Coldiretti Bologna News - Coldiretti Bologna http://www.bologna.coldiretti.it/ Mon, 12 Jun 2017 09:47:35 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.bologna.coldiretti.it/ 60 ORTOFRUTTA CON SALDO COMMERCIALE DI 2.200 MLN/€ FA BENE A SALUTE E A TASCHE ITALIANI L’ortofrutta fa bene alla salute delle persone, ma anche alle tasche dell’Italia. Con un saldo commerciale di 2.285 milioni di euro nel 2016, il settore dell’ortofrutta fresca e trasformata è la seconda voce attiva della bilancia commerciale agroalimentare italiana, subito dopo il vino che veleggia a quota 5.316 milioni di euro. È quanto emerso a Rimini alla rassegna ortofrutticola Macfrut al convegno sul “Valore della qualità e della diversificazione nell’ortofrutta” promosso da Coldiretti Emilia Romagna. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea, nel 2016 il saldo commerciale degli ortaggi freschi e trasformati è stato di 1.332 milioni di euro, mentre quello della frutta fresca e trasformata si è attestato sui 953 milioni di euro. Si tratta di un risultato – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ottenuto nonostante l’embargo totale in vigore nei confronti dei prodotti ortofrutticoli nazionali da parte della Russia che è stata storicamente un importante mercato di sbocco. Come poche volte è accaduto nel passato, le esportazioni di frutta e verdura – precisa Coldiretti regionale – hanno sorpassato in quantità le importazioni con il netto miglioramento della bilancia commerciale del settore. Positivo anche l’andamento export-import  dell’ortofrutta emiliano romagnola che – secondo elaborazioni Coldiretti sui dati del rapporto agroalimentare – ha un saldo commerciale dell’ortofrutta fresca e trasformata di circa 650 milioni di euro, grazie ad esportazioni che hanno raggiunto i 1.150 milioni di euro, contro importazioni di poco superiori ai 500 milioni. Si tratta anche del risultato di un cambiamento degli stili di vita che – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ha fatto lievitare a livello internazionale la domanda di cibi più genuini come appunto l’ortofrutta. Una tendenza che ha interessato anche l’Italia con i consumi di frutta e verdura che, dopo essere crollati, hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona e si stima che nel 2016 il consumo pro-capite di frutta e verdura abbia raggiunto i 320 chili a testa secondo una analisi della Coldiretti, con una netta preferenza del prodotto nazionale. Secondo quanto emerso al convegno di Coldiretti Emilia Romagna al Macfrut, i consumatori scelgono sempre più prodotti di alta gamma, come testimoniato da Giampiero Gasparro, responsabile Vendite e Acquisti settore Ortofrutta di Nordiconad, secondo cui in cinque anni, dal 2011 e il 2016, i quantitativi di prodotto di qualità acquistati nella sua catena sono cresciuti del 27,42%. La ricerca presentata da Roberto Della Casa, docente di Marketing dei Prodotti Agroalimentari Università di Bologna, polo di Forlì, ha rilevato come tra i prodotti che il consumatore vorrebbe trovare maggiormente in negozio al primo posto si collochino i prodotti made in Italy e i prodotti locali con il 95 per cento delle preferenze. Un dato che precede di tre punti la scelta dei prodotti senza residui dai trattamenti chimici (91%) e di ben nove punti le confezioni convenienza (86 per cento) a conferma che l’attenzione e l’interesse per l’origine di ciò che si mette in tavola supera anche la convenienza. In particolare per l’ortofrutta, la ricerca ha rilevato che i consumatori se avessero sotto casa diversi tipi di negozi dove fare la spesa, la prima scelta per l’acquisto di ortofrutta sarebbe il produttore (37 per cento delle risposte) seguito a grande distanza dal fruttivendolo (16 per cento) e da supermercati (14 per cento) e ipermercati (10 per cento). L’espansione del canale della vendita diretta – secondo quanto emerso nella relazione il docente – è aumentata negli ultimi tre anni di 4 punti percentuali, passando dal 10 per cento del 2013 al  14 per cento del 2016 “Segno – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di una fiducia in chi ci mette la faccia, come testimonia il crescente successo dei mercati e delle fattorie di Campagna Amica promossi da Coldiretti che consentono di ricostruire un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma nel segno della trasparenza”. Campagna Amica – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – con una presenza estesa, dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani è diventata la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo alla quale vanno riferimento oggi in Italia quasi ventimila agricoltori e che in Emilia Romagna può contare su oltre 1.000 punti vendita, tra fattorie, mercati e botteghe. http://www.bologna.coldiretti.it/ortofrutta-con-saldo-commerciale-di-2-200-mln-fa-bene-a-salute-e-a-tasche-italiani.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106345066 Mon, 12 Jun 2017 09:47:35 GMT MADE IN ITALY: COLDIRETTI, OK ETICHETTA, 1 PACCO PASTA SU 3 STRANIERO  Nel 2016 record import riso da spacciare come italiano, la metà dall’Asia “Finalmente sarà possibile smascherare l’inganno di un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione come pure per un pacco di riso su quattro dopo il boom delle importazioni da paesi asiatici come il Vietnam che ha aumentato le proprio esportazioni di riso in Italia del 346% nel 2016”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare positivamente l’avvio della procedura formale di notifica dei decreti dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso come anticipato alla manifestazione della Coldiretti davanti al Ministero delle Politiche Agricole. L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy ha precisato Moncalvo nel sottolineare che “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Con l’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però -precisa la Coldiretti -  1/3 della spesa degli italiani resta anonima.  L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. “Si auspica ora che possa concludersi al piu’ presto l’iter comunitario per pasta e riso per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo” ha concluso Moncalvo. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine                      E quelli senza Carne di pollo e derivati                               Salumi Carne bovina                                                 Carne di coniglio Frutta e verdura fresche                               Carne trasformata Uova                                                                Frutta e verdura trasformata Miele                                                                Derivati del pomodoro diversi da passata Passata di pomodoro                                    Sughi pronti Pesce                                                              Pane Extravergine di oliva           Latte/Formaggi         Pasta in itinere        Riso in itinere          FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI  http://www.bologna.coldiretti.it/made-in-italy-coldiretti-ok-etichetta-1-pacco-pasta-su-3-straniero.