, è pari a 0,5 ettari, Tutte le domande ammissibili, saranno pagate e qualora il fabbisogno finanziario risultasse superiore alle risorse disponibili, il contributo sarà ridotto in maniera proporzionale. I lavori di ristrutturazione e riconversione vigneti, per i quali è richiesto il contributo dovranno iniziare solo in data successiva alla presentazione della domanda. Per quanto concerne il procedimento di estirpo, i lavori non potranno iniziare prima del 30 di settembre e terminare entro il 30 novembre. Rispetto alle precedenti annualità sono state introdotte alcune novità, nel rispetto delle disposizioni Nazionali, in particolare nella domanda dovranno essere dettagliati  gli interventi  e la tempistica per la loro realizzazione,  definendo le attività da realizzare in ogni esercizio finanziario (cronoprogramma).  Pertanto l’azienda in sede di presentazione della domanda dovrà definire le date in cui i lavori verranno terminati  e di conseguenza  la forma di pagamento del contributo: ·         Pagamento a saldo:  se i lavori verranno terminati entro il 31 maggio 2018 , ·         pagamento anticipato: se i lavori verranno terminati entro il 31 maggio 2019 o 31 maggio 2020 Qualora l’azienda intenda chiedere il pagamento anticipato dell’aiuto , quest’ultimo verrà erogato in misura pari al 80% del contributo concesso, il restante 20% sarà pagato solo  dopo l’effettuazione del collaudo del vigneto e sarà necessario presentare  una fideiussione pari al 110% dell’anticipo richiesto. L’eventuale richiesta di variante è ammissibile solo se riconducibile a comprovati motivi di ordine tecnico o per sopravvenute cause di forza maggiore. La richiesta dovrà essere presentata al Servizio territoriale 30 giorni prima dell’ultimazione dei lavori e deve essere opportunamente motivata. La variante che comporta la modifica anche del cronoprogramma deve essere comunicata 90 giorni prima l’ultimazione dei lavori. Sono stati previsti recuperi  e penalità nel caso in cui gli interventi oggetto di contributo vengano realizzati solo  in parte, qualora la differenza tra la  superficie effettivamente realizzata e quella oggetto di domanda sia superiore al 50%  non verrà concesso alcun contributo e il richiedente verrà escluso dalla Misura di sostegno della ristrutturazione e riconversione vigneti nei tre anni successivi. Invitiamo Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale,  dove troverete una consulenza puntuale da parte di nostri tecnici qualificati , al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di contributo . http://www.bologna.coldiretti.it/ristrutturazione-e-riconversione-vigneti-campagna-2017-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344208 Mon, 12 Jun 2017 09:23:32 GMT VINO: PROROGA REGISTRO AL 30 giugno 2017 Il Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina ha annunciato al Vinitaly che è pronto a firmare il decreto con il quale verrà prorogato al 30 giugno il periodo di accompagnamento per il registro telematico del vino, accogliendo così  le richieste di Coldiretti   La proroga del registro telematico del vino al 30 giugno salva dalle sanzioni circa seimila cantina che ora hanno piu’ tempo per adeguarsi.  E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’accoglimento delle richieste della principale Organizzazione agricola europea da parte del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina che ha annunciato al Vinitaly che è pronto a firmare un decreto con il quale verrà prorogato al 30 giugno il periodo di accompagnamento per il registro telematico del vino.  Ad oggi infatti – sottolinea la Coldiretti - sono 17mila gli operatori che si sono registrati su un totale di 23mila attesi . Il decreto attuale, in scadenza al 30 aprile ed ora prorogato, serve – precisa la Coldiretti  - per accompagnare al meglio i produttori verso il nuovo registro dematerializzato che consentirà un netto taglio della burocrazia. In tema di dematerializzazione dei registri Coldiretti sottolinea la condivisione del progetto e l’importanza di completare il percorso di semplificazione avviato, mediante  la messa a regime dei servizi connessi che consentiranno di eliminare le comunicazioni verso la pubblica amministrazione e le strutture di controllo L'allungamento del periodo di accompagnamento dovrà essere impiegato dall'Amministrazione per far partire in stretta connessione con il registro telematico la possibilità per i produttori di predisporre direttamente on- line il documento di accompagnamento dei prodotti vitivinicoli, denominato MVV , eliminare le comunicazioni o automatizzare l'interscambio con le strutture di controllo dei vini a Do/Ig, di rivedere le dichiarazioni vitivinicole, di dialogare on line con lo stesso ICQRF o altre Amministrazioni per quanto riguarda dichiarazioni preventive di lavorazione e adempimenti connessi con le planimetrie di cantina. http://www.bologna.coldiretti.it/vino-proroga-registro-al-30-giugno-2017.