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344837 Mon, 12 Jun 2017 09:42:01 GMT UE: COLDIRETTI/FEDERALIMENTARE, NASCE ALLEANZA NO SEMAFORO Coldiretti, Federalimentare e un primo gruppo di deputati europei coordinati da Paolo De Castro, primo vice presidente della Commissione agricoltura del PE, hanno dato vita all’”Alleanza europea contro i sistemi di etichettatura a semaforo”. L’iniziativa annunciata in occasione della Giornata dell’Europa nasce dal bisogno di contrastare un sistema di informazione considerato fuorviante, discriminatorio ed incompleto che si sta diffondendo con modalità peraltro differenziate in diversi Paesi Europei, che rischia di pregiudicare una informazione corretta ai consumatori e il funzionamento del mercato comune.   Il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, ma anche con chiarezza, a partire dalla necessità di adoperare segnali univoci e inequivocabili per certificare le informazioni più rilevanti per i cittadini. Il sistema di etichettatura a semaforo non informa, bensì condiziona la scelta del consumatore. Le iniziative nazionali sui “semafori”, alcune già messe a punto, altre in fieri, sono un campanello di allarme che non possiamo trascurare. L’Unione Europea deve intervenire per impedire un sistema di etichettatura che finisce per suggerire paradossalmente l’esclusione dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.  L’idea che andando in giro per l’Europa, con uno stesso prodotto, il semaforo possa assumere colorazioni diverse a seconda del paese che lo ospita, ci appare senza dubbio paradossale nel funzionamento di un “mercato unico”.   In più l’idea che i sistemi di segnalazione al consumatore possano essere adattabili su base nazionale, peraltro in assenza di un quadro comune di riferimento, lascia potenziale spazio a comportamenti opportunistici dei singoli Stati membri, i cui specifici interessi economici potrebbe influenzare l’architettura dei sistemi di classificazione delle qualità nutritive e salutistiche dei prodotti agro-alimentari. Con l’intenzione di promuovere una maggiore responsabilizzazione del mercato verso il consumatore e consapevoli che questo obiettivo può essere garantito innanzitutto promuovendo regimi nutrizionali condivisi, trasparenti e non distorsivi, nasce a Bruxelles l’”Alleanza europea contro i sistemi di etichettatura a semaforo”, in primo luogo per chiedere all’Europa di intervenire attivamente, definendo un quadro normativo adatto a garantire maggiore trasparenza e univocità sul territorio europeo. Poi per promuovere le soluzioni più adeguate per soddisfare il bisogno di un’informazione sempre più dettagliata e leggibile da parte del consumatore. A questo fine l’Alleanza si propone di aprire spazi di dibattito e riflessione sul tema, per offrire il proprio contributo per l’aggiornamento e il rafforzamento della legislazione relativa alle informazioni in etichetta per i prodotti alimentari sulla base della trasparenza e del reale interesse dei consumatori. Crediamo che in un’Europa più forte e credibile passi anche per una maggiore attenzione al consumatore e alle imprese che contribuiscono allo sviluppo del nostro Paese. Vogliamo farlo in modo aperto e con la stessa trasparenza che vorremmo fosse garantita ai nostri consumatori. http://www.bologna.coldiretti.it/ue-coldiretti-federalimentare-nasce-alleanza-no-semaforo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344718 Mon, 12 Jun 2017 09:39:19 GMT AGRICOLTURA: COLDIRETTI E-R, BENE IMPEGNO BONACCINI A REPERIRE RISORSE L’INTERVENTO AL CONVEGNO AL MACFRUT DAVANTI A 400 FRUTTICOLTORI Recuperare più risorse per l’agricoltura dell’Emilia Romagna che costituisce una delle eccellenze dell’economia italiana. È l’impegno che ha preso il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, davanti a quattrocento produttori agricoli intervenuti a Rimini, alla rassegna ortofrutticola internazionale Macfrut per parlare dell’ortofrutta di qualità. “Come presidente della Conferenza delle Regioni – ha detto Bonaccini – mi impegno ad avviare un confronto con il Governo perché per il nuovo Piano di Sviluppo Rurale sostenga a Bruxelles la necessità di creare un meccanismo di compensazione interno all’Italia affinché le Regioni che riescono a impiegare tutte le risorse per gli investimenti delle aziende possano recuperare finanziamenti non impiegati da altre Regioni. I dati dell’occupazione e dell’economia dell’Emilia Romagna – ha proseguito Bonaccini – dicono che la nostra Regione costituisce un traino per il Paese. È nell’interesse della collettività, quindi ,sostenere le nostre aziende con risorse adeguate per continuare a crescere”. In particolare – ricorda Coldiretti – Bonaccini si è impegnato a recuperare risorse i giovani per arrivare a finanziare le aziende rimaste prive di risorse per gli investimenti. Proprio le aziende giovani dell’agricoltura – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – nel 2016 sono aumentate del 5,9 per cento, con l’agricoltura che è stato l’unico settore con le aziende giovanili in crescita. Al convegno di Coldiretti è emerso il veloce cambiamento degli stili di vita che – rileva Coldiretti Emilia Romagna – ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini come appunto l’ortofrutta. Una tendenza che ha interessato anche l’Italia con i consumi di frutta e verdura che, dopo essere crollati, hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona e si stima che nel 2016 il consumo pro-capite di frutta e verdura abbia raggiunto i 320 chili a testa secondo una analisi della Coldiretti, con una netta preferenza del prodotto nazionale. http://www.bologna.coldiretti.it/agricoltura-coldiretti-e-r-bene-impegno-bonaccini-a-reperire-risorse.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344633 Mon, 12 Jun 2017 09:36:40 GMT RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI CAMPAGNA 2017/2018 DOMANDE ENTRO IL 30 GIUGNO 2017 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di giunta Regionale che approva le nuove disposizioni relative alle domande di contributo della misura ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2017/2018. I beneficiari della misura, sono gli imprenditori agricoli, singoli e associati, conduttori di superfici vitate o detentori di diritti di reimpianto/autorizzazione che abbiano già presentato domanda di autorizzazione al reimpianto da conversione di diritto, o reimpianto anticipato o reimpianto a seguito di estirpazione o  comunicato l’intenzione all’estirpazione per successiva domanda di autorizzazione al reimpianto o intenzione alla riconversione varietale; infine coloro che hanno fatto domanda  di reimpianto conseguente a estirpazione obbligatoria per ragioni sanitarie o fitosanitarie. La superficie minima richiesta per la misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, è pari a 0,5 ettari, Tutte le domande ammissibili, saranno pagate e qualora il fabbisogno finanziario risultasse superiore alle risorse disponibili, il contributo sarà ridotto in maniera proporzionale. I lavori di ristrutturazione e riconversione vigneti, per i quali è richiesto il contributo dovranno iniziare solo in data successiva alla presentazione della domanda. Per quanto concerne il procedimento di estirpo, i lavori non potranno iniziare prima del 30 di settembre e terminare entro il 30 novembre. Rispetto alle precedenti annualità sono state introdotte alcune novità, nel rispetto delle disposizioni Nazionali, in particolare nella domanda dovranno essere dettagliati  gli interventi  e la tempistica per la loro realizzazione,  definendo le attività da realizzare in ogni esercizio finanziario (cronoprogramma).  Pertanto l’azienda in sede di presentazione della domanda dovrà definire le date in cui i lavori verranno terminati  e di conseguenza  la forma di pagamento del contributo: ·         Pagamento a saldo:  se i lavori verranno terminati entro il 31 maggio 2018 , ·         pagamento anticipato: se i lavori verranno terminati entro il 31 maggio 2019 o 31 maggio 2020 Qualora l’azienda intenda chiedere il pagamento anticipato dell’aiuto , quest’ultimo verrà erogato in misura pari al 80% del contributo concesso, il restante 20% sarà pagato solo  dopo l’effettuazione del collaudo del vigneto e sarà necessario presentare  una fideiussione pari al 110% dell’anticipo richiesto. L’eventuale richiesta di variante è ammissibile solo se riconducibile a comprovati motivi di ordine tecnico o per sopravvenute cause di forza maggiore. La richiesta dovrà essere presentata al Servizio territoriale 30 giorni prima dell’ultimazione dei lavori e deve essere opportunamente motivata. La variante che comporta la modifica anche del cronoprogramma deve essere comunicata 90 giorni prima l’ultimazione dei lavori. Sono stati previsti recuperi  e penalità nel caso in cui gli interventi oggetto di contributo vengano realizzati solo  in parte, qualora la differenza tra la  superficie effettivamente realizzata e quella oggetto di domanda sia superiore al 50%  non verrà concesso alcun contributo e il richiedente verrà escluso dalla Misura di sostegno della ristrutturazione e riconversione vigneti nei tre anni successivi. Invitiamo Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale,  dove troverete una consulenza puntuale da parte di nostri tecnici qualificati , al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di contributo . http://www.bologna.coldiretti.it/ristrutturazione-e-riconversione-vigneti-campagna-2017-2018.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106344208 Mon, 12 Jun 2017 09:23:32 GMT VINO: PROROGA REGISTRO AL 30 giugno 2017 Il Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina ha annunciato al Vinitaly che è pronto a firmare il decreto con il quale verrà prorogato al 30 giugno il periodo di accompagnamento per il registro telematico del vino, accogliendo così  le richieste di Coldiretti   La proroga del registro telematico del vino al 30 giugno salva dalle sanzioni circa seimila cantina che ora hanno piu’ tempo per adeguarsi.  E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’accoglimento delle richieste della principale Organizzazione agricola europea da parte del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina che ha annunciato al Vinitaly che è pronto a firmare un decreto con il quale verrà prorogato al 30 giugno il periodo di accompagnamento per il registro telematico del vino.  Ad oggi infatti – sottolinea la Coldiretti - sono 17mila gli operatori che si sono registrati su un totale di 23mila attesi . Il decreto attuale, in scadenza al 30 aprile ed ora prorogato, serve – precisa la Coldiretti  - per accompagnare al meglio i produttori verso il nuovo registro dematerializzato che consentirà un netto taglio della burocrazia. In tema di dematerializzazione dei registri Coldiretti sottolinea la condivisione del progetto e l’importanza di completare il percorso di semplificazione avviato, mediante  la messa a regime dei servizi connessi che consentiranno di eliminare le comunicazioni verso la pubblica amministrazione e le strutture di controllo L'allungamento del periodo di accompagnamento dovrà essere impiegato dall'Amministrazione per far partire in stretta connessione con il registro telematico la possibilità per i produttori di predisporre direttamente on- line il documento di accompagnamento dei prodotti vitivinicoli, denominato MVV , eliminare le comunicazioni o automatizzare l'interscambio con le strutture di controllo dei vini a Do/Ig, di rivedere le dichiarazioni vitivinicole, di dialogare on line con lo stesso ICQRF o altre Amministrazioni per quanto riguarda dichiarazioni preventive di lavorazione e adempimenti connessi con le planimetrie di cantina. http://www.bologna.coldiretti.it/vino-proroga-registro-al-30-giugno-2017.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104608605 Wed, 19 Apr 2017 08:39:37 GMT LATTE: AL VIA DA DOMANI, 19/4, ETICHETTA SALVA MADE IN ITALY   IN EMILIA ROMAGNA SALVAGUARDATI 20 MILA POST DI LAVORO Entrerà in vigore domani, 19 aprile, in via definitiva l’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari che pone finalmente fine all’inganno del falso made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato fino da ora riportato in etichetta. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che sono trascorsi i 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (numero 15 del 19 gennaio 2017) del decreto “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011” firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. “Il provvedimento fortemente sostenuto dalla nostra organizzazione – sottolinea il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Difendere il latte italiano – prosegue Tonello – significa difendere un sistema che solo nella nostra regione garantisce 20 mila posti di lavoro e oltre 3 miliardi di ricchezza economica. In più significa evitare la chiusura delle 3.700 stalle emiliano romagnole che spesso si trovano in zone montane e svantaggiate dove svolgono un ruolo insostituibile di presidio del territorio”. Il provvedimento – spiega Coldiretti – riguarda l'indicazione di origine del latte anche come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e prevede l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa Coldiretti – le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine, qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta portando ad un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza oneri per i consumatori. I 250 mila capi di mucche da latte presenti in Emilia Romagna