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104608605 Wed, 19 Apr 2017 08:39:37 GMT LATTE: AL VIA DA DOMANI, 19/4, ETICHETTA SALVA MADE IN ITALY   IN EMILIA ROMAGNA SALVAGUARDATI 20 MILA POST DI LAVORO Entrerà in vigore domani, 19 aprile, in via definitiva l’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari che pone finalmente fine all’inganno del falso made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato fino da ora riportato in etichetta. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che sono trascorsi i 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (numero 15 del 19 gennaio 2017) del decreto “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011” firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. “Il provvedimento fortemente sostenuto dalla nostra organizzazione – sottolinea il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Difendere il latte italiano – prosegue Tonello – significa difendere un sistema che solo nella nostra regione garantisce 20 mila posti di lavoro e oltre 3 miliardi di ricchezza economica. In più significa evitare la chiusura delle 3.700 stalle emiliano romagnole che spesso si trovano in zone montane e svantaggiate dove svolgono un ruolo insostituibile di presidio del territorio”. Il provvedimento – spiega Coldiretti – riguarda l'indicazione di origine del latte anche come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e prevede l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine, qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta portando ad un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza oneri per i consumatori. I 250 mila capi di mucche da latte presenti in Emilia Romagna ma anche le oltre 60 mila pecore e capre possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership mondiale nel settore lattiero caseario con i formaggi più famosi del mondo, come Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Coldiretti Emilia Romagna, ricorda anche che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, trovare sugli scaffali le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente.     http://www.bologna.coldiretti.it/latte-al-via-da-domani-19-4-etichetta-salva-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104584032 Tue, 18 Apr 2017 11:05:52 GMT RISO: COLDIRETTI E-R, SODDISFAZIONE PER ETICHETTA MADE IN ITALY “Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti con la nostra mobilitazione sul riso che ha visto la presenza a Roma di tanti produttori dell’Emilia Romagna preoccupati per il loro lavoro. Gli impegni assunti dal ministro delle Politiche Agricole rispondono alle richieste avanzate con la nostra piattaforma e forniscono strumenti per guardare al futuro con ottimismo”. Così il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, ha commentato lo storico ok all’indicazione di origine obbligatoria per il riso che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con un pacco su quattro venduto in Italia che contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori. Nel corso della mobilitazione “SosRisoItaliano” – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha accolto le richieste e annunciato la firma assieme con il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, del decreto per sperimentare l'origine dei prodotti a base di riso nell'etichetta. Oltre all’obbligo dell’origine, l'Italia chiederà a Bruxelles l'attivazione della clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni di riso dai Paesi che godono del sistema tariffario a dazio zero nonostante utilizzino in maniera intensiva pesticidi vietati da anni nella Ue e sfruttino il lavoro minorile, come denunciato dai produttori di Coldiretti. Inoltre, sarà avviato in via sperimentale l’assicurazione del reddito per i risicoltori sulla falsa riga del settore del grano duro. Al via anche un piano straordinario per la promozione e