ma anche le oltre 60 mila pecore e capre possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership mondiale nel settore lattiero caseario con i formaggi più famosi del mondo, come Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Coldiretti Emilia Romagna, ricorda anche che sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, trovare sugli scaffali le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente.     http://www.bologna.coldiretti.it/latte-al-via-da-domani-19-4-etichetta-salva-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104584032 Tue, 18 Apr 2017 11:05:52 GMT RISO: COLDIRETTI E-R, SODDISFAZIONE PER ETICHETTA MADE IN ITALY “Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti con la nostra mobilitazione sul riso che ha visto la presenza a Roma di tanti produttori dell’Emilia Romagna preoccupati per il loro lavoro. Gli impegni assunti dal ministro delle Politiche Agricole rispondono alle richieste avanzate con la nostra piattaforma e forniscono strumenti per guardare al futuro con ottimismo”. Così il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, ha commentato lo storico ok all’indicazione di origine obbligatoria per il riso che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con un pacco su quattro venduto in Italia che contiene prodotto straniero all’insaputa dei consumatori. Nel corso della mobilitazione “SosRisoItaliano” – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha accolto le richieste e annunciato la firma assieme con il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, del decreto per sperimentare l'origine dei prodotti a base di riso nell'etichetta. Oltre all’obbligo dell’origine, l'Italia chiederà a Bruxelles l'attivazione della clausola di salvaguardia per bloccare le importazioni di riso dai Paesi che godono del sistema tariffario a dazio zero nonostante utilizzino in maniera intensiva pesticidi vietati da anni nella Ue e sfruttino il lavoro minorile, come denunciato dai produttori di Coldiretti. Inoltre, sarà avviato in via sperimentale l’assicurazione del reddito per i risicoltori sulla falsa riga del settore del grano duro. Al via anche un piano straordinario per la promozione e l’informazione sul riso italiano, necessaria per rimediare all’immobilismo dell’Ente Risi. Misure necessarie per difendere un settore in cui l'Italia – sottolinea Coldiretti – è primo produttore europeo, grazie alla coltivazione su un territorio di 234.300 ettari, per una produzione di 1,58 milioni di tonnellate (49% dell'intera produzione UE) realizzata grazie a 4.300 aziende risicole e circa 100 industrie risiere per un volume di affari di circa 1 miliardo. Con le importazioni di prodotto straniero spacciato per italiano che nel 2016 hanno raggiunto il record storico – commenta l’organizzazione dei coltivatori – l’introduzione dell’obbligo dell’etichetta, fortemente sostenuta da Coldiretti, va finalmente a tutelare una realtà da primato per qualità, tipicità e sostenibilità e, con essa, il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera”, L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - oltre 1/3 della spesa degli italiani è ancora anonima con l’etichetta che non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione (in attesa dell’ok di Bruxelles al decreto per l’introduzione dell’etichetta d’origine), come pure i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro dalla Cina o il pane. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 7 giugno 2005 l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.   Il prossimo passo - conclude la Coldiretti - è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del latte e derivati che scatterà dal prossimo 19 aprile e poi quella del grano impiegato nella pasta come previsto nello schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine   E quelli senza   Carne di pollo e derivati   Salumi   Carne bovina   Carne di coniglio   Frutta e verdura fresche   Carne trasformata   Uova   Frutta e verdura trasformata   Miele   Derivati del pomodoro diversi da passata   Passata di pomodoro   Sughi pronti   Pesce   Pane   Extravergine di oliva     Latte/Formaggi in itinere     Pasta in itinere     Riso in itinere     http://www.bologna.coldiretti.it/riso-coldiretti-e-r-soddisfazione-per-etichetta-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=104583878 Tue, 18 Apr 2017 10:53:32 GMT BUROCRAZIA: EMILIA ROMAGNA, PIÙ SEMPLICE LAVORARE CON I TRATTORI  TAGLIO ALLE PROCEDURE PER OTTENERE CARBURANTE AGRICOLO PRIME RISPOSTE A DENUNCE DI COLDIRETTI  Un taglio agli eccessi di burocrazia che favorirà il lavoro con i trattori per oltre 60 mila imprese agricole dell’Emilia Romagna. Così Coldiretti regionale commenta la decisione della Regione di semplificare le procedure per ottenere il carburante agricolo, affidando ai Centri autorizzati di Assistenza Agricola (Caa) la pratica per l’assegnazione del carburante, riducendo i tempi di attesa anche di trenta giorni. Dopo la manifestazione della scorsa estate, quando Coldiretti Emilia Romagna portò davanti alla Regione migliaia di agricoltori proprio per denunciare le insostenibili pastoie burocratiche che portano via 100 giorni all’anno di lavoro ad ogni impresa agricola per compilare e firmare scartoffie inutili, qualcosa – commenta Coldiretti regionale – comincia a muoversi. Il 50 per cento del carburante agricolo di cui ogni azienda ha diritto può essere assegnato immediatamente – spiega Coldiretti – semplicemente rivolgendosi al Caa, mentre per il restante 50% dovrà essere presentata domanda entro il 10 ottobre. In questo modo secondo Coldiretti Emilia Romagna, si riducono i tempi anche fino ad un mese e l’impresa agricola può ottenere la metà dell’assegnazione in tempi rapidi, senza dover sottostare a procedimenti e a passaggi di carte, ma semplicemente basandosi sui dati aziendali in possesso del Centro autorizzato di Assistenza Agricola. “Si tratta – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di un altro importante passo in avanti dopo il silenzio-assenso del settore vitivinicolo, che semplifica e sburocratizza i rapporti tra imprese agricole e pubblica amministrazione. Le nostre imprese potranno contare sul Caa di Coldiretti, con tempi certi e inferiori rispetto a quelli attuali. In questo modo si dà un importante sostegno all’economia e al reddito delle aziende perché si riduce il tempo che un imprenditore deve perdere per risolvere problemi burocratici”.     http://www.bologna.coldiretti.it/burocrazia-emilia-romagna-piu-semplice-lavorare-con-i-trattori.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=103827251 Mon, 27 Mar 2017 09:02:55 GMT VITIVINICOLO             VITIVINICOLO-AUTORIZZAZIONI NUOVI IMPIANTI VITICOLI Le aziende  interessate a realizzare nuovi impianti viticoli, possono, entro il prossimo 31 marzo, presentare domanda per il rilascio di un’ autorizzazione per NUOVO IMPIANTO VIGNETI.               Le domande per il rilascio delle autorizzazioni andrà presentata in via telematica su SIAN. Invitiamo le aziende interessate a prendere contatto, entro il 24 marzo, con l'ufficio Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale  con la consulenza di nostro personale qualificato al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di concessione. http://www.bologna.coldiretti.it/vitivinicolo.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=102912539 Fri, 03 Mar 2017 09:39:36 GMT CINGHIALI, VITTIMA IN EMILIA AMBIENTE: COLDIRETTI, CINGHIALI NON SOLO A ROMA, VITTIMA IN EMILIA   La corsa sfrenata di un cinghiale lungo Via Baldo degli Ubaldi, nel quartiere Aurelio, a Roma Nord, ripreso da un automobilista con il suo telefonino è solo la punta dell’iceberg di una situazione pericolosa che in Emilia Romagna ha appena provocato un lutto assurdo a causa di incidente stradale in località Moretta di Borgonuovo in provincia di Piacenza causato dall’invasione incontrollata dei questi animali selvatici. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sul ripetersi degli incidenti provocati dal numero crescente dei cinghiali che è raddoppiato negli ultimi dieci anni in Italia, raggiungendo un milione di capi lungo tutta la Penisola. La sicurezza delle aree rurali, delle periurbane, ma ormai anche di quelle urbane - denuncia la Coldiretti - è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro nell’ultimo anno, senza contare i casi in cui ci sono stati feriti e purtroppo anche vittime. Non è ormai piu' solo una questione di risarcimenti, ma è diventato - conclude la Coldiretti - un fatto di sicurezza. http://www.bologna.coldiretti.it/cinghiali-vittima-in-emilia.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=102912478 Fri, 03 Mar 2017 09:36:26 GMT CRISI: 28 MLD PER INVESTIMENTI AGRICOLI SPINGONO ECONOMIA EMILIA ROMAGNA  la Regione ha portato lo stanziamento totale per gli investimenti a 52,2 milioni, arrivando a finanziare oltre 500 aziende, pari alla metà delle imprese agricole che hanno presentato domanda di investimento. “È un primo risultato importante – ha commentato Ferro – per la crescita dell’agricoltura e dell’agroalimentare emiliano romagnolo in generale, che nel 2016 ha sostenuto l’economia della nostra regione garantendo la maggior crescita dell’occupazione e delle esportazioni. Gli investimenti aggiuntivi potranno essere migliorati grazie all’impegno di destinare agli investimenti anche gli stanziamenti previsti nel bando sui progetti di filiera che sarà emanato entro la fine di febbraio con uno stanziamento previsto di 72,4 milioni di euro”. http://www.bologna.coldiretti.it/crisi-28-mld-per-investimenti-agricoli-spingono-economia-emilia-romagna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101992081 Wed, 08 Feb 2017 09:09:59 GMT NUOVA SEDE UFFICIO SAN GIOVANNI IN PERSICETO                     Da oggi l'ufficio zona della Coldiretti, Impresa Verde e patronato EPACA di San Giovanni in Persiceto apre nella nuova sede di Via Magellano 11 a San Giovanni in Persiceto (vicino alle nuove Poste Italiane). Coldiretti, oltre alla quotidiana azione sindacale a favore di tutta l’agricoltura italiana che ha visto negli ultimi anni raggiungere importanti risultati,  ha iniziato un percorso per qualificare la propria presenza sul territorio con locali idonei alle esigenze dei soci. La  nuova sede degli uffici di San Giovanni in Persiceto va in questa direzione.  http://www.bologna.coldiretti.it/nuova-sede-ufficio-san-giovanni-in-persiceto.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101910809 Mon, 06 Feb 2017 16:45:43 GMT Nuova sede ufficio San Giovanni in Persiceto                                       Gentilissimo Associato/a, Ti informiamo che la sede dell’Ufficio Zona Coldiretti di San Giovanni in Persiceto, attualmente in Corso Italia 29, verrà trasferita presso nuovi locali situati in                                                   Via Magellano 11  - TEL 051 821282                                        vicino alle nuove Poste Italiane (vedi piantina allegata). Per effettuare il trasloco gli uffici saranno chiusi dal 30 gennaio al 3 febbraio  prossimi e riapriranno, nella nuova sede, il lunedi 6 febbraio . Per eventuali urgenze, nel periodo di chiusura,  rivolgersi alla sede provinciale di Coldiretti  TEL 051 6388648.             Coldiretti, oltre alla quotidiana azione sindacale a favore di tutta l’agricoltura italiana che ha visto negli ultimi anni raggiungere importanti risultati,  ha iniziato un percorso per qualificare la propria presenza sul territorio con locali idonei alle esigenze dei soci. La  nuova sede degli uffici di San Giovanni in Persiceto va in questa direzione.  In attesa di incontrarci, cordiali saluti.       Il Direttore                                                                          Il Presidente Provinciale Marco Allaria Olivieri                                                                    Antonio Ferro Il Segretario di zona   Il Presidente di Zona     Marco Querzola   Enea Veronesi   Pianta http://www.bologna.coldiretti.it/nuova-sede-ufficio-san-giovanni-in-persiceto.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101908553 Mon, 06 Feb 2017 16:34:26 GMT CONSUMI: STOP AGLI INGANNI CON IL CONSORZIO PATATA DOP BOLOGNA  CONSUMI: STOP AGLI INGANNI CON IL CONSORZIO PATATA DOP BOLOGNA COLDIRETTI, BENE RICONOSCIMENTO CHE CONSENTE DI VIGILARE SU FRODI Con il nuovo ruolo Consorzio di Tutela della Patata Dop di Bologna, diventa più facile il controllo sulle truffe che spacciano prodotto d’importazione per patata di Bologna. lo afferma Coldiretti Emilia Romagna esprimendo soddisfazione per il riconoscimento ufficiale del Consorzio di tutela della denominazione d’origine controllata della patata di Bologna. Con questo riconoscimento – spiega Coldiretti regionale – il Consorzio, tra le altre cose, avrà il ruolo di vigilare per salvaguardare il prodotto da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni nei confronti di chiunque, in ogni fase della produzione, trasformazione e del commercio. “In questo modo – ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – a diventerà più difficile che si ripetano vicende come quelle denunciate in passato di patate importate a prezzi stracciati e spacciate per italiane o anche specificamente di Bologna, con l’obiettivo di ottenere guadagni illeciti sfruttando il nome e la qualità del prodotto bolognese. Secondo il presidente di Coldiretti Bologna, Antonio Ferro, “Il riconoscimento ufficiale sarà un’arma in più nelle mani del Consorzio della Patata Dop di Bologna che già da tempo si è dotato di un sistema all’avanguardia per riconoscere l’origine della patate, basato sulle tecniche adottate dai servizi segreti americani per individuare l’origine delle partite di coca provenienti dal Sud America”. Il sistema, presentato da Coldiretti