l’informazione sul riso italiano, necessaria per rimediare all’immobilismo dell’Ente Risi. Misure necessarie per difendere un settore in cui l'Italia – sottolinea Coldiretti – è primo produttore europeo, grazie alla coltivazione su un territorio di 234.300 ettari, per una produzione di 1,58 milioni di tonnellate (49% dell'intera produzione UE) realizzata grazie a 4.300 aziende risicole e circa 100 industrie risiere per un volume di affari di circa 1 miliardo. Con le importazioni di prodotto straniero spacciato per italiano che nel 2016 hanno raggiunto il record storico – commenta l’organizzazione dei coltivatori – l’introduzione dell’obbligo dell’etichetta, fortemente sostenuta da Coldiretti, va finalmente a tutelare una realtà da primato per qualità, tipicità e sostenibilità e, con essa, il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera”, L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - oltre 1/3 della spesa degli italiani è ancora anonima con l’etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione (in attesa dell’ok di Bruxelles al decreto per l’introduzione dell’etichetta d’origine), come pure i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro dalla Cina o il pane. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 7 giugno 2005 l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.   Il prossimo passo - conclude la Coldiretti - è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del latte e derivati che scatterà dal prossimo 19 aprile e poi quella del grano impiegato nella pasta come previsto nello schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine   E quelli senza   Carne di pollo e derivati   Salumi   Carne bovina   Carne di coniglio   Frutta e verdura fresche   Carne trasformata   Uova   Frutta e verdura trasformata   Miele   Derivati del pomodoro diversi da passata   Passata di pomodoro   Sughi pronti   Pesce   Pane   Extravergine di oliva     Latte/Formaggi in itinere     Pasta in itinere     Riso in itinere     http://www.bologna.coldiretti.it/riso-coldiretti-e-r-soddisfazione-per-etichetta-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104583878 Tue, 18 Apr 2017 10:53:32 GMT BUROCRAZIA: EMILIA ROMAGNA, PIÙ SEMPLICE LAVORARE CON I TRATTORI  TAGLIO ALLE PROCEDURE PER OTTENERE CARBURANTE AGRICOLO PRIME RISPOSTE A DENUNCE DI COLDIRETTI  Un taglio agli eccessi di burocrazia che favorirà il lavoro con i trattori per oltre 60 mila imprese agricole dell’Emilia Romagna. Così Coldiretti regionale commenta la decisione della Regione di semplificare le procedure per ottenere il carburante agricolo, affidando ai Centri autorizzati di Assistenza Agricola (Caa) la pratica per l’assegnazione del carburante, riducendo i tempi di attesa anche di trenta giorni. Dopo la manifestazione della scorsa estate, quando Coldiretti Emilia Romagna portò davanti alla Regione migliaia di agricoltori proprio per denunciare le insostenibili pastoie burocratiche che portano via 100 giorni all’anno di lavoro ad ogni impresa agricola per compilare e firmare scartoffie inutili, qualcosa – commenta Coldiretti regionale – comincia a muoversi. Il 50 per cento del carburante agricolo di cui ogni azienda ha diritto può essere assegnato immediatamente – spiega Coldiretti – semplicemente rivolgendosi al Caa, mentre per il restante 50% dovrà essere presentata domanda entro il 10 ottobre. In questo modo secondo Coldiretti Emilia Romagna, si riducono i tempi anche fino ad un mese e l’impresa agricola può ottenere la metà dell’assegnazione in tempi rapidi, senza dover sottostare a procedimenti e a passaggi di carte, ma semplicemente basandosi sui dati aziendali in possesso del Centro autorizzato di Assistenza Agricola. “Si tratta – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di un altro importante passo in avanti dopo il silenzio-assenso del settore vitivinicolo, che semplifica e sburocratizza i rapporti tra imprese agricole e pubblica amministrazione. Le nostre imprese potranno contare sul Caa di Coldiretti, con tempi certi e inferiori rispetto a quelli attuali. In questo modo si dà un importante sostegno all’economia e al reddito delle aziende perché si riduce il tempo che un imprenditore deve perdere per risolvere problemi burocratici”.     http://www.bologna.coldiretti.it/burocrazia-emilia-romagna-piu-semplice-lavorare-con-i-trattori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=103827251 Mon, 27 Mar 2017 09:02:55 GMT