Emilia Romagna all’Expo di Milano – ricorda Coldiretti regionale – è stato voluto proprio dal Consorzio della Patata di Bologna e da Assopa, l’associazione dei produttori di patate dell’Emilia Romagna e si basa sulle analisi degli isotopi leggeri (carbonio idrogeno ed ossigeno), cha varia da zona a zona. Con un progetto sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, Assopa per due anni ha mappato i principali areali di produzione della patata in Italia e in Europa. Il procedimento – spiega ancora Coldiretti regionale – consente di individuare il luogo di produzione delle patate con grande precisione, premettendo di individuare patate prodotte non solo in Italia, ma anche nel territorio della patata Dop di Bologna. In questo modo diventa possibile smascherare gli speculatori che spacciano patate tarocche, una pratica – spiega Coldiretti regionale – che mette in difficoltà soprattutto l’Emilia Romagna dove vengono prodotti circa 2,5 milioni di quintali di patate di cui 110 mila quintali di patata Dop di Bologna, per un valore complessivo attorno ai 50 milioni di euro. L’Italia – ricorda Coldiretti – consuma 20 milioni di quintali di patate, ma ne produce solo 14 milioni e ne importa sei milioni di cui il 50% dalla Francia. http://www.bologna.coldiretti.it/-consumi-stop-agli-inganni-con-il-consorzio-patata-dop-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101789602 Thu, 02 Feb 2017 10:04:05 GMT ALLARME PESTICIDI AUMENTA 22 VOLTE IN CIBI EXTRAUE SALUTE: COLDIRETTI, ALLARME PESTICIDI AUMENTA 22 VOLTE IN CIBI EXTRAUE IN EMILIA ROMAGNA 4.000 OPERATORI E 100MILA ETTARI AGRICOLTURA BIOLOGICA I prodotti alimentari italiani sono quasi ventidue volte più sicuri di quelli extracomunitari per quanto riguarda il contenuto in residui chimici. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’allarme di Legambiente sui pesticidi, sulla base dell’ultima relazione dell’Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) dalla quale si evidenzia che il 6,5% per i campioni provenienti da paesi extracomunitari, conteneva residui superiori ai limiti di legge, soprattutto per la presenza di tracce di pesticidi non approvati nell'Ue. Al contrario secondo il “National summary reports on pesticide residue” pubblicato dall’Efsa appena lo 0,3% dei prodotti Made in Italy – sottolinea Coldiretti – contiene residui chimici oltre il limite mentre la percentuale sale all’1,6 per cento per i prodotti di origine comunitaria. L’invasione di prodotti alimentari provenienti dall’estero aumenta dunque il rischio per i consumatori come dimostra “la classifica dei cibi più pericolosi” elaborata dalla Coldiretti sulla base del Rapporto del Ministero della Salute sui sistema di allerta europeo che per quanto riguarda i pesticidi vede in testa per pericolosità le spezie dall’India come il peperoncino fichi secchi e peperoni, dalla Turchia ma anche la frutta e verdura dall’Egitto come olive e fragole e i broccoli ed i funghi dalla Cina. Paesi – precisa Coldiretti – dai quali arrivano spesso cibi diventati di gran moda in Italia come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che sono in gran parte di provenienza cinese. Al contrario l’agricoltura italiana - conclude Coldiretti - è la più green d’Europa con 288 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) e 415 vini Doc/Docg, il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di operativi biologici circa 60mila con quasi 1,5 milioni di ettari coltivati o in conversione. In Emilia Romagna, secondo le elaborazioni di Coldiretti regionale su dati del Sinab, il Sistema di Informazione nazionale sull’Agricoltura biologica, l’agricoltura biologica conta circa 4.000 operatori su una superficie di oltre 100 mila ettari http://www.bologna.coldiretti.it/allarme-pesticidi-aumenta-22-volte-in-cibi-extraue.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101788248 Thu, 02 Feb 2017 09:06:40 GMT AMBIENTE: LUPI, GLI ALLEVAMENTI CHIUDONO E LA MONTAGNA SI SPOPOLA AMBIENTE: LUPI, GLI ALLEVAMENTI CHIUDONO E LA MONTAGNA SI SPOPOLA COLDIRETTI E-R, BENE PIANO NAZIONALE LUPO. ELIMINARE I CANI SELVATICI La presenza incontrollata di branchi di lupi, sta scoraggiando sempre di più nelle aree dell’Appennino emiliano romagnolo le attività di allevamento, mettendo a rischio non solo uno dei principali tessuti economici delle aree montane, ma lo stesso equilibrio ambientale e l’assetto idrogeologico che trova nella presenza delle attività umane un fattore di stabilità. Lo afferma Coldiretti Emilia Romagna, commentando positivamente i contenuti del Piano nazionale per la conservazione del lupo che prevede anche l’eventuale abbattimento di capi. Se nella grande manifestazione del giugno scorso – ricorda Coldiretti regionale – avevamo posto con forza la questione dei danni da animali selvatici, tra cui quelli del lupo, senza avere risposte concrete dalla Regione, con il Piano Nazionale si prende almeno in considerazione il problema e se ne prospettano soluzioni. Solo nella nostra regione – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – tra il 2010 e il 2016, gli allevamenti di pecore e capre, che sono i più colpiti dai lupi, sono passati dai 3.300 a 2.500, con una diminuzione dei capi allevati da 87 mila a 76 mila. Gli allevatori – commenta Coldiretti regionale – non ne possono più di allevare capi per alimentare i lupi. Nel 2015 sono stati uccisi più di 300 i capi, che costituiscono però solo la punta dell’iceberg, in quanto molto più pesanti sono i danni collaterali. Gli animali, infatti, a causa dello stress provocato dagli attacchi riducono drasticamente la produzione di latte, con pesanti tagli al fatturato aziendale. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sull’Appennino emiliano romagnolo – ricorda Coldiretti regionale – ci sono mediamente più di 200 lupi ai quali bisogna aggiungere un numero indefinito di ibridi, cioè di capi nati dall’incrocio di cani e lupi. Proprio nei confronti di questi canidi bisognerà intervenire decisamente per salvare le pecore e gli stessi lupi. È necessario – afferma Coldiretti Emilia Romagna – lavorare sulla prevenzione attiva, perché non è più tollerabile che un’attività d’impresa sia tenuta continuamente sotto scacco. Mentre sarà importante contenere la popolazione di lupi come prevede il Piano nazionale, occorrerà intervenire decisamente per eliminare la presenza e la diffusione dei canidi e salvare il reddito degli allevatori e salvaguardare lo stesso patrimonio di biodiversità rappresentato dal lupo (specie canis lupus) del nostro Appennino. Secondo Coldiretti è necessario cominciare ad operare sul fronte indicato proprio da Ispra per evitare l’estinzione della specie lupo e cioè mettere in piedi rapidamente misure per la cattura e la sterilizzazione dei capi non appartenenti alla specie canis lupus e, nel caso questo non fosse possibile, bisognerà pensare anche di portare la raccomandazione dell’Unione europea di salvaguardare prioritariamente il lupo fino all’estrema conseguenza dell’abbattimento degli ibridi. Contemporaneamente è anche necessario da parte dell’ente pubblico – sostiene Coldiretti Emilia Romagna – garantire il sostegno economico-finanziario per una adeguata attività di prevenzione (indispensabile per ottenere il risarcimento dei danni) e assicurare efficienza ed efficacia nel sistema di accertamento e risarcimento dei danni per garantire un completo reintegro della perdita di reddito affinché la convivenza tra l’animale e l’uomo non porti all’abbandono dell’attività di allevamento. Non sarebbero solo gli allevatori a perderci, ma l’intera comunità poiché – conclude Coldiretti regionale – i pastori attraverso la loro opera conservano e valorizzano la montagna e le sue tradizioni         http://www.bologna.coldiretti.it/ambiente-lupi-gli-allevamenti-chiudono-e-la-montagna-si-spopola.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101732004 Tue, 31 Jan 2017 11:23:57 GMT LATTE: IN G.U. STORICO VIA LIBERA A ETICHETTA MADE IN ITALY             LATTE: IN G.U. STORICO VIA LIBERA A ETICHETTA MADE IN ITALY                     IN EMILIA ROMAGNA SALVAGUARDATI 20 MILA POST DI LAVORO Storico via libera all’indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari che pone finalmente fine all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato fino ad ora riportato in etichetta. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, nell’annunciare la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.15 del 19 gennaio 2017 del decreto "Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. "Il provvedimento fortemente sostenuto da Coldiretti – sottolinea il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Difendere il latte italiano – prosegue Tonello – significa difendere un sistema che solo nella nostra regione garantisce 20 mila posti di lavoro e oltre 3 miliardi di ricchezza economica. In più significa evitare la chiusura delle 3.700 stalle emiliano romagnole che spesso si trovano in zone montane e svantaggiate dove svolgono un ruolo insostituibile di presidio del territorio". Il via libera – prosegue Coldiretti – risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione. Il provvedimento – spiega Coldiretti – riguarda l'indicazione di origine del latte anche come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e prevede l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) "Paese di mungitura": nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) "Paese di condizionamento o di trasformazione": nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: "origine del latte": nome del Paese. Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate – precisa Coldiretti – le seguenti diciture: "latte di Paesi UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine, qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: "latte di Paesi non UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato o trasformato in Paesi non UE" per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta portando ad un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza oneri per i consumatori. I 250 mila capi dii mucche da latte presenti in Emilia Romagna ma anche le oltre 60 mila pecore e capre possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership mondiale nel settore lattiero caseario con i formaggi più famosi del mondo, come Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali in Italia censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. Il provvedimento entrerà in vigore pienamente dopo novanta giorni dalla pubblicazione avvenuta il 19 gennaio anche se sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente. Il prossimo passo - conclude la Coldiretti - è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta come previsto nello schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea.     L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine        E quelli senza Carne di pollo e derivati   Salumi   Carne bovina   Carne di coniglio   Frutta e verdura fresche   Carne trasformata   Uova   Frutta e verdura trasformata   Miele   Derivati del pomodoro diversi da passata   Passata di pomodoro   Concentrato di pomodoro e sughi pronti   Latte/Formaggi    Derivati dei cereali (pane, pasta)   Pesce   Riso   Extravergine di oliva     Fonte: Elaborazioni Coldiretti http://www.bologna.coldiretti.it/latte-in-g-u-storico-via-libera-a-etichetta-made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101455649 Mon, 23 Jan 2017 11:24:15 GMT VINO: DA OGGI IN VIGORE TESTO UNICO VINO, DIMEZZATA LA BUROCRAZIA VINO: DA OGGI IN VIGORE TESTO UNICO VINO, DIMEZZATA LA BUROCRAZIA Con l’entrata in vigore del Testo Unico sul vino si taglia del 50% il tempo dedicato alla burocrazia, con 100 giornate di lavoro che oggi ogni impresa vitivinicola è costretta ad effettuare per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore. Ad affermarlo è Coldiretti Emilia Romagna in riferimento all’avvio da oggi, 12 gennaio, della “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino". Il cosiddetto Testo Unico porta finalmente alla semplificazione delle comunicazioni e adempimenti a carico dei produttori, revisione del sistema di certificazione e controllo dei vini a denominazione di origine ed indicazione geografica con un contenimento dei costi, alla revisione del sistema sanzionatorio, l’introduzione di sistemi di tracciabilità anche peri i vini a Igt e norme per garantire trasparenza sulle importazioni dall’estero. Adesso la palla passa al Ministero delle Politiche agricole che dovrà mettere mano ad alcuni decreti applicativi al fine di rendere completamente operative le semplificazioni stabilite nel Testo Unico. In tal senso Coldiretti Emilia Romagna auspica che nella revisione dei decreti applicativi si dia assoluta priorità all’adeguamento delle disposizioni sui controlli e la certificazione dei vini a Denominazione di Origine e Indicazione geografica e alle norme per la gestione del potenziale produttivo, al fine di mettere a regime lo sportello unico degli adempimenti e evitare la duplicazione inutile delle attività di controllo. Il settore vitivinicolo dell’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – vede impegnate 22 mila aziende agricole che coltivano 50 mila ettari di vigneto e producono circa 7 milioni di ettolitri di vino per un valore alla produzione di 350 milioni di euro. l’intero comparto da lavoro a livello regionale a 150 mila addetti e contribuisce alle esportazioni per un valore di 280 milioni di euro. http://www.bologna.coldiretti.it/vino-da-oggi-in-vigore-testo-unico-vino-dimezzata-la-burocrazia.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=101145721 Fri, 13 Jan 2017 08:58:07 GMT CRISI: MANOVRA FINANZIARIA   CRISI: MANOVRA FINANZIARIA FRENA ABBANDONO GRANO IN EMILIA ROMAGNA STANZIATI 10 MILIONI DI EURO PER AZIENDE CHA FANNO CONTRATTI DI FILIERA La “guerra del grano” lanciata da Coldiretti all’inizio dell’estate comincia a dare i primi risultati. È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che, dopo l’invio il 15 di novembre all’Unione europea del decreto legge per l’etichettatura obbligatoria del grano utilizzato per fare la pasta (oggi un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza che il consumatore lo possa sapere), è arrivato anche lo stanziamento nella manovra finanziaria di 10 milioni di euro per il settore cerealicolo nazionale. Un provvedimento – commenta Coldiretti regionale – accolto con favore dai 30 mila produttori di cereali dell’Emilia Romagna che nel 2016 hanno perso più di 70 milioni di euro a causa del crollo del prezzo del grano duro del 43 per cento rispetto al 2015, senza che questo abbia portato nessun beneficio per i consumatori. Dopo che i compensi dei produttori di cereali sono ritornati indietro addirittura ai livelli di 30 anni fa, lo stanziamento della manovra finanziaria – afferma Coldiretti regionale – dovrebbe arrestare il rischio di abbandono della coltura, che comporterebbe forti ripercussioni sia per il territorio regionale (dove vengono coltivati 200 mila ettari di cereali) sia per i consumatori, che vedrebbero venir meno l’alta qualità garantita dal made in Italy. I 10 milioni di euro – spiega Coldiretti Emilia Romagna – sono destinati alle imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio, che abbiano sottoscritto contratti di filiera almeno triennali. L’importo massimo ammesso per azienda è di 100 euro all’ettaro fino al limite di 50 ettari, per un importo complessivo per ogni azienda di 15 mila euro nell’arco di tre anni, secondo il criterio di “de minimis”. Per le domande di aiuto, che vanno presentate entro la scadenza della domanda unica Pac (normalmente il 15 maggio del 2017), Coldiretti Emilia Romagna ha messo a disposizione delle imprese gli uffici e il personale del proprio Centro di Assistenza Agricola.   http://www.bologna.coldiretti.it/crisi-manovra-finanziaria-.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=100237704 Tue, 20 Dec 2016 11:49:26 GMT LATTE: COLDIRETTI, CON ETICHETTA STOP INGANNI IN 3 CARTONI SU 4 L’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte è necessario per il 96% degli italiani che lo ritengono un elemento rilevante di trasparenza per fare scelte di acquisto consapevoli. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha fortemente sostenuto il decreto che introduce in etichetta l'indicazione obbligatoria dell'origine per i prodotti lattiero-caseari, nel commentare l’attesa firma da parte dei ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, dopo il via libera comunitario e il parere positivo delle Commissioni Agricoltura della Camera e del Senato e l'intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni “Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella battaglia per la trasparenza". 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro formaggi e yogurt che – sottolinea la Coldiretti - è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta - continua la Coldiretti - salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza bovine allevate a livello nazionale. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - l’etichetta resta anonima per circa 1/3 della spesa dai salumi ai succhi di frutta, dalla pasta al latte a lunga conservazione, dal concentrato di pomodoro ai sughi pronti fino alla carne di coniglio. Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione in etichetta, come pure i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro dalla Cina i cui arrivi sono aumentati del 379% nel 2015 per un totale di 67 milioni di chili, secondo la Coldiretti. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 7 giugno 2005 l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - conclude la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine E quelli senza Carne di pollo e derivati Salumi Carne bovina Carne di coniglio Frutta e verdura fresche Carne trasformata Uova Frutta e verdura trasformata Miele Derivati del pomodoro diversi da passata Passata di pomodoro Concentrato di pomodoro e sughi pronti Latte/Formaggi Derivati dei cereali (pane, pasta) Pesce Riso Extravergine di oliva http://www.bologna.coldiretti.it/latte-coldiretti-con-etichetta-stop-inganni-in-3-cartoni-su-4.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=100032897 Wed, 14 Dec 2016 17:59:45 GMT LATTE: COLDIRETTI, SIGLATO ACCORDO, PREZZO MINIMO A 39 CENT/LITRO    Fatto l’accordo sul prezzo del latte alla stalla. Lo rende noto Coldiretti Emilia Romagna nel sottolineare che l’intesa è stata siglata con Italatte che fa capo al gruppo Lactalis con i marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi e Cademartori, la più importante industrie casearie a livello nazionale, e prevede una quotazione minima di 37 centesimi al litro a gennaio, che salirà a 38 centesimi a febbraio per arrivare ai 39 centesimi di marzo e aprile, come punto di riferimento il mercato lombardo. L’accordo - sottolinea Coldiretti - viene esteso anche a quei contratti già siglati e che sarebbero scaduti a marzo 2017. Inoltre, per la definizione del prezzo - continua la Coldiretti - cambia il sistema di indicizzazione nel quale viene inserito, per una quota del 30%, anche il valore del Grana Padano che diventa uno dei parametri base. Si terrà conto della quotazione formulata su questa indicizzazione solo se sarà superiore al prezzo minimo stabilito nell’accordo. Rispetto allo scorso anno – sottolinea la Coldiretti - gli allevatori non saranno più costretti a limitare la quantità munta in base agli accordi di ritiro, ma dovranno solo comunicare la produzione stimata nel 2017. L’accordo prevede poi che a scadenza venga subito aperto un tavolo di confronto per stabilire il prezzo nei mesi successivi. Il valore del latte in Lombardia – spiega Coldiretti - è uno strategico punto di riferimento per le quotazioni a livello nazionale considerato che nelle stalle lombarde si munge più del 40% di tutto il prodotto italiano. “Questa intesa – afferma Ettore Prandini, vice presidente nazionale di Coldiretti – rappresenta un risultato importante che rimette al centro il comparto zootecnico lattiero-caseario e offre finalmente una prospettiva positiva su un prezzo non in calo ma stavolta in aumento. E’ un grande risultato che - conclude Prandini - nasce anche dalla battaglia vinta quest’anno da Coldiretti per l’etichettatura di origine di tutti i prodotti lattiero caseari, dopo la quale il mercato ha dato segni di ripresa ogni giorno più forti”. http://www.bologna.coldiretti.it/latte-coldiretti-siglato-accordo-prezzo-minimo-a-39-cent-litro.aspx?KeyPub=GP_CD_BOLOGNA_HOME|CD_BOLOGNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=100032831 Wed, 14 Dec 2016 17:51:23 GMT